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Un modo diverso di abitare sta avanzando tra autocostruzione e case a zero energia

Equitalia indagata per usura. Lo rivela il Messaggero Veneto che parla di “strozzinaggio“. Idilia Pajer, referente de “Lo sportello”, un’associazione che si occupa di dare solidarietà e assistenza a imprenditori in difficoltà, e di Federfriuli, ha depositato ieri in tribunale a Pordenone, negli uffici di polizia giudiziaria, una decina di esposti nei quali si dimostra, perizie alla mano, i tassi usurari applicati da Equitalia. “La legge 108 del 96 è chiara – ha spiegato Pajer – e individua il tasso d’usura non solo nella rilevazione delle cifre iscritte come interessi ma sommando tutte le voci che si aggiungono al debito originario”. Sanzioni, interessi, aggio di Equitalia, danno il tasso effettivo applicato dalla Spa. E, secondo le perizie che accompagnano gli esposti, quel tasso si colloca ben al di sopra della soglia di usura.

C’è gente che va in giro a dire che occupare le scuole non cambierà le sorti di questo paese, dicono che è solo un modo per defilarsi da noiose lezioni e pericolosi compiti in classe. C’è addirittura chi sostiene che sia una pratica dannosa. Pensa un po’ che quando me lo dicevano 10 anni fa io gli rispondevo che le cose così come erano non andavano bene e allora occupavamo e manifestavamo per cambiare le cose. Quando poi mi si chiedeva “Come?” non sapevo rispondere. Alla domanda “In che modo un’occupazione può cambiare in meglio il futuro di una generazione?” rimanevo sempre un po’ interdetto, pensavo: “Magari da qui facciamo partire la rivoluzione!” oppure “intanto facciamo bordello così quelli ascoltano quello che abbiamo dire”. Entrambe queste risposte non erano del tutto inesatte ma non servivano a placare la supponenza e la saccenteria degli anti-occupanti che, forti del loro automatismo logico basato sulla non esistenza di risultati tangibili, continuavano, hanno continuato e continuano tuttora a definirci fannulloni. Sul momento ti fregano, perché le vere ragioni che stanno dietro ad una pratica di protesta si imparano dopo, o meglio diventano più chiare, si definiscono in seguito. 

Una volta si chiamavano “guardoni”, ora si chiamano “coach”. Una volta se venivano scoperti erano botte, oggi vengono chiamati per osservare in disparte una coppia che fa sesso. Per molti di loro è diventato addirittura un lavoro a tempo pieno. Quasi duecento euro l’ora si prendono i nuovi voyeur per starsene seduti in un angolo della stanza di un albergo, commentare l’atto sessuale, indicare spunti per nuove esperienze, e raggiungere nel modo migliore l’orgasmo. La nuova figura professionale, molto richiesta da moglie e mariti americani che si sottopongono a terapie di coppia, è quella del guru del sesso. Che spesso interviene anche per “curare” single e amanti. Uno dei guru più noti ha dichiarato al Sun che le “visite” possono essere fatte anche attraverso Skype per circa 130 euro; la sua attività è iniziata da soli due anni, ma sembra che questo nuovo modo di fare terapia piaccia, i suoi pazienti si dicono soddisfatti e più sicuri sotto le lenzuola.

Se si voleva una riprova della continuità del governo Monti con il precedente sul mancato rispetto della magistratura e dei principi costituzionali, ce l’ha servita il ministro dell’ambiente Clini sul “caso Ilva”.

Dopo la premessa d’obbligo “io non ho mai attaccato i magistrati” e l’indignazione per le dichiarazioni di dirigenti che lo hanno definito “uomo dell’Ilva” Corrado Clini ha sciorinato ancora una volta la tiritera burocratica: “dal marzo 2012 quando ho riaperto la procedura per l’AIA [Autorizzazione Integrata Ambientale] ho sempre richiamato il rispetto per la legge che prevede sia il ministro dell’ambiente a stabilire le modalità con le quali un impianto industriale debba essere esercito in modo da salvaguardare la salute e l’ambiente”.

