Raccolta News di Economia e Finanza aggiornate in tempo reale

gas

Si avvia verso la conclusione la vicenda relativa alla costruzione del deposito di stoccaggio gas a Rivara, nel modenese. E ad assestare un colpo decisivo al fronte dei ‘favorevoli’, capitanato dal senatore Carlo Giovanardi, è proprio la Erg. Il colosso dell’energia, detentore di una quota di minoranza nella joint venture denominata Erg Rivara Storage srl, ha annunciato che “abbandonerà il progetto per la realizzazione dell’impianto”. La decisione, spiega l’azienda, al ilfattoquotidiano.it, è dovuta soprattutto alle “difficoltà riscontrate nel corso delle procedure autorizzative e amministrative” necessarie all’avvio dei lavori, “che nella costruzione di impianti industriali di questa tipologia seguono un iter locale e nazionale”. Nonché a una valutazione del contesto economico di riferimento e a una strategia di “posizionamento del gruppo” all’interno del panorama nazionale.

Roma, 23 nov. – (Adnkronos) – Nonostante la rilevanza economica dei progetti che segue in azienda l’energy manager ha ancora qualche difficoltà ad affermare il proprio ruolo. Nella maggior parte dei casi, infatti, non ha un inquadramento dirigenziale e solo nel 10% dei casi è il decisore finale sia degli interventi di efficienza sia della scelta dei fornitori di energia e gas: in prevalenza, infatti, a prendere una decisione su questo fronte è l’Amministratore Delegato (38%). A tracciare il quadro è l’Osservatorio Energy Management, organizzato da Gruppo 24 Ore e da Strategic Management Partners in collaborazione con Cfi Group.

Secondo l’indagine, chi ha effettuato un percorso completo di pianificazione energetica fino alla fase di realizzazione, ha ottenuto risultati già dai primi 2 anni nel 53% dei casi. Il risparmio medio ottenuto è stato del 10,8%. Il rapporto oltre ad indagare lo stato dell’arte della professione si sofferma anche sul come gli energy manager scelgono i propri fornitori e sulle loro aspettative per il 2013 in termini di prezzo e di condizioni commerciali.

Sul fronte della scelta del fornitore, la trattativa richiede tempi lunghi (sino a 5-6 mesi per l’acquisto del gas), soprattutto per la Pubblica Amministrazione. La ricerca, che si è svolta a fine ottobre 2012, ha mostrato come il 76% dei consumatori di gas avessero già rinnovato il contratto per il 2013, mantenendo la data di ottobre (inizio dell’anno termico) per il rinnovo. L’energia elettrica è invece in chiusura a fine novembre, entrambi con contratti annuali.

Nella scelta dei fornitori il settore terziario sembra essere il più attento, bandendo aste on line e chiedendo offerte ad un maggior numero di fornitori. Anche per la Pa la scelta del fornitore è un elemento di attenzione: il 55% degli intervistati dichiara di valutarne 3 diversi tramite bando di gara.La scelta viene fatta in primis prendendo in considerazione il prezzo (considerato molto importante dal 96% degli intervistati), in seconda battuta l’affidabilità e solidità del fornitore sembra essere il criterio di scelta preminente (81% delle risposte).

Gli intervistati sembrano mediamente soddisfatti (tra il 60 e il 70% di valutazione positiva) dei loro fornitori sotto gli aspetti economici, commerciali e di assistenza, decisamente meno sulla capacità di innovare e sui servizi on line, per il gas in particolare.

Nonostante questa valutazione tutto sommato positiva, però, la propensione al cambiamento è elevata: tra i responsabili energetici dell’industria la fedeltà all’operatore attuale si aggira intorno al 50%, meno “fedeli” sono i colleghi della Pa, che pensano di restare con lo stesso fornitore solo nel 15% dei casi per l’energia elettrica e nel 27% per il gas.

