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Ministro Interno Cancellieri: rischi per ordine pubblico. 5.000 dipendenti subito a casa. Danni a catena per l’economia italiana, già alle prese con la piaga della disoccupazione; stimati fino a 8,2 miliardi di euro le ripercussioni sul Pil.

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Ilva chiude, a rischio 20.000 posti in tutta Italia. Pericolo ordine pubblico

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5.000 dipendenti subito a casa. Danni a catena per l’economia italiana, già alle prese con la piaga della disoccupazione; stimati fino a 8,2 miliardi di euro le ripercussioni sul Pil.

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Ilva chiude, a rischio 20.000 posti in tutta Italia

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Che noia per Luciana Littizzetto: le lavoratrici della Coop le scrivono per parlare dei propri problemi lavorativi. L’attrice torinese, così radical chic da appaltare da anni l’angolo satirico del salotto più buono della tv italiana (Che tempo che fa di Fabio Fazio), talmente da sinistra che, dovendo corroborare la dichiarazione dei redditi aprendo al mondo della pubblicità, ha associato il proprio volto proprio alle Coop, ora deve dare ascolto a delle impiegate. Troppo nazionalpopolare per una abituata a menar fendenti solo attraverso il catodo.

Lavoro da compagne – “Cara Luciana, lo sai cosa si nasconde dietro il sorriso di una cassiera che ti chiede di quante buste hai bisogno? Una busta paga che non arriva a 700 euro mensili dopo aver lavorato sei giorni su sette comprese tutte le domeniche del mese”. E’ così che si apre la lettera aperta inviata dalle lavoratrici della Coop, nella quale le donne della rete di distribuzione rossa (“Siamo l’80 per cento  - scrivono – ma i dirigenti sono tutti uomini”) contestano all’attrice di descrivere il luogo dove lavorano come “accattivante e simpatico, attrattivo e sereno”, senza tener conto “della sofferenza quotidiana” nella quale lavorano. Ma le donne non si fermano alla questione “estetica”: entrano nel merito descrivendo le condizioni in cui si opera nella catena di ipermercati che dovrebbe rappresentare il trionfo della cooperazione italiana. Allora si va “dalla ricattabilità quotidiana del lavoro precario”, dove “si può essere mandate a casa anche dopo 10 anni” e “per paura di perdere il posto si accettano tutte le decisioni”. Si arriva alle ricadute sulla vita personale, con turni cambiati “anche all’ultimo momento con una semplice telefonata che devi inghiottire”, con “la famiglia che va a rotoli e i figli che non riesci più a gestire”, e una condizione di marginalità nella quale “ci è capitato di essere costrette a subire in silenzio finanche le molestie da parte dei capi dell’altro sesso per salvare il posto o non veder peggiorare la nostra situazione”. Il tutto nel silenzio fissato da una clausola contrattuale, perchè “ci impediscono di parlarne con il ricatto che se colpiamo l’immagine della Coop rompiamo il rapporto di fiducia che ci lega e possiamo essere licenziate”.

Attrice e militante – Ma che cosa si aspettano le lavoratrici Coop dalla Littizzetto: che partecipi a un picchettagio? No, ma che si presti a girare con loro uno spot “in difesa delle donne e per la dignità del lavoro”. “Cara Luciana ci auguriamo che queste parole ti raggiungano e ti facciano pensare” è il commiato della lettera. E ora l’attrice/compagna che fa, la dà una mano alle lavoratrici di sinistra?

