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“Non ero contento del risultato delle primarie e volevo fare qualcosa,  rivolgere un quesito a tutti quelli che vogliono veramente cambiare l’Italia.” Esordisce così Giorgio Colli, quarant’anni, piccolo imprenditore lecchese. Che si occupa di costruzioni edili e dichiara di essere il promotore di www.renzipianob.it, il sito che ha rischiato di provocare l’ennesimo terremoto nel Pd perché proponeva un sondaggio di gradimento su una possibile lista Renzi, con tanto di foto e iconografia del sindaco di Firenze sconfitto alle primarie. Un dominio sponsorizzato su Google, e registrato prima che si potesse conoscere l’esito del ballottaggio, a nome di Telnext. La società dichiara di aver fatto semplicemente fronte alla richiesta di un cliente, e da oggi il sito viene registrato proprio a nome di Giorgio Colli. Che afferma: “Alcuni amici e collaboratori mi hanno consigliato come fare, ma ho fatto di testa mia e pagato di tasca mia. Mi sono mosso appena ho capito che sarebbe andata a finire così”.

Di nuovo insieme: la Lega Nord e Giulio Tremonti saranno alleati alle elezioni regionali e alle politiche del 2013. Ad annunciarlo è stato lo stesso segretario del Carroccio Roberto Maroni: “Abbiamo discusso la possibilità di definire un accordo su un tema comune, per usare un eufemismo, siamo molto critici del governo Monti”. La “visione comune della cose da fare”, come ha spiegato Maroni, “ha portato a definire un programma di azione politica che noi vogliamo realizzare”. La base sarà il “manifesto della lista 3L” di Tremonti, che ha già chiara la strategia al Sud: l’ex ministro dell’Economia dei governi Berlusconi (per anni elemento di congiunzione privilegiato tra Pdl e Lega) stringerà un accordo con l’Mpa di Raffaele Lombardo, mentre tra l’ex governatore siciliano e il Carroccio nessuna intesa. 

Lega e Tremonti alleati: voi li votereste?

Il sondaggio di Liberoquotidiano.it

Ultimatum in Lombardia – Forte dell’alleanza con il valtellinese Giulio, Maroni può fare la voce grossa in Lombardia. Innanzitutto, sulla data del voto: “Nel giro di una settimana dobbiamo chiudere la partita – ha intimato al governatore uscente Roberto Formigoni e al Pdl -. Giovedì il consiglio dei ministri deciderà, dalle informazioni che ho io, le elezioni in Lombardia si terranno probabilmente il 10 febbraio”. Sempre più improbabile un’alleanza con il Pdl, quasi impossibile una lista unica Pdl-Lega (e Tremont) “per Maroni”. ”La prospettiva che ho lasciato aperta per le primarie di coalizione in Lombardia è una prospettiva che si sta chiudendo”, ha affermato il segretario dei padani, secondo cui la lista ‘Maroni presidente’ sarà “composta da persone della società civile, non ci saranno iscritti a partiti politici”. 

No a Formigoni e Albertini – “Non c’è nessuna trattativa in corso con Formigoni e Albertini, che ormai mi sembra il candidato solo di Formigoni”, ha poi punzecchiato Maroni. Ma il problema non sono solo il Celeste e l’ex sindaco di Milano: “Neanche col Pdl c’è una trattativa in corso”. La porta per il partito di Alfano e Berlusconi non è però chiusa: “Se il Pdl mi appoggia, penso che sia una buona idea – ha concluso il segretario della Lega -, ci consentirebbe di vincere”.

 

Le tinte sono le stesse, bianco, rosso e blu: un po’ democratico, un po’ repubblicano, in ogni caso molto american style. Anche lo slogan della testata “Cambiamo l’Italia Adesso!” fa parte del panorama noto del sindaco toscano. Colpisce il tempismo scelto per il lancio di un sito sponsorizzato, il cui link appare in cima alle preferenze dopo la più semplice tra le ricerche su google: “Matteo Renzi”. Tra i risultati compare in bella evidenza un inatteso annuncio pubblicitario: “Una lista indipendente per Matteo Renzi? Facci sapere come la pensi!”. Inatteso perché appena resi noti i risultati che davano la vittoria di Pierluigi Bersani alle primarie del centrosinistra, lo sconfitto assicurava di non aver alcuna intenzione di formare una propria lista. 

