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Milano, 27 nov. – (Adnkronos) – La principale esigenza dei ragazzi è avere buone relazioni coi docenti e una buona comunicazione in classe e coi compagni. I docenti, da parte loro, vedono le difficoltà dei ragazzi a relazionarsi col mondo adulto ma ammettono anche le proprie difficoltà a comunicare con la struttura, con i colleghi e con i genitori. A tracciare il quadro ci pensa il volume “Essere felici a scuola – 181 insegnanti contro il bullismo” realizzato da Fondazione Sodalitas e a cura di Ugo Castellano e Patrizia Rizzotti, con i contributi di Maria Giovanna Garuti, Gino Rigoldi e Vito Volpe.

Il libro illustra e descrive i risultati, le testimonianze e le istruzioni per replicare l’esperienza del progetto ‘Prevenzione Bullismo – Formazione alle relazioni interpersonali per insegnanti promosso da Fondazione Sodalitas insieme a un gruppo di lavoro formato da operatori di Comunità Nuova, formatori di Ismo (istituto specializzato nella consulenza organizzativa) e di esperti della ricerca sociale e della comunicazione, grazie al sostegno di Edison. Il volume è nato in risposta ad alcuni preoccupanti segnali di disagio e malessere nei ragazzi, provenienti dalle scuole milanesi e del territorio, spesso alla base di episodi quali il bullismo, la violenza tra i minori e la dispersione scolastica.

Sono 181 i docenti coinvolti e 63 le azioni anti-bullismo realizzate a seguito degli incontri con gli insegnanti, che hanno raggiunto complessivamente 25mila studenti. Il Progetto ha potuto contare, negli anni, sul supporto di partner storici quali il Comune di Milano, Fondazione Cariplo e Ubs Italia. Il volume, edito da Officina della Narrazione, potrà essere acquistato attraverso il catalogo on line della Casa Editrice e sarà inoltre disponibile gratuitamente in versione digitale sul sito di Fondazione Sodalitas. Il Progetto Prevenzione Bullismo si è concretizzato in una serie di interventi strutturati di potenziamento delle capacità educative e relazionali dei docenti delle scuole secondarie di primo grado di Milano e della Lombardia.

Le attività si sono concretizzate anche su veri e propri laboratori di formazione ai docenti sul potenziamento della competenza relazionale. I laboratori esperienziali, della durata di 4 giorni con almeno 10 ore di attività organizzata ogni giorno e condotti da docenti di Ismo con la partecipazione dei tutor di Comunità Nuova e del ricercatore associato, hanno permesso a ciascun insegnante di entrare a far parte di un gruppo in cui simulare l’istituzione-scuola all’interno della quale sperimentare relazioni, osservare e osservarsi in azione, darsi opportunità di confronto.

Iniziati a febbraio 2008, i laboratori sono stati riproposti a gruppi di insegnanti tra i 20/25 a distanza di 2/3 mesi l’uno dall’altro. I docenti, una volta ritornati a scuola, sono stati ricontattati e riconvocati in riunioni operative, tenute presso Comunità Nuova a Milano, con i tutor conosciuti durante i Laboratori. Questo accompagnamento ha fatto sì che in 63 scuole venissero avviati 68 interventi di risposta alle manifestazioni di disagio dei ragazzi focalizzati su ambiti specifici: il momento dell’accoglienza al primo anno (36%), sia in prima media sia in prima superiore sia anche alle primarie; il miglioramento delle relazioni (34%) in classe coi ragazzi o nei rapporti di lavoro coi colleghi.

C’è anche il rinforzo e la finalizzazione di progetti esistenti (12%) basati su: prevenzione del bullismo; prevenzione della caduta e della dispersione scolastica; sostegno alla continuità educativa e didattica al di là dei progetti specifici sugli anni cerniera; cura delle emozioni; cura della capacità espressiva dei ragazzi e della interdisciplinarietà. E ancora: progettazioni con il coinvolgimento delle amministrazioni locali, genitori, popolazione (10%); indagini di base sulla percezione e sull’importanza delle buone relazioni nell’apprendimento, e nella vita scolastica (8%).