Ginevra, 20 nov. (Adnkronos/Ats)- La quantità di gas ad effetto serra nell’atmosfera ha raggiunto un nuovo record nel 2011, ha affermato oggi a Ginevra l’Organizzazione meteorologica mondiale (Omm). Tra il 1990 e nel 2011 è stato osservato un aumento del 30% del forzante radiativo, l’effetto di riscaldamento sul clima, a causa della CO2 (anidride carbonica) e di altri gas ad effetto serra, come il metano (CH4) o Protossido di azoto (N2O). Dall’inizio dell’era industriale, nel 1750, circa 375 miliardi di tonnellate di carbonio sono state rilasciate nell’atmosfera come la CO2, principalmente dalla combustione di combustibili fossili, stando all’ultimo Bollettino sui Gas serra dell’Omm.

Circa la metà del CO2 resta nell’atmosfera, mentre il resto è assorbito dalla biosfera degli oceani e terrestre. “Questi miliardi di tonnellate di anidride carbonica addizionale nell’atmosfera vi rimarranno per secoli, provocando un ulteriore riscaldamento del nostro pianeta con un impatto su tutti gli aspetti della vita sulla Terra”, ha sottolineato il Segretario generale dell’Omm, Michel Jarraud. “Le emissioni future potranno solo peggiorare la situazione”. L’anidride carbonica, principale gas a effetto serra singolo emesso da attività umane, è responsabile del 85% dell’aumento del forzante radiativo nel corso dell’ultimo decennio.

Secondo l’Omm, la quantità di CO2 nell’atmosfera ha raggiunto 390,9 parti per milione (ppm) nel 2011, o 140% del livello pre-industriale di 280 ppm. L’Omm si sofferma sul ruolo dei “pozzi di carbonio” che finora hanno assorbito quasi la metà del CO2 emesso degli esseri umani nell’atmosfera. Ma questo non continuerà necessariamente in futuro, ammonisce. “Abbiamo già visto che gli oceani stanno diventando più acidi a causa dell’assorbimento di anidride carbonica, con potenziali implicazioni per la catena alimentare subacquea e barriere coralline” ha detto Jarraud.

Non si tratta di un ponte vero e proprio come hanno immaginato alcune pellicole di Hollywood, ma esiste ed è stato trovato un collegamento fra le galassie. Arriva dal satellite Planck dell’Agenzia Spaziale Europea la prima conferma dell’esistenza di un ponte di gas caldo che unisce una coppia di ammassi di galassie, Abell 399 e Abell 401, separati fra loro da 10 milioni di anni luce di spazio intergalattico. La missione principale di Planck è catturare la luce più antica del cosmo, la radiazione cosmica di fondo o CMB. Nel suo lungo tragitto attraverso il cosmo, questa debole luce incontra diversi tipi di strutture, fra le quali galassie e ammassi di galassie, ovvero conglomerati di centinaia o migliaia di galassie legati insieme dalla forza di gravità.

Nello spazio di un decennio gli Stati Uniti supereranno l’Arabia Saudita diventando così il primo produttore mondiale di petrolio. Negli anni successivi, il trend proseguirà senza sosta consentendo infine agli Usa di trasformarsi in esportatore netto e di conquistare l’indipendenza energetica. È la previsione più significativa contenuta nel rapporto annuale “World Energy Outlook 2012” pubblicato oggi dall’Agenzia Internazionale dell’Energia (International Energy Agency – IEA). Il fenomeno implicherebbe importanti conseguenze sia sul piano geopolitico che sul fronte della bilancia commerciale. Secondo gli analisti di HSBC, citati dal Financial Times, la riduzione del 25% delle importazioni petrolifere negli Usa garantirebbe un risparmio di 85 miliardi di dollari, quasi un quinto del deficit complessivo misurato lo scorso anno (466 miliardi).

Pioggia battente e massima allerta in Liguria e Toscana e in particolare nella provincia di Massa Carrara, già duramente colpita dal maltempo nell’autunno scorso. La pioggia caduta dopo la mezzanotte ha provocato allagamenti, frane e smottamenti in buona parte del territorio. Decine gli interventi dei vigili del fuoco. Secondo un primo bilancio della Protezione civile sono 70 le persone evacuate, di cui 50 sulla costa e 20 in Lunigiana. Alcuni torrenti e canali sono esondati.

Aspettavano il parere contrario della commissione ministeriale Valutazione Impatto Ambientale (Via), gli abitanti della bassa modenese, per esultare e considerare chiusa la vicenda del deposito di stoccaggio gas a Rivara. Che negli ultimi mesi aveva già incassato i ‘no’ definitivi della Regione Emilia Romagna, del ministro dell’Ambiente Corrado Clini e di quello dello Sviluppo Economico, Corrado Passera. E’ “rischioso” in una zona “altamente sismica” come l’Emilia, si era detto.

