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Milano, 4 dic. – (Adnkronos) – Si svolgerà il 5 e 6 dicembre prossimi, a Milano, la prima edizione di Green Jobs, il salone internazionale dei lavori ‘verdi’. Il Palazzo delle Stelline diventerà il punto di riferimento per chi opera o ha intenzione di operare nel mondo della green economy, attraverso incontri e convegni sullo stato dell’arte e le prospettive di un settore che sta resistendo alla crisi e creando occupazione. Green Jobs sarà aperto da Kees van der Ree, coordinatore del Global Green Jobs Programme della International Labour Organization, agenzia specializzata delle Nazioni Unite che promuove il lavoro e tutela i lavoratori, per sancire un gemellaggio con il Salone.

In programma anche workshop e incontri a tema, a partire dalla serie di incontri “Verso gli stati generali dei Green Jobs”, che affronteranno il tema delle nuove professioni e dei nuovi mercati all’interno dell’attuale quadro economico, per arrivare a “I green jobs per i giovani”, “Dentro la green economy” e soprattutto alla “Guida ai Green Jobs”, che permetteranno di capire quanto la sostenibilità ambientale può essere determinante non solo per salvaguardare il nostro Pianeta, ma anche per creare occupazione e contrastare la crisi economica.

“La Green Economy non è soltanto una parola, è la vera speranza per l’Ambiente e per le nuove generazioni – spiega Marco Gisotti, direttore scientifico dell’evento – I trend di crescita nel settore dimostrano che investire sulla sostenibilità ambientale è un ottimo modo per creare posti di lavoro, motivare i giovani e dare nuova linfa a tutto il sistema economico”. Green Jobs, Salone Internazionale dei Lavori Verdi, è in concomitanza con CompraVerde – BuyGreen ed è patrocinato da Commissione Europea, ministero dell’Ambiente, Regione Lombardia, Coordinamento Agente 21, Comune di Milano, Unioncamere, Isfol e Symbola.

Sono stati arrestati nell’ambito dell’inchiesta della procura dell’Aquila sui lavori di messa in sicurezza anti-sismica assegnati dalla Provincia per le scuole di Avezzano e Sulmona. Si tratta di Valter Angelo Specchio, direttore generale della Provincia dell’Aquila, Giancostantino Pischedda, procuratore speciale di una impresa di Cagliari, e Franco Rossano Palazzo, legale rappresentante di una società di impianti tecnologici con sede a Foggia. 

Gli arresti sono stati eseguiti questa mattina dagli agenti della Squadra mobile dell’Aquila e attualmente Specchio si trova nella casa circondariale di Teramo, mentre gli altri due sono stati posti agli arresti domiciliari. A condurre le indagini sono stati anche i carabinieri del Raggruppamento operativo speciale e i finanzieri del Nucleo di polizia tributaria, su richiesta dei sostituti procuratori Stefano Gallo, David Mancini e Roberta D’Avolio accolta dal giudice per le indagini preliminari Giuseppe Romano Gargarella.

Autostrade per l’Italia  per la prima volta ammette (indirettamente) che nella costruzione del nuovo tratto di A1, tra Firenze e Bologna, ci siano problemi molto seri. E paga 50mila euro purché le persone dimentichino e tacciano per sempre sulle crepe sui muri delle abitazioni, le case che si muovono, gli sgomberi. Succede anche questo a Ripoli, la frazione dell’Appennino bolognese dove la frana risvegliata dagli scavi per la galleria Val di Sambro, continua a muoversi. Milioni di metri cubi di terra, centimetro dopo centimetro, portano verso valle un paese e le abitazioni. Ora, una bozza di scrittura privata con un cittadino ripolese, documento che ilfattoquotidiano.it è in grado di mostrare (guarda il documento), svela la strategia della società dei Benetton. I danni provocati dai lavori per il tunnel che fa parte della Variante di valico ci sono, ma per i cittadini che accetteranno la transazione monetaria, questi problemi non dovranno più esistere. “Ci chiedono il silenzio”, dicono le persone che hanno la casa coinvolta dalla frana, “ma non accettiamo”. In breve, chi firma si impegna a “rinunciare sin da ora, e a favore di Autostrade per l’Italia, agli eventuali risarcimenti che gli venissero riconosciuti per gli stessi fatti oggetto della presente scrittura privata (…) nell’ambito dei lavori di costruzione del tratto della Galleria Val di Sambro“. Una firma in cambio di soldi freschi. Nessun contenzioso, nessun giudice, nessuna causa infinita. E poi si sa, con gli avvocati che difendono questi colossi industriali, meglio incassare subito e stare zitti.

