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imparare

Bandiera Rossa la trioferà“. A quanto pare Matteo Renzi dovrà cantarla. Pure lui. A rispolverare la canzone storica della sinistra italiana è Massimo D’Alema. Chi sta nel Pd dovrebbe conoscerla, impararla e farla propria. Alla faccia del rinnovamento e della virata verso un centrosinistra che sa sempre più di rosso. “Baffino” intervenendo ad un iniziativa per sostenere il “compagno” Bersani, ha affermato: “Non chiedo a nessuno di studiare Bandiera Rossa ma chi vuole stare in un partito come questo la deve rispettare”. Insomma ora Matteo Renzi e tutti i tesserati, soprattutto i rottamatori dovranno imparare la celebre canzone. Dopo tanti anni D’Alema ha accontentato Nanni Moretti. E quando proprio l’ex premier si è deciso a fare un passo indietro non ricandidandiosi alle prossime elezioni, ha detto “una cosa di sinistra”. Bisogna vedere ora come la prenderanno i cattolici del Pd. Dovranno anche loro imparare la canzone? D’Alema e tutto il Pd sono in cerca di una identità. Vecchia. Rispolverare una canzone come Bandiera Rossa è un segnale forte. Il partito forse vuole tornare alle sue origini. E Renzi dovrà probabilmente adeguarsi. D’Alema sulla lotta intestina fra i leader del Pd e il giovane rottamatore Renzi ha affermato: “Noi dopo vogliamo vincere le elezioni, come possiamo pensare di essere così sciocchi di continuare guerre contro Renzi?”. La pace scoppierà cantando “falange audace cosciente e fiera. Dispiega al sole rossa bandiera“.

Roma, 23 nov. – (Adnkronos) – Sacchi dell’immondizia che si trasformano in borse, vecchi auricolari in orecchini, giocattoli buttati via che tornano come nuovi. Dagli oggetti di design a quelli di uso quotidiano fino a vere e proprie opere d’arte: i rifiuti si trasformano in materia prima per realizzare creazioni originali in grado di coniugare creatività e rispetto per l’ambiente. In puro spirito ‘Zero Waste’, parte oggi “Art’Eco, l’arte del RiUso”, il villaggio dell’ecosostenibilità con cui Ama partecipa alla Settimana Europea per la riduzione dei rifiuti.

L’iniziativa, fino al 25 novembre presso il centro culturale Elsa Morante di Roma, al XII Municipio, comprende un percorso espositivo e una serie di laboratori aperti al pubblico per imparare a riciclare giocattoli e plastica, o rimettere in sesto vecchie biciclette. Consigli importanti, soprattutto per chi abita in una città come Roma “in cui si producono 650 kg di rifiuti a persona l’anno, rispetto alla media nazionale di 530 kg pro capite”, dichiara Piergiorgio Benvenuti, presidente dell’Ama, che ricorda: “tra il 2000 e il 2007 la crescita dei rifiuti è raddoppiata rispetto al Pil, solo nel 2011 e quest’anno la tendenza non è andata in quella direzione a causa della congiuntura economica negativa”.

Tra la crisi economica e quella ambietale, quindi, imparare a riusare diventa fondamentale. Nell’area espositiva del centro culturale Elsa Morante si può trarre qualche spunto: qui sono esposti oggetti di design e accessori di abbigliamento prodotti con materiali di scarto, come la linea ‘Carmina Campus’ di Ilaria Venturini Fendi che usa come materia prima i sacchi della spazzatura; i gioielli byLudo di Ludovica Cirillo che trasforma i cosiddetti Raee (i Rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche) in orecchini, collane e oggetti per la tavola; le shopping bag dell’associazione Diletta Vittoria fatte in carta riciclata, ma anche sculture e quadri firmate dagli artisti del riuso Howtan Re, Federico Paris e Alessandro Baronio.

Nella sala dedicata ai laboratori si può invece partecipare, gratuitamente e fino a esaurimento posti, alle attività pensate dall’associazione non profit ‘Salvamamme’ per imparare a rimettere a nuovo i vecchi giocattoli; dall’associazione umanitaria ‘Refugee ScArt’ per trasformare i rifiuti in borse, cinture , collane e complementi di arredo; dall’associazione culturale ‘Duepuntozero’ che fa poesia con i rifiuti, e dall’associazione ‘Trait d’union’ che utilizza carta e scarti edili per creare complementi d’arredo e biglietti augurali.

Il laboratorio all’aperto è quello dell’associazione ‘Ciclonauti’ e della sua ciclofficina messa a disposizione per rimettere in sesto vecchie bici. Proprio accanto c’è lo stand del Corpo Forestale che, in vista delle feste, informa il pubblico su come evitare che il proprio albero di Natale si trasformi in un rifiuto: dal 7 al 19 gennaio, infatti, condurrà con Ama la raccolta straordinaria di alberi di Natale per poi ripiantare quelli in buone condizioni e trasformare in compost quelli morti.

