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Si è aperta in Corte Costituzionale l’udienza sul conflitto d’attribuzione sollevato dal Capo dello Stato nei confronti della Procura di Palermo. La Consulta è chiamata a decidere sul nodo delle intercettazioni indirette di alcune conversazioni telefoniche di Giorgio Napolitano con l’ex ministro Nicola Mancino, le sui utenze erano state messe sotto controllo su mandato dei pm palermitani che indagano sulla cosiddetta trattativa Stato-mafia.

In udienza è presente anche il procuratore capo di Palermo Messineo. ”Sono qui perché credo sia un momento interessante: ma non faccio nessuna previsione né parlo di stati d’animo” ha detto il procuratore capo di Palermo Francesco Messineo, presente all’udienza. ”Non ho mai visto un’udienza di fronte alla Consulta – ha aggiunto – e mi interessava assistervi”.

La risposta degli analisti in un sondaggio tra gli operatori di mercato che, alla luce del miglioramento delle stime sulla ripresa 2013, indicano le mosse vincenti per i prossimi mesi.

pubblicato da Wallstreet Italia
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E' il momento di abbandonare i bond e puntare sull'azionario

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Quotidiani

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“Grillo nei modi è sempre stato molto violento, abbiamo fatto il ‘vaffanculo day‘, ma adesso i toni da sarcastici, violenti, estremamente taglienti, hanno un contenuto di cattiveria nei confronti delle persone”. Arriva un altro j’accuse da parte di Federica Salsi, il consigliere comunale a Bologna del Movimento 5 stelle finita nella bufera per la partecipazione a Ballarò. Dopo aver definito Beppe Grillo “un maschilista figlio della peggior cultura berlusconiana”,ai microfono di Radio 24 , l’attivista ha rincarato la dose.”Ormai – ha detto Salsi – si scende molto più nell’attacco personale piuttosto che nella critica. Questo scatena le tifoserie che si sentono legittimate ai peggiori insulti ed è molto pericoloso”.

Egregio Direttore de Il Fatto Quotidiano, il signor Andrea Valdambrini vi ha raccontato falsità. Contrariamente a quanto pubblicato sulla vostra homepage con il titolo “Parigi, Formigoni perde aereo e delira: fatemi salire, io ho rapporti con la vostra Ambasciata”, e relativo video a corredo, vi sveliamo come sono andate realmente le cose. Ciascuno in possesso di una regolare carta d’imbarco per il volo 7817 delle ore 13.55 operato da Air France, ci siamo presentati al gate di partenza con trenta minuti di anticipo. Si noti che Air France imbarcava allo stesso banco (N° 49) sia il nostro volo che un altro, diretto invece a Roma. Del nostro gruppo facevano parte, oltre al Presidente Formigoni, anche il Sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia Paolo Alli, l’Amministratore delegato di Expo 2015 Giuseppe Sala e due collaboratori. Considerata la lunga fila di persone in piedi che poco alla volta procedevano a bordo, ci siamo seduti nella prima fila di sedie, a poco più di due metri di distanza. Terminata la fila e documenti alla mano ci siamo presentati al banco delle hostess che hanno provveduto ad accendere immediatamente la scritta ‘imbarco chiuso’, opponendosi in modo ostinato a qualsiasi nostro tentativo di richiesta di spiegazione. Situazione a dir poco surreale, dal momento che: 1) nessuno, tra il personale Air France o quello dell’aeroporto aveva in precedenza provveduto a diffondere – come da legge – l’annuncio di prossima chiusura dell’imbarco anzi, come ammesso dalla stessa hostess, la signorina si è limitata a ‘segnalare a voce alle prime file che si stava chiudendo il volo’; 2) ciascuno di noi aveva un posto regolarmente assegnato sull’aereo, non abbiamo dunque protestato ‘con arroganza’ ma, dandosi per scontato un diritto acquisito, abbiamo fatto reclamo per un overbooking non segnalatoci al momento del check in, fatto oltretutto con ben un’ora e mezza di anticipo; 3) dal momento in cui abbiamo chiesto di poter essere imbarcati, l’aereo è rimasto fermo altri venti minuti al finger prima di muoversi: ci sarebbe stato dunque tutto il tempo utile a farci passare, essendo tutti con il solo bagaglio a mano. Alla luce di questa avventura che ha dell’assurdo, abbiamo poi provveduto ad avviare le pratiche per una causa formale ad Air France dal momento che non ha rispettato il contratto e non ci ha tutelato come previsto dalle norme aeroportuali internazionali, applicate per prassi ai viaggiatori di tutto il mondo.

 

di Sandro Iacometti 

Se è vero che gli amici si vedono nel momento del bisogno, il soccorso di Goldman Sachs a Mario Monti non poteva mancare. A pochi mesi dalle elezioni la potente banca d’affari americana, che ieri ha aggiornato il suo già fitto scacchiere con la nomina di Mark Carney (13 anni in Goldman prima di approdare alla Banca centrale del Canada) alla guida della Banca centrale d’Inghilterra, ha messo in circolazione un report che definire generoso non è azzardato. In uno scenario ottimistico per l’intera Europa, scaturito principalmente dalle iniziative del presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, manco a dirlo un altro Goldman Boy, gli esperti della banca di Wall Street, non escludono che l’Italia possa rivelarsi la «sorpresa» del prossimo anno. Certo, nel report si ammette che il Paese ha «toccato il fondo» in termini di crescita e che, quindi, la ripartenza sia in qualche modo inevitabile. Ma l’analisi dei superesperti di finanza va oltre la previsione di un semplice percorso obbligato. Per l’Italia sembra a portata di mano un possibile inaspettato rimbalzo dell’economia, che spinge la banca d’affari ad accostare addirittura il nostro listino azionario a quello dei mercati più interessanti del momento, come Cina, Russia e Brasile. Previsione che non può essere presa troppo sottogamba, considerata che a sottoscriverla è il presidente di Godman Sachs Asset Management, Jim O’Neill, proprio l’economista a cui si deve l’invenzione dell’acronimo Bric per indicare i Paesi emergenti (Brasile, Russia, India e Cina). I rischi collegati allo scenario nella periferia della zona euro, ovviamente, restano. 