Avrebbe depositato 500 milioni di euro circa presso una filiale ginevrina della banca inglese Hsbc. A finire nell’occhio del ciclone l’attuale capo del Pasok, Evangelos Venizelos, che ha omesso di rendere pubblica quella lista.

pubblicato da Wallstreet Italia
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Grecia, lista Lagarde sugli evasori: presente anche la madre dell'ex premier

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Oltre mezzo miliardo di euro, presente nella lista Lagarde, appartiene alla signora Margaret Papandreou, madre dell’ex primo ministro socialista Giorgios che è anche presidente dell’Internazionale socialista? Così scrive oggi il giornalista Spiros Karazaferris, citando i quotidiani Step e Proto Tema. Secondo i quali la notizia risulterebbe dal file inviato al parlamento greco dai pubblici ministeri che indagano sulla lista di evasori, che l’allora ministro delle finanze francese, Christine Lagarde, inviò due anni fa per corriere diplomatico ai parigrado di Atene. Ma che i due ex titolari di quel dicastero, Papacostantinou e Venizelou, non hanno mai protocollato. E che una decina di giorni fa è stata inviata nuovamente ad Atene.

Si candiderà per la poltrona di primo cittadino di Roma. L’imprenditore Alfio Marchini conferma la sua candidatura, ipotesi circolata nelle ultime settimane. E lo fa in televisione, ospite di Lucia Annunziata a In mezz’ora su Rai Tre. “Lanceremo una lista civica, primo passo di un progetto più ampio, un movimento civico metropolitano – ha detto Marchini, 47 anni, erede di una dinastia romana di costruttori tradizionalmente legata alla sinistra – La risposta alla domanda sul perché mi candido è in una parola: passione. Nella nostra famiglia c’è sempre stata grande passione per la politica”. Ha poi aggiunto: “Bisogna fare qualcosa. L’offerta politica e partitica non soddisfa né le mie aspettative né quelle del 40-50% della gente, sia a livello locale che nazionale”.

L’effetto primarie travolge il centrodestra ‘doppiato’ dal Pd, mentre il Movimento 5 Stelle, per la prima volta da sei mesi, scende sotto il 20%. Il successo delle consultazioni che domenica vedranno il ballottaggio tra Pier Luigi Bersani e Matteo Renzi, secondo quanto registra un sondaggio Swg, fa oscillare le intenzioni di voto. Un’ipotetica lista ‘Forza Italia 2.0‘ potrebbe raggiungere il 9,3 percento. Voti che, spiega il presidente Roberto Weber “proverrebbero tutti dal Pdl, che quindi scenderebbe circa al 4 per cento”. 

A Roma in 13 superano i 130 mila euro l’anno. Trentuno milioni di indennità per 280 manager. Il numero uno della lista è il segretario generale al Campidoglio, Liborio Iudicello (foto con sindaco Alemanno), con 239.116 euro.

pubblicato da Wallstreet Italia
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Ecco i super stipendi dei dirigenti della capitale

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Il Denaro, Il Fatto Quotidiano, Libero Quotidiano

Per me sei fuori  - Continua la censura in casa Beppe Grillo. Le epurazioni vengono eseguite su tutti i fronti. E la consigliera comunale del Movimento cinque stelle, Federica Salsi continua a pagare per la sua presenza nei talk show. Ebbene per Grillo la Salsi non esiste più. E non esiste nel senso letterale del termine. Il Movimento ha pubblicato la lista degli eletti in tutte le competizioni elettorali. Ebbene Federica Salsi è scomparsa. Sul sito beppegrillo.it il nome della Salsi nel listone non c’è. Qualcuno dice dice che è solo un problema informatica. Ma i maligni, compagni della Salsi a Bologna, parlano di una esclusione intenzionale. E sul profilo facebook di Federica Salsi un’amica le scrive: “ciao Federica, come la vedi questa svolta fascista di Grillocasaleggio ? non risulta preoccupante lavorare e sostenere un movimento ormai mostruoso e fuori controllo e contro ogni logica democratica ? nn pensi che sia il momento di smettere di portare acqua a gente forse anche pericolosa o che perlomeno non da alcuna garanzia di rispettare le parole date (una vale uno una cippa lippa, ormai!)?”. Insomma ormai la notte dei lunghi coltelli non finisce più. 

Blocco chi voglio io - E il Movimento fa anche pulizia dei suoi sostenitori. Insomma Grillo non vuole che il suo nome venga associato a fan sgraditi a lui e a Casaleggio. Così partono le epurazioni online. E a farne le spese è stavolta Flavia vento. Questo il suo tweet di oggi: “Io tutta carina tifo per grillo lo difendo perche’mi piace quello che fa per la gente e poi mi ritrovo che mi ha bloccata manco fossi topo??”. Flavia è stata fatta fuori da Grillo su Twitter. Lei c’è rimasta malissimo e non sa spiegarsi il motivo. Da tempo la Vento era una che dei tanti che sostengono il movimento. Ma a quanto pare a Grillo non sta bene e così la fa fuori con un click. 