E per quanto riguarda Ama? “Stiamo accelerando sulla differenziata – spiega Benvenuti – anche nel IV Municipio, e sulla raccolta dell’umido che poi viene trasformato in compost nell’impianto di Maccarese”. E lancia due appelli: il primo “a non creare troppi rifiuti”, dice il presidente di Ama; il secondo “è un invito a non bere acqua minerale, ma preferire quella del rubinetto. L’Italia è il terzo Paese al mondo e il primo in Europa per il consumo di acqua minerale, questo significa che si consuma anche troppa plastica generando troppi rifiuti”.

Squilla il telefono. Risponde. Dall’altra parte una voce calma espone i fatti in maniera lineare. Troppo lineare. Non è possibile. Più semplice de rubricare il tutto a “scherzo”. Ops, ecco il dubbio, quello che lo salva da una gaffe. La persona continua a spiegare, anzi riprende da capo, consapevole dell’incertezza suscitata: sì, sono del Ministero dell’Ambiente, vorremmo chiedere la disponibilità di ospitare nella sua azienda vinicola il ministro giapponese dell’Agricoltura, è in Italia per imparare i segreti della coltivazione biologica. Dopo il disastro nucleare devono ripensare al loro presente, futuro energetico. 

Recupero sorprendente dopo il problema sul debito. Tre i motivi: 1) l’impegno dell’Islanda nel perseguire il programma; 2) imporre perdite agli obbligazionisti invece che ai contribuenti; 3) …

pubblicato da Wallstreet Italia
Link articolo:

Fmi: area Euro ha tanto da imparare, tragga esempio dall'Islanda

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In questi giorni Rai5 manda in prima serata le nuove puntate di Anthony BourdainNo reservation, documentario made in Usa a metà tra l’esplorazione geografica e la rassegna culinaria. Bourdain è uno chef diventato famoso nel 2000 con un libro sulle pessime condizioni igieniche dei ristoranti più in voga a New York: Kitchen Confidential. Gli ultimi due episodi – girati in Ucraina e in Kurdistan, tra Iraq del Nord e Turchia – sono particolarmente istruttivi.

 

Si è fatto accompagnare dalla moglie e dal padre Federico Pizzarotti il giorno dell’esordio da sindaco di Parma in Consiglio comunale. E’ emozionato, ma con il sorriso sulle labbra, prima di sedersi per la prima volta sullo scranno più alto dell’Aula va a salutare i consiglieri: tutti del Movimento 5 Stelle, e un’opposizione di 12 consiglieri di Pdl, Pd, Udc, Pdci e Liste Civiche. “E’ stata una bella emozione, abbiamo fatto il pienone”, commenta descrivendo la scena che sancisce di fatto l’autonomia della sua maggioranza in consiglio. Poi però deve incassare le critiche dell’opposizione: prima gli viene rimproverato di aver scelto il presidente del consiglio e il suo vice in accordo con il Pd senza informare gli altri gruppi (e Pizzarotti si scusa: “Un passo falso, siamo qui per imparare”) poi il candidato scelto, il grillino Marco Vagnozzi, viene accusato di “essere uno stipendiato della politica come consulente del M5S in Regione” (e lui: “Il mio contratto scade il 30 giugno”).

“E’ stato un primo passo per il nostro lavoro futuro” ha poi detto il sindaco presentando la sua giunta, non ancora al completo però. Oltre all’assessore Gino Capelli  con delega al bilancio ed alle Società partecipate, Gabriele Folli assessore all’Ambiente ed alla Mobilità e Cristiano Casa con delega alle Attività Produttive, Turismo e Commercio, Pizzarotti ha nominato  ieri la vicesindaco Nicoletta Paci, che ha anche la delega alla Scuola, Servizi educativi e Rapporti con l’università, e l’assessore allo Sport Giovanni Marani. Paci è l’unica donna in squadra, per ora, e anche l’unica iscritta al Movimento 5 Stelle.  ”Si tratta di una squadra di persone che hanno competenze basate  non solo sul titolo di studio, ma hanno esperienza sul campo, nelle associazioni e sono vicine ai valori del Movimento” ha rimarcato Pizzarotti, spiegando che “tra lunedì e martedì ci sarà la comunicazione delle altre 3 nomine”. Mancano ancora, infatti, “l’assessore alle Politiche sociali, all’Urbanistica e alla Cultura”, ha ricordato Pizzarotti sottolineando che “i tempi sono quelli  necessari”.

Pizzarotti aveva pronto un bel discorso da fare in Consiglio, ma alla fine parla a braccio toccando molti argomenti: dalla sicurezza (“occorre ripristinare i vigili i quartiere”) alla scuola (“ristrutturare le scuole: tetti col fotovoltaico al posto di quelli in eternit”) allo sport (“i costi per gli impianti sono cresciuti: occorre trovare un accordo con le associazioni”). Ma ovviamente la priorità è il nodo spinoso del bilancio “che è una situazione delicata, ma affrontabile”. “Dovremo fare delle mosse specifiche – chiarisce il neo sindaco – con la consapevolezza che se non avessimo questo buco potremmo investire di più in innovazione, mentre ci toccherà farlo con le rimanenze” di cassa, una volta cioè sanato il disavanzo ereditato dalla giunta precedente, cui è seguito il commissario prefettizio. Per compiere l’impresa, Pizzarotti conta “sulla capacità dell’assessore Capelli che ha esperienza dirisanamento aziendale”.

