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Mundial

Sono passati trent’anni, ma Zico rosica ancora. Era il 5 luglio 1982 quando allo stadio Sarrià di Barcellona l’Italia di Dino Zoff e Pablito Rossi stese il Brasile con un pirotecnico 3 a 2. Oggi, all’indomani delle dimissioni da commissario tecnico dell’Iraq, il vecchio campione carioca torna su quella giornata: “E’ una partita che ha cambiato la storia del calcio”. In peggio, si intende. Secondo l’ex numero 10 dell’Udinese, la nazionale verde-oro del mondiale spagnolo era una “squadra fantastica, riconosciuta in tutto il mondo, e ovunque andiamo la gente ci ricorda. Se avessimo vinto quella partita – aggiunge – il calcio probabilmente sarebbe stato differente”. Già, perché secondo Zico quel Brasile era un’immagine del bel gioco: la sua vittoria, quindi, sarebbe stata l’affermazione dell’estetica nel calcio. La vittoria dell’Italia, invece, è stata la vittoria del catrenaccio, del pragmatismo, della furbizia. Con l’Italia Mundial si sono poste, secondo Zico, “le basi per un calcio nel quale bisogna conseguire il risultato a qualsiasi costo – ma non solo -, un calcio fondato sulla distruzione del gioco avversario e sul fallo sistematico. Quella sconfitta – conclude – non fu positiva per il mondo del calcio”.

Oggi, 1 giugno 1982, la nazionale allenata da Enzo Bearzot viene ricevuta a Palazzo Chigi da Giovanni Spadolini, Presidente del Consiglio. «Con la mia stretta di mano spero di trasmettervi anche quel po’ di fortuna che ogni tanto qualcuno mi rimprovera. E quando questo avviene io ricordo sempre che Machiavelli equiparava la fortuna alla virtù. Se vincerete i Mondiali la memoria storica degli italiani del 1982 sarà molto più legata ai vostri nomi che non ai nomi del mio Governo…». Colombo (Dc, Affari esteri), Rognoni (Dc, Interno), Darida (Dc, Grazia e Giustizia), La Malfa (Pri, Bilancio e Programmazione Economica), Formica (Psi, Finanze), Andreatta (Dc, Tesoro), Lagorio (Psi, Difesa), Bodrato (Dc, Pubblica istruzione),  Nicolazzi (Psdi, Lavori pubblici), Altissimo (Pli, Sanità), De Michelis (psi, Partecipazioni statali), Scotti (Dc, Beni culturali e ambientali). Questi gli undici ministri più famosi.

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