I commenti vanno eliminati -  Ma il tasto del mouse pigiato sulla voce “elimina”, Grillo ce l’ha sempre pronto. E lo usa pure contro i commenti che non sposano le idee del leader. Su facebook la censura è continua e sistematica. Ieri sul profilo facebook di Grillo era apparsa un’infografica critica sui dati dell’affluenza alle oprimarie del centrosinistra. Si contestava in sostanza la grande partecipazione a quelle di domenica scorsa. Qualcuno però ha peccato di hybris, come direbebro i greci, di tracotanza scrivendo questo commento: “Tre milioni di persone sono comunque migliori rispetto a «pochi delegati grillini, grilletti e casaleggini che avranno il privilegio di scegliere”. Due minuti dopo il commento viene eliminato e l’utente bloccato. L’epurato commentatore ha chiesto in giro sul web se fosse l’unico ad essere incappato nella vendetta di Beppe. La risposta è stata: “Non sei solo, benvenuto nel club”. E ovviamente una serie di rispopste del tipo:”E’ successo pure a me”, “Anche io sono stato eliminato”. La democrazia, la libertà di espressione e di pensiero, corre anche sul filo di un mouse. Evidentemente in casa Grillo stanno sempre con le tronchese in mano per tagliare chi non rispetta le tavole della legge.

Fabrizio Cicchitto, Mara Carfagna, gli ex An. Ogni giorno che passa Silvio Berlusconi aggiunge un nome alla sua personalissima lista nera, l’elenco cioè di chi il Cavaliere non porterà con sé nel movimento/lista che metterà una pietra tombale sul Pdl. Giovedì, forse, l’ex premier lascerà la presidenza del partito che ha fondato nel 2008 e inizierà una nuova avventura. “Bisogna cambiare tutto”, ha confermato a La telefonata di Maurizio Belpietro, lunedì mattina. Ecco come, e sopratuttto da chi il Cav vuole ripartire.

Rottura con Alfano ed ex An – La parola d’ordine di “Forza Italia 2.0”, com’è stato ribattezzato il nuovo corso, è “stupire tutti”. Berlusconi vuole con sé nomi e facce nuove, imprenditori, manager, gente che finora non ha mai fatto politica e che non la vuole trasformare in carriera. Ci sarà spazio anche per pochi, scelti fedelissimi. Da prendere nel Pdl, naturalmente. Tra questi al 99% non ci sarà il segretario Angelino Alfano. Tra lui e il Cav è gelo. Il primo vuole tenere in vita il partito a tutti i costi, passando per le primarie. Il secondo le primarie così pensate e organizzate le considera una buffonata e non ha affatto gradito l’avvicinamento del suo delfino Angelino agli ex An. Ecco, Ignazio La Russa e Maurizio Gasparri sono altre due persone che difficilmente vedremo più accanto all’ex premier. Così come Giorgia Meloni: giovane e gradita agli elettori del Pdl, ma troppo vicina alla storia della destra italiana e grandissima sostenitrice delle primarie. Qualcosa, con Berlusconi, non quadra.

Dov’è la Carfagna? – Gli ex An, ha confidato Silvio ai suoi, “sono il vecchio che avanza, vadano dove vogliono”. Ma ce n’è anche per un collaboratore della prima ora, l’ex socialista Fabrizio Cicchitto, capogruppo alla Camera e tra i protagonisti di Forza Italia. Il vecchio Cicchitto, stimato da tanti nel partito per l’esperienza e la cultura, è entrato in contasto con il leader per qualche parola di troppo sulle primarie (difese e sostenute) e su Sandro Bondi (assai critico con Alfano e gli ex An, mentre Cicchitto ha fatto blocco con la nomenklatura). Rischia anche il vicecapogruppo al Senato Gaetano Quagliariello (piace al Cav ma si sta dimostrando troppo filo-Alfano) mentre nella cerchia degli “importabili” per ora non ci sono, un po’ a sorpresa, i giovani Franco Frattini e Mara Carfagna. Troppo vicino a Montezemolo il primo, troppo vicina a La Russa e Gasparri la seconda. Restano vicinissimi a Berlusconi la pasionaria Daniela Santanchè, Mariastella Gelmini, Paolo Romani. Di Guido Crosetto, tra i più autonomi e graditi alla base, per ora non c’è traccia.

 

 

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