Raccolta News di Economia e Finanza aggiornate in tempo reale

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L’Unione Europea muove la “crociata fiscale” ai grandi marchi dell’e-commerce, e anche l’Italia si arruola. L’ultima a entrare nel mirino dei paesi dell’Ue è Google, il colosso americano del web che ha chiuso il 2011 con 12,5 miliardi di ricavi e 8 milioni di tasse pagate nel vecchio continente. Si muove la Francia, che vuole imporre un nuovo regime di imposta sul meccanismo di ripartizione pubblicitaria del provider, si inquieta il governo inglese, comincia a svagliarsi anche il Parlamento italiano: Google nel Belpaese ha un giro d’affari da 500 milioni di euro, ma non paga né Ires, né Irap, né Iva, senza violare alcuna legge. Perché nell’Unione Europea un’azienda ha il diritto di stabilire la propria sede nel  paese col regime fiscale che preferisce, e Google ha posto le proprie basi in Irlanda dove paga solo il 12,5 per cento di tasse sui proventi fatturati dalle pubblicità. Per questo il governo francese del socialista Francois Hollande spinge per una risposta comunitaria alla questione.

Italia – “Alcune imprese si sottraggono al pagamento delle imposte – riporta una denuncia della Guardia di Finanza – in misura adeguata alla loro capacità contributiva”, e su queste basi il deputato Pd Stefano Graziano ha mosso una interrogazione al ministro Grilli. Tra le aziende c’è Google, ma ci sono anche Amazon e Apple. I primi provvedimenti approvati sono quelli definiti anti-Ryanair: la compagnia aerea low cost sfruttava lo stesso meccanismo per assumere i dipendenti italiani con il regime contributivo irlandese, più vantaggioso. Nel decreto Sviluppo in discussione al Senato c’è la “redifinizione” di base aerea, norma che dovrebbe costringere Ryanair a pagare i dipendenti secondo le leggi italiane.

Balzate operazioni di trading sull’Italia e la Spagna. Ma il gigante americano si muove in un contesto ampiamente illiquido e rischia di creare un mercato che, con un suo eventuale ritiro, può fare crack.

pubblicato da Wallstreet Italia
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Il colosso di Wall Street che ha raddoppiato la propria esposizione sull'Europa

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Nonostante gli annunci dei giorni scorsi e l’accordo fra Pdl e Pd per accelerare su una legge che eviti il carcere per i giornalisti, il governo non si muove e ora per la loro inerzia il direttore del Giornale Alessandro Sallusti rischia davvero di finire dietro le sbarre. Non si è infatti concretizzata l’ipotesi di varare un disegno di legge alla riunione del Consiglio dei ministri di ieri. Tutto rimandato di una settimana.

Paola Severino, ministro della Giustizia, ha già detto che ritiene poco percorribili le ipotesi di un decreto d’urgenza o di una legge delega al governo e rimanda il problema alla politica: “C’è un ddl presente in Parlamento e si potrebbe presentare un nuovo ddl. Io credo che tutte e due le soluzioni non inciderebbero sulla velocità e sulla prontezza di un intervento che è richiesto da tanto tempo”, spiega il Guardasigilli. Benché sia contraria a soluzioni improvvise, «io credo che qui nessuno possa essere tacciato di fare le cose in maniera frettolosa. Di un progetto di modifica del regime della diffamazione si parla da anni. Io penso che i tempi siano maturi e che le idee ci sono e quindi il progetto si può fare. Credo che non occorra neanche troppo tempo per realizzarlo, proprio perché le idee sono sedimentate e c’è una grande condivisione come tutti possono constatare”. 

A garantire l’esito del provvedimento, c’è il presidente del Senato, Renato Schifani, convinto “che i tempi siano maturi per l’abolizione del carcere ai giornalisti” e che ci sia “piena condivisione di tutto il mondo della stampa e delle forze politiche”. E qualunque “sarà lo strumento scelto”, conclude, “garantisco sin da adesso che anche il Senato adotterà tempi brucianti per l’approvazione dell’eventuale norma”.

Leggi l’articolo integrale su Liberoin edicola oggi, sabato 29 settembre.