Leggi l’articolo integrale di Sandro Iacometti

su Libero in edicola oggi, martedì 27 novembre

 

 

 

Il governo Monti è consapevole che il Paese, per quanto riguarda la sicurezza, sta attraversando un momento difficile. Non solo: si tratta di una “situazione di grande preoccupazione”. Il ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri, è intervenuta al Senato in merito alle manifestazioni di piazza avvenute la scorsa settimana e alle prossime annunciate. In quell’occasione, ha spiegato, si sono infiltrati movimenti antagonisti “che da sempre cercano di portare il paese in condizioni di instabilità”. E quando ci sono persone che partecipano a manifestazioni con caschi e passamontagna, “l’arresto differito – ha aggiunto il ministro, che ha espresso piena solidarietà nei confronti delle forze dell’ordine – è uno strumento molto efficace che ha dato risposte positive negli stadi e pensiamo quindi di applicarlo”. Per quanto riguarda il Daspo anche per i manifestanti, invece, il governo sta “facendo una valutazione perché ci sono aspetti costituzionali da chiarire”.

Dopo 15 anni con il duo hip hop dei Co’Sang, è giunto il momento del debutto solista. Davanti alle telecamere di LiberoTv Luchè svela i segreti del suo primo album  L1: “E’ un nuovo inizio, non mi sento arrivato anzi: sono un precario, devo riconquistare tutti gli appassionati”. Progetti in vista: “Con la crew di Marracash, avrò una visibilità enorme”.

 


pubblicato da Libero Quotidiano

Luche', addio Co'Sang: "Io, rapper precario, ricomincio da Marracash"

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La scissione annunciata ora è realta. Nel Pdl qualcuno va per conto suo e si fa una lista in proprio. Si chiama “Italia Libera“. Al momento, secondo quanto si apprende, sono in cinque: Stracquadanio, Stradella, Pecorella, Tortoli e Bertolini. L’obiettivo, viene spiegato, è di raggiungere i dieci componenti necessari per dar vita a un gruppo autonomo alla Camera.”Siamo pronti alla sfida. Usciremo dal Pdl. Vogliamo costruire l’area dei liberal democratici che in Italia ormai non esiste più, pur di non lasciare l’Italia in mano a Bersani e a Vendola. Daremo vita a una componente autonoma”, spiega iasbella Bertolini. L’attuale vicepresidente del gruppo Pdl alla Camera esclude che   dietro questa operazione ci sia lo zampino di Silvio Berlusconi: “Non c’è assolutamente nessuno dietro di noi, noi guardiamo ad un’area   alternativa alla sinistra”. Strizzate l’occhio a ItaliaFutura e al   grande centro voluto da Pier Ferdinando Casini? “Lo ripeto, puntiamo   ad un’area alternativa a Bersani e Vendola”. Al momento, i deputati in questione sarebbero intenzionati a lasciare il gruppo del Pdl a Montecitorio e confluire nel gruppo misto. La presentazione dell’iniziativa dovrebbe esserci domani. Il malumore era nell’aria già da tempo e aveva parlato d’addio solo qualche giono fa anche Gaetano Pecorella uno degli uomini più fedeli di Berlusconi. Una piccola diaspora che potrebbe essere preoccupante. In realtà la decisione era stata annunciata qualche giorno fa, ma solo oggi c’è stata la conferma. Bisognerà capire cosa succederà. Saranno in tanti a seguire la strada dei fuggitivi, oppure è una solo un episodio isolato? 

Ne ho parlato un paio di volte recentemente. In Italia esiste un’azione tesa al riconoscimento giuridico del caregiver familiare.

In venti giorni, senza poter contare su risorse specifiche, ma solo con l’impegno del metodo più semplice: il passaparola, 530 famiglie hanno dato la loro adesione.

Cosa significa? Una risposta di questa portata fa scoppiare il tappo della bottiglia. Fa emergere dal silenzio le famiglie che a testa bassa lottano, combattono, sopravvivono alle elemosine sempre più scarse dei servizi non erogati o erogati solo parzialmente.

Alle famiglie viene offerto un microfono virtuale per esprimersi concretamente. E sono tantissime quelle che vogliamo raggiungere per consentire una corretta informazione.

Giovanni Favia e Andrea Defranceschi ottengono una “mezza” fiducia a Ferrara e vengono bocciati da Comacchio. Per i consiglieri si attendeva la prova semestrale più difficile. I due eletti dei 5 Stelle in Emilia-Romagna cercavano la riconferma a Ferrara, terra natale della polemica per la trasparenza nel Movimento di Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio. E in platea – un centinaio di votanti – sedeva infatti Valentino Tavolazzi, il primo epurato via internet, seguito da chi aveva ardito difenderlo, il M5S di Cento.

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