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magnitudo

La terra torna a tremare in Emilia Romagna e questa volta lo fa sugli Appennini romagnoli, nella provincia forlivese.

Sette le scosse registrate ufficialmente dall’Ingv, tutte attorno ai 3 gradi della scala Richter, avvenute in un arco di tempo che va dalla mezzanotte alle otto del 30 novembre 2012, sequenza sismica che è stata avvertita dalla popolazione, ma senza causare danni a cose e persone. Diversi gli epicentri delle varie scosse: Portico e San Benedetto, Premilcuore, Rocca San Casciano e Tredozio.

Il terremoto ha colpito il Myanmar. Alle 7.42 del mattino (circa le 3 di notte in Italia) il paese asiatico era stato colpito da una scossa di magnitudo 6.8 e, nell’arco di 20 minuti, da altre di magnitudo 5, che avevano causato la morte di 13 persone e il ferimento di almeno 40.

L’epicentro è stato localizzato a 116 chilometri a nord di Mandalay e a una profondità di 10 chilometri, secondo quanto ha riferito l’Istituto geologico degli Stati Uniti. I residenti parlano di una scossa molto violenta: “Non ho mai sentito un terremoto così forte. C’è stato un grosso boato e la luce è andata via, ma non ho idea se ci siano stati danni”, afferma un testimone. La scossa è stata sentita anche a Bangkok, capitale della vicina Thailandia. Alcune ore dopo, c’è stata una nuova scossa di 5.8 gradi della scala Richter.

Seconda notte all’aperto, e sotto la pioggia, per molti degli abitanti dei comuni situati sul massiccio del Pollino. Anche chi non ha avuto la casa dichiarata inagibile (11 quelle nel centro storico di Mormanno) ha preferito evitare di fare rientro nella propria abitazione. Nel Pollino, teatro da oltre due anni di uno sciame sismico da più di 2.300 scosse e colpito ieri dal forte sisma di magnitudo 5: nella notte l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) ha registrato al confine tra Basilicata e Calabria una scossa di magnitudo 2.2 e due da 2.8 gradi della scala Richter. 

E ieri il fisico Luciano Maiani, presidente dimissionario della Commissione Grandi Rischi ha dichiarato che “se la Protezione Civile li convocasse” sarebbero pronti a intervenire. 

A fine maggio era stato tacciato di allarmismo, ma oggi Alessandro Martelli, l’ingegnere che dirige il Centro Enea di Bologna, non si prende alcuna rivincita morale nonostante le reazioni che erano seguite all’annuncio di un imminente sisma che avrebbe colpito l’Italia meridionale. A poche ore dal terremoto di magnitudo 5 registrato nella zona del massiccio del Pollino, al confine tra Basilicata e Calabria, ci va cauto per una serie di motivi. Innanzitutto perché è troppo presto per stabilire se il recentissimo evento è quello previsto mesi fa. E poi perché vuole evitare scontri tra enti pubblici, “che non portano alcun beneficio ai cittadini”, ma distraggono dal “vero obiettivo: far comprendere che il rischio sismico è una realtà e che lo si può scongiurare solo incentivando la ricerca di prevenzione”.

Un sisma di magnitudo 5 è stato registrato all’1:05 tra Calabria e Basilicata, e avvertito fino in Campania. Diverse le repliche. Non si hanno segnalazioni di feriti. Tanta la paura e la gente riversatasi in strada, che ha trascorso il resto della notte fuori casa. Nel cosentino, a Mormanno danni alla cattedrale ed evacuato l’ospedale; a Scalea morto di infarto un 84enne.

pubblicato da Wallstreet Italia
Link articolo:

Terremoto in Calabria: un morto, migliaia di persone in strada

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Questo il verbale della Riunione della Commissione Grandi rischi riunita all’Aquila il 31 marzo 2009, nella quale si definisce tra l’altro “improbabile che ci sia a breve una scossa come quella del 1703”, si aggiunge che “non c’è nessun motivo per cui si possa dire che una sequenza di scosse di bassa magnitudo possa essere considerata precursore di un forte evento” e si sottolinea che “qualunque previsione (di terremoto, ndr) non ha fondamento scientifico”.

RIUNIONE COMMISSIONE GRANDI RISCHI

L’Aquila, 31 marzo 2009

Verbale

Tre scosse di terremoto di magnitudo compresa tra 2 e 2.8 sono state registrate nella notte scorsa nella bassa modenese colpita dal terremoto del maggio 2012. 

La prima, la più debole, di magnitudo 2 si è verificata poco dopo la mezzanotte e ha avuto come epicentro il comune di Finale Emilia. Alle 3:36 la terra ha tremato di nuovo. Secondo i dati rilevati dall’Ingv il sisma, magnitudo 2.5, ha avuto ipocentro a 7,6 km di profondità ed epicentro in prossimità dei comuni di Cavezzo, Concordia sulla Secchia, Medolla, Mirandola, San Possidonio e San Prospero. Anche la terza scossa di terremoto, magnitudo 2.8, registrata alle 3:42, ha avuto lo stesso epicentro e un ipocentro a 6,8 chilometri di profondità. Vigili del fuoco e autorità non segnalano nessun tipo di danni a persone o abitazioni.

Imitare la terra che trema. Per studiare e magari capire effetti e dinamiche. E ‘stato costruito un apparato che consente di simulare alcuni aspetti di un terremoto di grande magnitudo in laboratorio. La ricerca della Florida State University di Tallahassee, pubblicata su ‘Science’, permetterà di far luce sul processo attraverso il quale una superficie rocciosa scivola lungo una faglia.

E’ allarme tsunami dal Messico al Perù dopo il violento sisma, pari a magnitudo 7,9 poi declassato a 7,6, registrato al largo delle coste nord-occidentali del Costa Rica, a 80 chilometri dalla città di Liberia.

L’epicentro della scossa – a 20 chilometri di profondità – è stato individuato a 8 chilometri dalla città di Samara, 38 chilometri a sudest di Santa Cruz e a 68 chilometri ad ovest di Punta Arenas.

Il Pacific Tsunami Warning Center ha fatto sapere che sono interessati 10 Stati, ovvero Costa Rica, Panama, Nicaragua, El Salvador, Honduras, Messico, Colombia, Ecuador, Guatemala e Perù.

tovato su: Il Fatto Quotidiano

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Un terremoto di magnitudo 7,9 ha colpito le Filippine ed è stato diramato un allarme tusnami per Filippine e Indonesia. Lo hanno reso noto l’Istituto geofisico Usa e il Pacific Tsunami Warning Center. L’epicentro del sisma è stato localizzato al largo della costa orientale, a 60 chilometri dalla città di Guiuan nella provincia di Samar.


pubblicato da Libero Quotidiano

Filippine, sisma 7.9: allarme tsunami fino al Giappone

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