 

Antonella Luppoli

Novità sul sito di Libero (www.liberoquotidiano.it): settimanalmente sarà on line un video in cui Maurizio Costanzo commenterà, con la grande ironia che gli appartiene, le pagelle della nostra Alessandra Menzani. Cambia inoltre la collocazione della rubrica «Complimenti per la trasmissione» di Francesco Specchia: sarà pubblicata sul nostro quotidiano ogni martedì e venerdì. 

Come nasce questa iniziativa?

«È il mio modo per avvicinarmi al web. Ho sempre avuto qualche riserva nei confronti della nuova tecnologia, ma questa mi è sembrata una buona occasione per iniziare. Leggo Libero tutti i giorni, apprezzo il vostro sito Internet e le pagelle di Alessandra Menzani sono per me un appuntamento immancabile».

Da attento lettore le sarà capitato di essere in disaccordo su qualche voto.

«Sì, diverse volte. Per esempio oggi l’onorevole del Pd Paola Concia ha ricevuto un bel 5 perché riceve uno stipendio mensile di dodici mila euro lordi al mese. Ma io le avrei dato un bello zero lordo, altro che quattro».

Nonostante la voglia di avvicinarsi al web, lei continua a fare tv.

«Conduco S’è fatta notte un programma in seconda serata su RaiUno con la partecipazione di Enrico Vaime. La trasmissione è ambientata in un bar all’orario di chiusura e i clienti ritardatari si raccontano in modo sincero».

Come procede l’esperimento di VeroTV?

«È una realtà che prosegue e che si realizza a Milano. Io sono il direttore editoriale, ma in questo progetto è coinvolta tanta gente competente, da Guido Veneziani ad Anna Di Sabato, fino a Riccardo Pasini».

Guarda il primo video di Maurizio Costanzo su Libero TV

 

Sette deputati repubblicani del Congresso Usa hanno formalmente richiesto ai vertici di Twitter di chiudere l’account di Hamas. O meglio, del suo braccio armato Alqassam Brigade. In una lettera inviata ai gestori del sito di microblogging e alla Fbi, hanno scritto nero su bianco le loro motivazioni che difficilmente danno adito ad interpretazioni. Cambiano i tempi, cambiano i modi e cambia anche il modo di affrontare una guerra. La rete e i social network sono entrati nella quotidianità e lo hanno fatto anche in modo prepotente nei recenti scontri nella striscia di Gaza. Proprio Twitter è stato negli scorsi giorni il palcoscenico per annunci, video, smentite e prese di posizione fino addirittura alla proclamazione ufficiale da parte del profilo della difesa israeliana dell’inizio degli attacchi: “Le forze di difesa israeliane hanno iniziato un’operazione su siti terroristici e operativi nella striscia di Gaza, guidati anche da Hamas e dalla Islamic Jihad”. 140 caratteri sono bastati per annunciare l’inizio degli scontri e con la stessa facilità sono stati postati resoconti fotografici anche su Instagram.

Per liberarsi dei cuscinetti di grasso e della cellulite oggi non è più necessario ricorrere alla liposuzione. Le moderne tecnologie dedicate al ‘body shaping’ non invasivo, fanno altrettanto bene il lavoro. Lo prova anche il mercato, in crescita del 13% in oltre 90 paesi del mondo, in barba alla recessione. Due le macchine delle meraviglie: UltraShape e VelaShape. La prima utilizza un manipolo di ceramica rivestito d’argento, che emette onde acustiche (ultrasuoni focalizzati) che vanno a colpire il grasso sottocutaneo, ad una profondità controllata (in questo modo non si creano danni agli organi interni). Diversamente dalle altre tecnologie a ultrasuoni, UltraShape emette energia acustica in modo pulsato, e questo consente di controllare la temperatura della zona trattata e di far sì che il danno prodotto alle cellule adipose sia mirato, istantaneo e di tipo meccanico (non termico).