Nelle materie tecniche mancano perfino gli insegnanti. Siamo a corto di matematici e fisici, specie tra le donne. Cosi’ in Europa 700 mila profili restano scoperti. Dati preoccupano mondo della ricerca e dell’economia.

pubblicato da Wallstreet Italia
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Italia sempre più a corto di scienziati

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Quotidiani

Il Denaro, Il Fatto Quotidiano, Libero Quotidiano

Reintrodotte le 18 ore settimanali per gli insegnanti. La Commissione Bilancio della Camera ha approvato l’emendamento del governo alla legge di Stabilità che, con tagli mirati compensativi, è riuscita così ad allontanare l’ipotesi di aumento dell’orario settimanale per gli insegnanti che, peraltro, era già stata smentita qualche giorno fa da Viale Trastevere. 

Il ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca era chiamato, infatti, ad apportare tagli di spesa pari a 182,9 milioni. Secondo l’emendamento del governo, 1,8 milioni di tagli arriverebbe dai distacchi e comandi del personale docente presso il ministero e gli altri enti pubblici; 20 milioni arriverebbero dai bandi First-Prin; 30 milioni arriverebbero dal bando ‘Smart city del centro-nord’; 47,5 milioni dal fondo Mof, senza però pregiudicare i servizi previsti di formazione. Un totale di 99,3 milioni ai quali si aggiungerà la somma mancante per arrivare ai 182,9 milioni prelevando risorse da un fondo alimentato con gli accantonamenti annuali per la scuola.

Firmare, controfirmare, vidimare, certificare, verbalizzare, sbarrare, registrare: basta! Io voglio insegnare. Di fronte all’assedio della burocrazia nella scuola, al ridurre l’insegnamento ad una sorta di omologazione,all’aumento da 18 a 24 ore (a parità di stipendio) dell’orario di insegnamento contenuto nella legge di stabilità per il 2013, è arrivata l’ora dell’obiezione magistrale.

Dobbiamo riprendere le parole di don Lorenzo Milani: “L’obbedienza non è più una virtù”, nel senso che di fronte a determinati “ordini” vale più il principio della libertà di coscienza che non quello del dovere dell’obbedienza.

Non so se avete notato un fatto insolito: questo governo italiano, detto dei tecnici, ha due facce. Una è quella del presidente del Consiglio che va per il mondo ascoltato e rispettato e, se necessario, mette d’accordo potenti alleati che un tempo (parlo di Berlusconi) neppure notavano la presenza dell’Italia. La seconda è quella dei ministri (e vivaci sottosegretari come Polillo) che vanno ai talk-show e sembrano, anzi sono il passato, un po’ queruli, un po’ dissonanti (dicono o anticipano cose che non dovrebbero) e presentano un altro mondo, rispetto a quello che l’Europa riceve con rispetto e Obama consulta regolarmente al telefono. Cerco di precisare. Ci hanno appena fatto approvare una legge “per il miglioramento delle prestazioni sanitarie” che è un vecchio treno che corre su un vecchio binario.

Vi trovate intatta la immorale indifferenza italiana per i disabili (si era parlato addirittura di tagli all’accompagnamento), i risparmi sbadati sugli insegnanti di sostegno (vuol dire infinite giornate scolastiche di sofferenza, dolore, umiliazione per i piccoli disabili senza sostegno e per i loro disperati insegnanti), e il vecchio tipo di “spending review” sugli ospedali che si fa sui libri contabili, ma non in corsia e nei corridoi del pronto soccorso, come se i pazienti fossero clienti un po’ petulanti e i medici dipendenti esosi da tenere a bada e, in ogni caso, da non consultare. Sono curioso del nuovo incarico dato a Bondi (il grande contabile che ha salvato quel che si poteva salvare di Parmalat) che diventa commissario alla Sanità della Regione Lazio. Perché, pur con persone migliori, si continua a usare il criterio del taglio di spesa, non del cambio di visione (che spetta al governo, non all’esperto). Ora il governo, il ministro Balduzzi in questo caso (mi riferisco al dibattito alla Camera e poi al voto sulla legge per migliorare la sanità) è apparso come qualcuno che non vede l’ora di liberarsi di una valigia pesante e cerca dove lasciarla, non con chi lasciarla o che cosa farne. Certo, mi rendo conto che si incrociano due situazioni. Una è che il Parlamento non può cambiare nulla delle leggi così come arrivano dal governo, altrimenti c’è il rischio di spezzare in un punto o nell’altro il friabile equilibrio dei rapporti europei.