Da ormai molto tempo il Presidente della Repubblica infrange la Costituzione italiana e quotidianamente scende nella lotta politica giudicando, incitando, indirizzando, decidendo. Tutto in palese violazione dell’articolo 87 della nostra Carta fondamentale. C’e’ un limite all’eccessiva ingerenza di questo vecchio ex comunista che spadroneggia dal Quirinale umiliando il sistema parlamentare. Opinione di Enzo Marzo

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Napolitano fuorilegge

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L’attuale momento di crisi sociale ed economica, avrà ricadute, anche sostanziali, sul servizio sanitario. Ma c’è anche chi pensa, che non tutto il male venga per nuocere. “Se gestito in modo corretto – sostiene Lorenzo Menicanti, Presidente della Società Italiana di Chirurgia Cardiaca (Sicch) -  un periodo di crisi può essere un mezzo per migliorare efficienza ed efficacia di un sistema sanitario. E il decreto del ministro Balduzzi introduce criteri che vanno esattamente in questa direzione. Come Società Italiana di Cardiochirurgia – prosegue Menicanti – abbiamo sempre messo in evidenza che il numero dei centri cardiochirurgici nel nostro paese è troppo elevato. Una riduzione razionale potrebbe dunque portare ad un contenimento dei costi. Più difficile stabilire i criteri attraverso i quali operare questa riduzione; a volte infatti, centri con mortalità superiore alla media, hanno questi risultati perché trattano pazienti molto complessi, che non hanno trovato risposte terapeutiche in altre sedi”. Di certo, un criterio da tener ben presente in questo periodo di spending review e ottimizzazione delle risorse, è quello dell’appropriatezza. “A volte purtroppo – prosegue Menicanti – viene offerto al paziente un trattamento all’apparenza più ‘semplice e meno invasivo’, che potrebbe però non essere ‘efficace’; fatto questo che lo pone a rischio di dover ricevere altri trattamenti in futuro, andando ad impattare così non solo sui costi, ma sulla sua stessa sopravvivenza stessa. La nostra società si mette a disposizione dunque delle Istituzioni per migliorare lo stato di salute dei cittadini che si rivolgono al sistema sanitario nazionale; abbiamo già impostato a questo proposito programmi con i governi delle differenti Regioni, con l`Istituto Superiore di Sanità, con Agenas”.
Un altro strumento prezioso in un’ottica di efficienza e trasparenza è il primo Registro Nazionale italiano che raccoglie i dati delle cardiochirurgie del nostro Paese. Presentato nel corso del XXVI congresso nazionale della Sicch, questo registro consentirà di monitorare l’attività cardiochirurgica nel nostro Paese, e di fornire dunque elementi indispensabili ad una corretta programmazione amministrativa, didattica e scientifica.  “La Società Italiana di Cardiochirurgia – ricorda Piersilvio Gerometta, Segretario Nazionale della Sicch – ha tra i suoi compiti istituzionali quello di migliorare costantemente gli standard ed i risultati della nostra professione, affinché ogni paziente riceva la cura migliore. Il primo passo per avvicinarsi a questo ideale consiste nel raccogliere e nell’analizzare in modo completo i risultati clinici ottenuti. Lo scambio dei dati tra database clinici ed amministrativi permetterà così di valutare con precisione i rischi di un intervento e dunque di operare un confronto tra risultati attesi e misurati. Questo, non al fine di stilare una graduatoria tra i primi e gli ultimi della classe, ma per migliorare la qualità, allocare meglio risorse sempre più scarse ed operare interventi correttivi tempestivi laddove si reputi necessario “. (STEFANIA BELLI)

I prodotti italiani sono quelli maggiormente contraffatti.

La produzione e commercializzazione di generi alimentari contraffatti o adulterati sono sempre più prosperi in Italia. I più interessati da questo fenomeno sono i prodotti più rinomati della cucina italiana. La criminalità organizzata si nasconde dietro queste redditizie attività.

Mozzarella di bufala campana con la Denominazione di Origine Protetta prodotta a Milano con latte vaccino proveniente dall’estero, miscele di diversi olii comuni  venduti come olio extravergine d’oliva. Ogni giorno in Italia gli scandali alimentari occupano le prime pagine dei giornali. Nel 2011 il numero di reati in questo ambito è aumentato in modo vertiginoso: sono stati registrati infatti quasi 14000 casi. Il business dei generi alimentari contraffatti o adulterati è triplicato rispetto allo scorso anno.