 

Giorgio Napolitano interviene sul caso Sallusti, direttore de Il Giornale che rischia il carcere per diffamazione per una vicenda che risale al 2007. Su twitter Pasquale Cascella, portavoce del presidente della Repubblica, ha scritto che il Quirinale “segue il caso e si riserva di acquisire tutti gli elementi utili di valutazione”. La precisazione è seguita alla richiesta, da parte di Mario Adinolfi del Pd che ha chiesto un intervento del capo dello Stato.

Mercoledì il verdetto dei giudici della Cassazione che si occuperanno del caso, ma non potranno entrare nel merito, controllando soltanto la regolarità formale del giudizio. Se la Corte non avrà nulla da eccepire, la Cassazione non potrà fare altro che confermare la sentenza d’appello. 

Calano i prezzi degli affitti in Italia nei primi sei mesi dell’anno. Napoli si muove in leggera controtendenza rispetto alla media nazionale. Infatti se il calo generale è pari al 2,1%, nel capoluogo partenopeo si registra una diminuzione dei prezzi dell’1,9 per cento da gennaio a giugno di quest’anno. E’ quanto emerge dall’indagine semestrale del portale Idealista.it condotta su un campione di 11.859 annunci immobiliari e che prende in considerazione 13 comuni capoluogo. In forte ribasso i prezzi a Venezia (-9,5%) e Milano (-5,5%). Nella capitale il calo è del 3,6%.

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Si muove la potente lobby dei banchieri, l’Institute of International Finance. Incontri a Copenhagen, obiettivo: fornire meno informazioni e ridimensionare il ruolo di Standard & Poor’s, Moody’s e Fitch.

pubblicato da Wallstreet Italia
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Agenzie di rating: si prepara la rivolta delle banche

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Maggioranza e opposizione del Consiglio regionale della Campania ‘insieme’ contro gli sprechi e a favore di un ente regionale “equo, solidale e trasparente”. In questa direzione si muove la proposta di legge, denominata ‘Campania zero’, a firma dei gruppi Pdl, Pd e Caldoro presidente illustrata oggi e anticipata dal Denaro. Il disegno di legge prevede l’istituzione del registro delle compensazioni secondo cui chiunque sia debitore della Regione Campania e abbia un titolo di credito ”certo” nei confronti dell’ente regionale si puo’ iscrivere al registro e godra’ della sospensione di ogni procedura esecutiva per la riscossione del debito. Il testo, inoltre, prevede l’anticipazione del principio della parita’ di funzione e di compenso tra uomo e donna previsto a livello nazionale dal 2016. Tra le norme, la previsione che gli amministratori di societa’ regionali percepiscano indennita’ o compensi solo il giorno dopo che i dipendenti abbiano ricevuto gli stipendi.

La foto-sequenza che precede l’esplosione: un volto sfocato, un uomo di mezza età, vestito dignitosamente, circa 50 anni. Altro? Probabilmente un problema alla mano destra. S’intuisce che la muove a fatica. Da qui l’ipotesi di un complice. Questo il primo fronte, mentre il secondo fronte dell’inchiesta, che tenta di fare luce sulla streg dell’sitituo Morvillo che alle 7.45 di sabato ha straziato il corpo di Melissa, fissa una probabile svolta: c’è un indagato. Un piccolo passo avanti, dunque, frutto del lavoro degli investigatori che nella notte tra domenica e lunedì hanno effettuato centinai di perquisizioni. ne sono usciti dieci sospetti. Su due di loro si concentra l’attenzione. Di questi, secondo fonti locali, uno è finito sul registro degli indagati. Ancora ignota l’accusa. ma certo, se le immagini del filmato coincidessero con il supersospetto, sarebbe solo questione di ore per conoscere nome e cognome del killer.

La motorizzazione del Nevada approva. Presto potrebbe essere vista in circolazione. La prima licenza concessa a un veicolo che si muove in autonomia. Adesso si attende l’approvazione degli altri Stati.

pubblicato da Wallstreet Italia
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Google immatricola in Nevada la prima auto che si guida da sola

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Borse europee orientate al rialzo con Milano (+1,02%) e Madrid (+1,03%) in evidenza. Parigi si muove poco sopra la parita’ (+0,16%) dopo una mattinata in forte calo. Mentre prosegue sotto pressione Atene (-7,1%) sui timori che non si riesca a formare un nuovo governo capace di rispettare gli impegni coi creditori internazionali. A livello settoriale a dare sostegno ai listini sono soprattutto banche (sottoindice dj stoxx +0,51%) e materie prime (+0,59%).

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