Sarà un autunno caldo, per colpa delle bollette. Dal primo ottobre sono previsti nuovi ricanri sui prezzi di gas ed energia elettrica. Secondo quanto stabilito dall’Autorità per l’energia, per le famiglie e i piccoli consumatori serviti in tutela, il gas aumenterà dell’1,1% e l’energia elettrica dell’1,4%. La maggiore spesa su base annua sarà rispettivamente di 14 euro per il gas e di 7,6 euro per l’energia elettrica. A influire sulle variazioni, spiega una nota, sono principalmente gli inaspettati rialzi delle quotazioni petrolifere che in meno di tre mesi sono saliti di oltre il 20%. Tuttavia, per il gas, occorre sottolineare che l’applicazione del nuovo metodo di aggiornamento della ‘quota energia’ (Qe), approvato a giugno dall’Autorità, ha consentito di evitare, alla vigilia dei più alti consumi autunnali, un aumento che sarebbe stato dell’1,7% (pari a una maggiore spesa complessiva di 21 euro: l’esborso evitato, quindi, è pari a 7 euro su base annua). Infatti, grazie al nuovo meccanismo, il prezzo della materia prima gas (ovvero la Qe) è stato determinato con un mix di contratti di importazione di lungo periodo e una quota crescente di mercato spot, attualmente più favorevole per i consumatori. E’ prevista una nuova fase di riforma della Qe, già annunciata in Relazione Annuale e operativa dai primi mesi del 2013, che porterà ulteriori ribassi di prezzo alle forniture di gas alle famiglie. Per l’energia elettrica, oltre ai rialzi del petrolio, ha inciso la necessità di aumentare il gettito a copertura della voce A3 degli oneri di sistema per l’incentivazione alle fonti rinnovabili e assimilate nell’anno 2012. Parte dell’incremento della voce A3 legata all’incentivazione delle rinnovabili è attribuibile ad una previsione leggermente superiore alla stima del fabbisogno per l’anno in corso, anche a causa della contrazione dei consumi 2012 assoggettabili agli oneri generali.

Se dovessimo sintetizzare le proposte energetiche del governo, promosse dal Ministro Passera, potremmo dire “avanti tutta nell’estrazione di petrolio e gas, e avanti anche sulle rinnovabili, ma senza adeguati strumenti di promozione: in pratica rallentiamo sulle rinnovabili che, a detta del governo, costano “troppo”. Una posizione simile, ma perlomeno esplicitata con più chiarezza, la si può leggere nel programma di Mitt Romney nel quale la parola “cambiamenti climatici” è citata una sola volta e solo per sminuirne la portata. Al contrario del programma di Obama che la cita 18 volte, e con preoccupazione (anche se bisogna ricordare che, finora, il bilancio dell’amministrazione USA sul tema clima è stato assai deludente).

L’Eesti Ekspress, un giornale estone, è nell’occhio del ciclone per aver pubblicato un finto annuncio pubblicitario di pillole dimagranti con l’immagine choc delle vittime dei campi di concentramento in Germania. La pubblicità recita: “Uno, due, tre… le pillole dimagranti del dottor Mengele fanno miracoli per te. Non c’erano persone tarchiate a Buchenwald!”.

Indignati – La vignetta, pubblicata all’interno della sezione umoristica del giornale, ha suscitato la profonda indignazione della comunità ebraica, che l’ha prepotentemente condannata. A poco sono valse le scuse del vice direttore dell’Eesti Ekspress, Sulev Vedler, che si è messo subito sulla difensiva, assicurando che la la vignetta non era “rivolta contro il popolo ebraico”: l’obiettivo era prendere in giro la Gasterm Eesti, una società del gas estone che aveva utilizzato la foto delle porte del campo di prigionia di Auschwitz per promuovere i propri prodotti. La foto in questione, poi rimossa dall’azienda dopo le numerose proteste, accanto alla scritta “Il lavoro rende liberi” aveva questa didascalia: “Riscaldamento a gas: flessibile, conveniente ed efficace”. 

Archivi