Tra le priorità resta anche il tema inceneritore che “riconvertiremo in un impianto di smaltimento e trattamento meccanico biologico dei riufiti” conclude Pizzarotti, prima di salire in bicicletta e lasciare il palazzo del Comune non prima però di saver richiamato ai valori della Resistenza. Parafrasando Calamandrei dice: “la città siamo noi e dobbiamo stare uniti per uscire dalla crisi” per poi aggiungere una citazione dal ‘Mondo piccolo’ dello  scrittore parmense Giovannino Guareschi: “alcune figure si scontrano ma arrivano al bene dei cittadini”. 

 

Nessun modello su cui testare le proprie capacità, solo banane e falli in lattice per imparare come dare piacere al proprio uomo.


pubblicato da Libero Quotidiano

La scuola di sesso orale apre i battenti

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Dopo la vittoria in Francia di Francois Hollande, la sinistra italiana si adegua. Al grido di “imparare la lezione francese”, il Pd avvia una imponente operazione di ristrutturazione delle linea politica del partito e della sua comunicazione. Il segretario Bersani decide che è arrivato il momento di metterci, o rimetterci la faccia. Solo che la faccia non è la sua…

Leggi la striscia completa di Stefano Disegni

tovato su: Il Fatto Quotidiano

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Imparare giocando a rispettare l’ambiente e a sfruttare al massimo le potenzialità delle grandi “foreste urbane” in cui viviamo, città in cui riciclando si può ridare vita a carta e cartone usati e prolungare il ciclo di un materiale rinnovabile, riciclabile e naturale. E’ pensato per le scuole primarie e secondarie di primo grado il kit “Viva la carta”, realizzato da Vannini Editrice per Assocarta e con il contributo di Comieco, con il patrocinio del ministero dell’Ambiente. Obiettivo: aiutare i ragazzi ad imparare a rispettare, amare e riutilizzare la carta attraverso il gioco contenuto nel kit che invita i ragazzi e le ragazze a mettersi in gioco testando le proprie conoscenze nel settore. Gioco a parte, il kit contiene tre libri, grazie ai quali imparare proprio tutto ciò che c’è da sapere sul mondo della carta. Un settore di punta in Italia dove, nel 2010, “4 imballi su 5 sono stati avviati a riciclo, mentre circa l’80% della materia utilizzata per produrli viene dal macero, quindi dal recupero”, spiega Carlo Montalbetti, direttore generale di Comieco. In Italia il riciclo si attesta sul 78,75% e il recupero sull’87,08%, mentre tra il 2000 e il 2010 si è passati da 1,3 a 3,1 milioni di tonnellate di carta raccolta, “un poderoso balzo in avanti che ha avuto conseguenze anche dal punto di vista delle importazioni e, anzi, oggi siamo anche diventati esportatori di carta”, aggiunge Montalbetti. Senza contare le conseguenze positive sull’ambiente: nel 2010 il riciclo di carta e cartone ha provocato l’abbattimento di 53 milioni di tonnellate di Co2, mentre il volume di carta e cartone riciclati dal 1999 al 2010 equivale al volume di 222 discariche. Insomma, si tratta di un “settore benemerito dell’economia italiana”, dice Giovanni Battista Colombo, presidente di Assografici, che assicura: “l’industria non è di per sé cattiva né inquinante, anzi: sappiamo bene che se il settore vuole continuare a vivere dobbiamo difendere le foreste”. E in effetti, stando ai dati di Assocarta, le cartiere italiane nel 2011 hanno prodotto 9,1 milioni di tonnellate di carta e cartone ottenute per il 55,2% da fibre di recupero, ovvero carta da macero proveniente da raccolta differenziata, mentre la restante percentuale è stata realizzata a partire da cellulosa e legno provenienti per l’88% da foreste europee gestite in modo sostenibile. Gli insegnanti possono fare richiesta e ricevere gratuitamente il kit (basta compilare il modulo sul sito www.assocarta.it) che racconta la storia della carta, le sue innumerevoli declinazioni, la trasformazione, il riciclo e il riutilizzo.

Uno striscione con la scritta “Predoni a casa vostra” e una trentina di giovani in piazza a Crema per contestare Umberto Bossi dove è in corso l’incontro pubblico a sostegno del candidato sindaco del Carroccio, Alberto Torrazzi

Infastidito, il presidente federale del Carroccio ha urlato: “Venite vicino, vi faccio sentire la carezza del destro, a voi fighetti di buona famiglia”. Poi invitato i militanti del Carroccio a stare “tranquilli”. “Ci penserà la gente a liquidarli, in cabina elettorale”, ha detto. E a quelli che gridavano ‘secessione, secessione’, ha risposto: “Da quella gente lì, sì. ‘Secedono’ tutti dalla gente che va a interrompere”.

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