Le cellule adipose, distrutte dagli ultrasuoni, rilasciano il loro carico di grasso (trigliceridi) nel fluido interstiziale che circonda le cellule; da qui questi ‘detriti’ vengono rimossi al sistema linfatico e trasportati al fegato, che non fa distinzione tra il grasso che gli arriva dall’alimentazione e quello derivante dalla procedura estetica; in entrambi i casi il fegato si limita a processare questi lipidi e a metabolizzarli. I ‘fantasmi’ delle cellule adipose (le membrane cellulari) invece vengono eliminati per fagocitosi dalle cellule ‘spazzino’ dei tessuti. Questo trattamento è indicato per i depositi adiposi localizzati (i ‘cuscinetti’) quali quelli su fianchi, cosce e addome.

VelaShape è invece indicata per ridurre circonferenza e cellulite e per tonificare il tessuto cutaneo. Agisce attraverso la combinazione di diverse tecnologie: gli infrarossi e le radiofrequenze bipolari riscaldano i tessuti fino ad una profondità di 3 e di 15 mm rispettivamente; il riscaldamento agisce sulla matrice extra-cellulare, determinando un danno controllato delle fibre collagene e stimola l’attività dei fibroblasti, contribuendo così a ridurre la lassità dei tessuti e a migliorare l’aspetto della cute che appare più distesa e più tonica. Il manipolo di VelaShape inoltre massaggia i tessuti trattati meccanicamente e ‘aspirandoli’ delicatamente. In questo modo migliora il microcircolo e il drenaggio linfatico.
Queste procedure sono anni luce distanti dalla liposuzione, che rimane la tecnica numero uno alla quale si rivolgono le persone alla ricerca delle forme perdute. Ma forse non ancora per molto. I vantaggi delle tecniche non invasive, rispetto alla liposuzione, sono infatti evidenti: niente ricovero e niente edemi o lividoni  post-liposuzione. Il tutto naturalmente nella massima sicurezza, come dimostrano gli studi clinici che le hanno testate. (LARA VANNI)

“Io rifletterò su tutte le possibilità, nessuna esclusa, in cui eventualmente ritenga di poter dare il mio contributo per il miglior interesse dell’Italia europea”. Così Mario Monti, parlando a Che tempo che fa, ha risposto a Fabio Fazio che gli chiedeva se sia disponibile a tornare a palazzo Chigi in caso di pareggio elettorale o in caso di sostegno da parte di alcune forze. Il premier ha spiegato che il suo contributo sarebbe per una Italia in una Europa “che riesca ad affermarsi, competere e creare lavoro e avere maggiore giustizia sociale. Questo – ha aggiunto – è possibile solo superando le resistenze conservatrici e corporative molto visibili nella sinistra, nella destra e talora persino nel centro. Questa è la sfida per l’Italia”. “In che modo posso contribuire non lo so, rifletterò – ha ribadito Monti – sarà una decisione mia, ma terrò nella massima considerazione l’orientamento, le valutazioni e i consigli del Presidente Napolitano a cui tutti dobbiamo moltissimo”. 

Più che in passato, pare, l’amore è un sentimento complicato e difficile da gestire e, il più delle volte, fa star male. Un’esperienza generale, in fondo banale e quotidiana, che ora ha la sua base in forma di spiegazione scientifica, di ricerca sociologica. La leggo nel voluminoso lavoro della sociologa Eva Illouz, docente dell’Università di Gerusalemme:

Questa sociologa si occupa da tempo delle emozioni e del loro rapporto con la società ed un suo precedente libro è uscito anche in italiano: la sua tesi è che nella modernità viviamo intrappolati in una rete di pratiche sociali e culturali che provocano una tensione tra aspettative e immaginazioni opposte, che inoltre pretendiamo da noi stessi di risolvere, nella vita individuale.

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