Quale sia la carota e quale il bastone decidetelo voi: colpiti ad alzo zero finanza, scuola e lavoro nel suo complesso. Una tripletta di novità, quella contenuta nella nuova bozza del Dl Stabilità, che non promette nulla di pacifico per lunedì prossimo, quando il testo approderà in Parlamento. Arrivano Tobin Tax, aumento di un terzo dell’orario di lavoro degli insegnanti e addio alla riduzione delle tasse sul lavoro.

«Ho letto il decreto sul taglio alle Regioni: drastica riduzione dell’indennità entro il 30.11 e nessuna pensione. Uno come me cosa deve fare?». Sono le parole dell’assessore regionale alle infrastrutture lombardo Raffaele Cattaneo che ha affidato nei giorni scorsi a Twitter la sua disperazione: “Non rubo, non ho tesori all’estero. Vivo di ciò che fra un mese mi verrà dimezzato e tra mutuo, rette etc non so come fare”. Non solo. Onore alla trasparenza e all’onestà intellettuale: Cattaneo con un twett ha mostrato anche il suo stipendio di settembre 6.420, 66 euro.

Roberto Vecchioni è il testimonial della campagna «Porta a scuola i tuoi sogni» del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, presentata a fine settembre per l’inaugurazione dell’anno scolastico nel cortile del palazzo del Quirinale, in presenza del presidente Napolitano, del ministro Profumo, dello stesso Vecchioni e di oltre 3000 studenti e docenti provenienti da tutta Italia.

La voce off di Vecchioni unisce insegnanti e ragazzi in un noi inclusivo, esortando tutti ad amare la scuola («lo sapevate che in latino “studio” vuol dire anche amore?»), perché: «non importa se leggiamo un libro con le pagine o il monitor di un computer, non importa neanche se le scuole non sono perfette e se studiare, a volte, ci sembra persino inutile. Cerchiamo con tutte le forze di cambiare quello che non va, ma non smettiamo mai di amarla, la nostra scuola, perché un futuro migliore per tutti è scritto nel miglior presente che riusciamo a realizzare insieme».

A due giorni dall’apertura delle iscrizioni sono 15.374 le domande arrivate per partecipare al concorso per insegnanti. Lo ha reso noto Lucrezia Stellacci, Capo Dipartimento per l’Istruzione al Ministero di viale Trastevere. “Alle 13 di oggi – ha detto a Radio 24 – erano arrivate 15.374 domande per partecipare al bando di concorso per diventare insegnanti. 7.344 invece le domande inoltrate, cioè quelle già inserite ma che attendono l’ok per l’inoltro definitivo, perché gli aspiranti prof temono ci siano variazioni o aspettano che gli venga in mente qualche altro elemento da introdurre. In totale il Ministero della Pubblica Istruzione aveva stimato 160mila domande totali – spiega Lucrezia Stellacci – ma visti questi primi numeri ora si aspetta che siano molte di più”.

In questa settimana, due persone che conoscevo se ne sono andate appena la scuola le ha messe in pensione. Se ne sono andate in via permanente, intendo: infarto e aneurisma. Erano state insegnanti meravigliose, in totale sprezzo di un sistema che incentiva l’imbecillità e la sciatteria. Ne conosco a mazzetti, di insegnanti e presidi con una deontologia fuori moda e un autentico amore per quel che fanno. Gente che ha cambiato la vita dei suoi studenti, aperto occhi e  menti che altrimenti sarebbero rimasti chiusi.

La settimana scorsa, se n’è andato anche Carlo Oliva, critico e saggista, libertario, insegnante in pensione: non basterà una vita per sentirne la mancanza.

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