Roma, 22 nov. (Adnkronos)- Sul riciclaggio da raccolta differenziata dei rifiuti l’Italia sta recuperando i ritardi del passato ma lo stesso non si può dire sulla prevenzione. La produzione nazionale dei rifiuti urbani si è attestata nel 2010 a circa 32,5 milioni di tonnellate, con una crescita dell’1,1% rispetto al 2009.

Dal 2000 al 2009 la produzione italiana di rifiuti è aumentata del 6%, mentre è diminuita nel resto d’Europa del 2%, con punte del 9% in Germania e Regno Unito. In questi Paesi la riduzione dei rifiuti è una sfida affrontata dai Governi in modo efficace con la leva economica, e non è solo un pallino degli ambientalisti.

Per promuovere la riduzione degli sprechi, un cambio di passo nella produzione e nella distribuzione dei prodotti e per contrastare l’aumento della produzione dei rifiuti, Legambiente sarà in piazza in tutta Italia da domani e fino a domenica 25 con ‘Ridurre si può’, la campagna dedicata alle buone pratiche per la riduzione di rifiuti.

Giunta alla quinta edizione, ‘Ridurre si può’ rientra nell’ambito della Settimana Europea per la riduzione dei rifiuti, che vede Legambiente nel comitato promotore italiano. Saranno tante le eco-iniziative promosse dai volontari di Legambiente: dalle iniziative fuori dai supermercati per liberare la spesa dei clienti dagli imballaggi inutili ai mercatini del baratto, dai laboratori didattici per bambini a quelli del riuso, dalla promozione delle esperienze di vendita alla spina alle campagne di promozione dell’uso dell’acqua ‘del Sindaco’. Iniziative, spiega l’associazione ambientalista, ideate per richiamare l’attenzione dei cittadini sulla necessità di ridurre drasticamente i rifiuti prodotti, optando per uno stile di vita più ecosostenibile.

E il messaggio che lancia Legambiente è chiaro: ognuno di noi può e deve svolgere un ruolo attivo nella prevenzione e riduzione dei rifiuti attraverso azioni virtuose e buone pratiche. Così, accanto alle iniziative locali, quest’anno Legambiente ha inviato ai comuni un decalogo con dieci proposte per la prevenzione della produzione dei rifiuti su scala locale. Il decalogo, dieci consigli rivolti alle amministrazioni comunali, spinge le P.a. locali a diffondere prima la raccolta domiciliare e poi la tariffazione puntuale, fermare la diffusione dei sacchetti non compostabili, diffondere la pratica del compostaggio domestico, promuovere il consumo di acqua di rubinetto. E non solo.

Nel suo decalogo, Legambiente propone ai primi cittadini italiani di promuovere il consumo di acqua di rubinetto, fare acquisti verdi per le spese comunali, trasformare le sagre in ecofeste, definire accordi con catene di distribuzione e commercianti per promuovere la legge del ‘Buon Samaritano’, promuovere il riuso, puntare sulla promozione della riduzione rifiuti e raccolta differenziata presso i grandi produttori. “Da Nord a Sud le esperienze locali sulla prevenzione sono sempre più numerose -afferma Stefano Ciafani, vicepresidente nazionale di Legambiente- e vanno replicate il più possibile in tutta Italia. Ma la diffusione delle buone pratiche locali da sola non basta”.

“E’ necessario -continua Ciafani- promuovere iniziative strutturali di carattere nazionale, come richiesto anche dalla nuova direttiva europea sui rifiuti che prevede entro il 12 dicembre 2013 la redazione di un Programma nazionale di prevenzione per ogni Stato membro”. “L’Italia -prosegue Ciafani- ha deciso di anticipare di un anno questa scadenza ma ad oggi, a poco più di un mese dalla fine del 2012, non ci risulta sia stato prodotto un granchè da parte del ministero dell’Ambiente”.