Pochi, al di là degli addetti ai lavori che seguono il Partito democratico, lo conoscevano. Eppure lui, Nico Stumpo, nelle ultime settimane sta diventando una celebrità. Non per grandi meriti, in verità. Il coordinatore nazionale delle primarie, l’uomo delle regole e dell’organizzazione, è spesso citato dal candidato rottamatore Matteo Renzi a mo’ di zimbello. Ultimo episodio, la richiesta di pubblicare online i verbali della votazione del primo turno per dare trasparenza ai dati annunciati. Di fronte al no di Stumpo per problemi tecnici, il sindaco di Firenze e gran rivale del segretario Pierluigi Bersani al ballottaggio di domenica prossima ha affondato con ironia il coltello: “Basta uno scanner, se Stumpo non può glielo compro io. Poi si metterebbe tre ore, è facile. Anche per Stumpo”. Pelato e pingue, Stumpo assomiglia in maniera inquietante ai tesorieri di Lega e Idv, Francesco Belsito e Vincenzo Maruccio, finiti negli ultimi mesi in grossi guai per malversazioni e ruberie assortite. Fortuna sua, lui è sta finendo nei guai solo per la disorganizzazione delle primarie. Non una bella figura, certo, ma sempre meglio delle manette.

Dopo il sì alla legge di stabilità di giovedì scorso, la Camera ha approvato anche la legge di bilancio per il 2013. Ora l’intero pacchetto passa all’esame del Senato. L’ok di Montecitorio è arrivato con 389 voti favorevoli, 11 contrari, 12 astenuti.

In precedenza la commissione bilancio della Camera aveva approvato la nota di variazione al bilancio – il documento che incamera nel bilancio gli effetti della legge di stabilità -, che la scorsa settimana aveva fatto slittare il voto. Sono state limate, dunque, le differenze tra le tabelle della nota e quelle della legge di stabilità che avevano bloccato i lavori venerdì scorso.

Focus sull’apertura dei lavori in Europa per un accordo sui tagli da apportare al budget Ue 2004-2010. L’Italia pronta al veto. Euro cerca di agguantare $1,29. Wall Street chiusa per festivita’. Spread sotto 340 punti base.

pubblicato da Wallstreet Italia
Link articolo:

Borsa Milano su, bene asta Spagna. Euro verso $1,29

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La guardia di finanza di Roma ha posto sotto sequestro il porto di Fiumicino, notificando sette avvisi di garanzia, su disposizione della Procura di Civitavecchia. Tra gli indagati c’è anche l’imprenditore Francesco Bellavista Caltagirone, accusato, come gli altri sei, di frode in forniture pubbliche.

Dalle indagini della polizia tributaria è emerso che, attraverso un articolato meccanismo, i lavori venivano affidati a imprese riconducibili, direttamente o indirettamente, al gruppo Acqua Marcia di Roma facente capo a Bellavista Caltagirone. L’obiettivo era quello di realizzare il nuovo porto a costi sensibilmente inferiori ai 400 milioni stimati, il tutto a beneficio delle società del gruppo e a scapito della sicurezza e della qualità delle strutture realizzate, per un valore di 19,5 milioni. Oltre a Caltagirone, sono indagati i legali rappresentanti e i consiglieri delle società coinvolte e il direttore dei lavori.

Un secolo dopo i bisnonni, gli italiani tornano ad emigrare in massa verso Londra, ancora considerata città di opportunità e meritocrazia. Ma non sempre riescono a trovare quel che cercano. Oltre ai racconti a lieto fine di accademici e lavoratori altamente qualificati ci sono migliaia di giovani emigranti che oggi non arrivano con la valigia di carta, hanno un titolo di studio o delle esperienze importanti, non lavorano per mantenere i familiari lontani. Eppure, per molti, già grandi, lasciarsi dietro l’Italia, non vuol dire iniziare una nuova avventura ma solo passare da una precarietà all’altra, continuando lontani da casa la lotteria di lavori temporanei e non qualificati, retribuiti poche sterline l’ore che finiscono in gran parte per mantenere alloggi in abitazioni fatiscenti, pagate a peso d’oro.

Nessun taglio del nastro per il Ponte Nord di Parma. L’opera simbolo di quindici anni di amministrazione di centrodestra, al centro di critiche e polemiche per mole, posizione e costi, è stata aperta al pubblico dopo due anni di lavori, ma senza il cerimoniale che si riserva alle grandi opere.

Il sindaco Federico Pizzarotti si è rifiutato di tagliare il nastro e l’unico atto ufficiale è stata la benedizione del parroco don Luigi Valentini. “Non è un’inaugurazione e infatti non c’è nessun nastro – ha sottolineato il primo cittadino del Movimento Cinque stelle – Questa è un’opera che non ci rappresenta, ma che apriamo ai cittadini, visto che sono stati loro a pagarla, anche se non ha ancora una funzione perché prima non era stata pensata”.

E’ proprio sfortunata questa L.T.F. (Lyon – Turin Ferroviaire): tutto quello che tocca sembra trasformarsi in qualcosa di molto diverso dall’oro. Così, le imprese che si aggiudicano i suoi appalti sono destinate pressoché tutte a fallire o ad avere comunque guai con la giustizia.

E’ fallita la Italcoge s.p.a. ( il 2 agosto 2011), è fallita la Geo.Mont s.r.l. ( il 9 novembre 2011).

Domanda n. 1): come facevano queste imprese ad aggiudicarsi gli appalti L.T.F. Nel senso: come facevano ad avere in regola il DURC, che certifica la regolarità contributiva verso i dipendenti, visto che sono defunte stracariche di debiti pochi mesi dopo l’aggiudicazione?

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