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Mafia e petrolio, arrestata Ana Bettz: “Era a capo dell’impresa criminale”. Soldi in nero a Gabriel Garko, sequestrato un miliardo e mezzo

Quando è stata fermata a bordo della sua Rolls Royce stava cercando di superare il confine di Ventimiglia. Nel cofano della sua auto c’era una borsa con 300 mila euro in contanti. Anna Bettozzi, in arte Ana Bettz, deve aver capito che i finanzieri non la avevano fermata casualmente. Del resto quel 16 maggio del 2019 i baschi verdi hanno trovato anche un nascondiglio dove custodiva un milione e 700 mila euro.
Quello che l’ereditiera del petroliere Sergio Di Cesare non poteva sapere è che la fleggi di più…

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Beni confiscati alla mafia: “Nel Recovery Plan ci sono 300 milioni, ma non si dice cosa se ne vuol fare”

Roma – Bisogna  uscire dall’affanno, rafforzare il sistema di recupero dei beni confiscati alla mafia e usare in modo utile i fondi, 300 milioni, destinati allo scopo dal Recovery Plan.  E’ l’obiettivo che si pone Carlo Borgomeo, presidente di Fondazione con il Sud, ente no profit nato dall’alleanza tra le fondazioni di origine bancaria e il mondo del terzo settore e del volontariato per promuovere lo sviluppo del Mezzogiorno. L’allarme arriva dai dati diffusi pochi giorni fa dal dossier di “Lleggi di più…

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Mafia, l’allarme della Dia al Parlamento: “Business pandemia. Boom di riciclaggio, corruzione e scambi elettorali”

“Il lockdown ha rappresentato l’ennesima occasione per le consorterie criminali di sfruttare la situazione per espandersi nei circuiti dell’economia legale e negli apparati della pubblica amministrazione”. Non è più un sospetto, è una certezza. Gli analisti della Direzione investigativa antimafia hanno ripercorso le statistiche dei reati commessi su tutto il territorio nazionale e hanno scoperto un dato preoccupante che racconta come si è sviluppata la regia dei padrini: “Nei primileggi di più…

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Il patto di Ballarò, così convivono la mafia siciliana e quella dei nigeriani

Il patto c’è, ormai è scontato, bisogna mettere a fuoco i contorni. Da almeno sei anni le mafie nigeriane sono presenti a Ballarò con il placet della mafia. Spacciano crack e fumo e favoriscono la prostituzione. Ma quello della mafia nostrana è solo un lasciapassare, per il quieto vivere in una delle borgate del centro a alta densità mafiosa, o sotto c’è il pagamento di un pizzo sugli introiti della criminalità organizzata extracomunitaria? E’ questa la domanda alla quale hanno cercato dileggi di più…

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Mafia Catania, caccia al gatto con i super-fucili della cosca

“Quando di giorno ti svegli di cattivo umore i gatti cominciano a cascare. Questo è un segno, davanti alla mia porta bordello non ne voglio…”. C’è anche la caccia al gatto in un video agli atti del ‘fascicolo Minecraft’ che ha portato al blitz della squadra mobile di Catania contro la famiglia mafiosa dei Cappello-Bonaccorsi. Un clan considerato il punto di riferimento per il traffico di armi nella Sicilia orientale. Fucili di precisione, armi da guerra e pistole erano a disposizione di chileggi di più…

Mafia colpo al clan di Tommaso Natale sedici arresti a Palermo 3

Mafia: colpo al clan di Tommaso Natale, sedici arresti a Palermo (3)

Condividi: 26 gennaio 2021 (Adnkronos) – Secondo gli investigatori Giulio Caporrimo infatti, si vedeva sottoposto alla direzione di un Francesco Palumeri che egli non riconosceva come suo leader e soprattutto non riteneva all’altezza di un simile incarico. “Allo stesso modo, non riteneva ammissibile quello che era accaduto con la riformulazione della commissione, perché le decisioni assunte al riguardo, secondo le sue valutazioni, andavano fuori da quella cornice di ortodossia mafiosa che leggi di più…

Mafia colpo al clan di Tommaso Natale sedici arresti a Palermo 2

Mafia: colpo al clan di Tommaso Natale, sedici arresti a Palermo (2)

Condividi: 26 gennaio 2021 (Adnkronos) – Le risultanze restituite dall’indagine Tenero, che aveva portato agli ultimi arresti del 23 giugno 2020, avevano infatti dimostrato come il mandamento mafioso di Tommaso Natale, almeno fino a maggio 2018, era controllato da Nunzio Serio. Per gli inquirenti “La famiglia mafiosa di Partanna Mondello era affidata alla reggenza di Francesco Palumeri, mentre quella di Tommaso Natale era nelle mani di Antonino Vitamia. Già in quel periodo si era compreso leggi di più…

Mafia motivazioni Borsellino quater Il giudice non fu ucciso per la trattativaAdnkronos 1

Mafia: motivazioni ‘Borsellino quater’, ‘Il giudice non fu ucciso per la trattativa’/Adnkronos

Condividi: 20 gennaio 2021 Palermo, 20 gen. (Adnkronos) – La trattativa tra Stato e mafia non avrebbe accelerato la condanna a morte del giudice Paolo Borsellino. Adesso è scritto, nero su bianco, nelle motivazioni del processo d’appello ‘Borsellino quater’, depositate dai giudici della Corte d’assise d’appello di Caltanissetta che nel novembre del 2019 hanno confermato la sentenza di primo grado a carico dei cinque imputati, tra cui l’ex pentito Vincenzo Scarantino. “Non può condividersileggi di più…

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Mafia: motivazioni ‘Borsellino quater’, ‘Il giudice non fu ucciso per la trattativa’/Adnkronos (2)

Condividi: 20 gennaio 2021 (Adnkronos) – Nel novembre 2019 la Corte d’Assise d’appello di Caltanissetta, confermando la sentenza di primo grado ed accogliendo le richieste della Procura generale, condannò all’ergastolo i boss Salvo Madonia e Vittorio Tutino, imputati il primo come mandante ed il secondo come esecutore della strage in cui persero la vita il giudice Paolo Borsellino e i 5 uomini della scorta. Condannati a 10 anni i “falsi pentiti” Francesco Andriotta e Calogero Pulci, accusaleggi di più…

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Mafia: motivazioni ‘Borsellino quater’, ‘Il giudice non fu ucciso per la trattativa’/Adnkronos

Condividi: 20 gennaio 2021 Palermo, 20 gen. (Adnkronos) – La trattativa tra Stato e mafia non avrebbe accelerato la condanna a morte del giudice Paolo Borsellino. Adesso è scritto, nero su bianco, nelle motivazioni del processo d’appello ‘Borsellino quater’, depositate dai giudici della Corte d’assise d’appello di Caltanissetta che nel novembre del 2019 hanno confermato la sentenza di primo grado a carico dei cinque imputati, tra cui l’ex pentito Vincenzo Scarantino. “Non può condividersileggi di più…