“A questo punto -sottolinea Ciafani- è meglio attendere un anno ancora, riallineandoci all’Europa, per adottare un piano di lavoro serio che coinvolga tutti gli attori del ciclo dei rifiuti, a partire dal mondo produttivo e dalla grande distribuzione organizzata, per arrivare alla definizione del Programma sulla prevenzione per raggiungere anche in Italia gli stessi risultati di riduzione dei rifiuti ottenuti in altri Paesi come la Germania”.

Italiani brava gente? Un mito che ha fatto la storia e che la realtà spesso ha smentito, anche se in pochi se lo ricordano. A questo tema delicato, l’Istituto Alcide Cervi a Gattatico in provincia di Reggio Emilia ha deciso di dedicare la seconda edizione della Winter School che si svolgerà dal 22 al 25 novembre 2012. Si parlerà di crimini, guerre e fascismi, e a farlo saranno giornalisti, docenti ed esperti per poter dare il via ad un dialogo consapevole su questioni calde della storia contemporanea italiana. Al centro del dibattito sarà l’Europa, fresca di premio Nobel per la pace e terra di storie irrisolte, e molto spesso dimenticate. Obiettivo, ancora una volta, curare la memoria perché la storia non sia solo un archivio da consultare quando serve, ma anche un esercizio periodico per riprendere tasselli fondamentali del passato e farne insegnamento del presente. Rivolta ad educatori, operatori culturali, studiosi e semplici cittadini, la Winter School del Museo Cervi è diretta dal professor Gianni Oliva e vanta all’interno del suo programma storici, professionisti ed esperti in materia di grande livello.

Nonostante il periodo difficile che l’economia italiana sta attraversando, crescono le entrate contributive: nel 2011 sono arrivate a 150,8 miliardi, registrando un incremento di 3,2 miliardi (+2,2%). E’ quanto emerge dal Bilancio sociale dell’Inps, presentato a Roma.


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Inps: nel 2011 entrate contributi +3,2 mld

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Mario Monti continua il tour nei paesi arabi e continua a fare campagna elettorale. “Siamo riusciti ad evitare un totale disastro” ha detto a Dubai, in un incontro alla Camera di Commercio. “Negli ‘ultimi dodici mesi dovevamo spegnere l’incendio della casa che era la priorità: non potevamo accendere un altro focolaio in Europa”. E ancora: “Negli ultimi 12 mesi il mio governo ha portato avanti le riforme per migliorare la situazione economica italiana. Ora i conti pubblici sono in salute”. Ma sono proprio della scorsa settimana i dati sul debito pubblico che ha raggiunto livelli record:duemila miliardi di spese, un dato che smentisce quanto sostenuto troppo ottimisticamente dal nostro presidente del consiglio. 

Il premier ha citato tra i provvedimenti presi dall’Esecutivo anche quello sulla lotta alla corruzione. Il presidente del Consiglio ha fatto notare come gli investitori stranieri e i capitali siano “tornati in Italia” dopo il lavoro di risanamento dei conti pubblici. Peccato che proprio ieri sera, lunedì 19 novembre, sia arrivato da Moody’s un avvertimento alle nostre banche che continuano essere sotto stretta osservazione da parte delle agenzie di rating.  Monti ha auspicato un rafforzamento delle relazioni commerciali tra l’Italia e gli Emirati Arabi e ha messo in risalto l’eccellenza italiana in alcuni campi. Il premier ha parlato della cucina italiana, degli elicotteri italiani e di come per esempio le moschee di Abu Dhabi sono “una testimonianza delle capacita’ degli archietti” del nostro Paese. “L’affinita’ tra la cultura araba e quella italiana e’ veramente forte e gli investitori degli Emirati sono i benvenuti in Italia per rafforzare il partenariato tra i paesi”

 

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