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Una mostra a Singapore per celebrare i mattoncini della Lego che trasforma il gioco in arte e in scultura. Un’esposizione di arte contemporane tutta a base di mattoncini che fanno impazzire i bambini.

pubblicato da Libero Quotidiano

Quando un mattoncino Lego diventa arte e scultura da museo

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Cambio di giro: il calcio che non t’aspetti, cool, naif, pop e trendy. Una sorta di anteprima del Torino Film Festival oggi al museo dello Juventus Stadium. Questione di tinte: dalla pellicola in bianco e nero al multicromatico digitale, presentazione di ‘Cultura, passione e cinema, passioni senza fine’, svelate da Paolo Garimberti (ex RAI, Presidente Juventus Museum), Ugo Nespolo (artista, Presidente Museo Nazionale del Cinema) e Fabrizio Del Noce (Presidente Reggia La Venaria Reale). Football Vs Movies, incontro non casuale: nel progetto di riqualifica della Continassa, gli juventini vorrebbero (non solo) un multisala.

 

di Francesco Borgonovo

Giovanna Melandri, fresca di nomina alla presidenza del Maxxi, il museo di arte contemporanea di Roma, ha rilasciato ieri al Corriere della Sera un’intervista in cui stigmatizza il «clima di maccartismo bipartisan» che a suo parere si sarebbe diffuso nel Paese. Piccolo problema: qui non ci sono liste di proscrizione in cui iscrivere intellettuali incolpevoli. Gli unici elenchi facili da compilare sono quelli, sterminati, degli ex politici in qualche modo paracadutati su comode poltrone pagate dai contribuenti. 

La bionda e graziosa ex ministra per i Beni culturali fa sapere di aver già consegnato al presidente della Camera la sua lettera di dimissioni da parlamentare, pregandolo di metterla in calendario quanto prima. Secondo il ministero, ai presidenti delle fondazioni non spettano, per legge, compensi o indennità. La Melandri, tuttavia, ha spiegato al Corriere che  non percepirà compensi dal Maxxi finché le dimissioni non diventeranno effettive. A quel punto, sarà il cda del museo a stabilire l’ammontare del suo stipendio: le auguriamo di trovare al più presto una quadra.

Esempio per tutti - Giovanna si appresta dunque a seguire l’esempio di Giuliano Amato, di recente definitosi «autorottamato» per la sensibilità mostrata nel farsi da parte. Deputato del Psi, ministro del Tesoro, presidente del Consiglio, di nuovo ministro del Tesoro, poi ancora deputato, quindi consigliere di Monti, in predicato per il Quirinale, infine presidente della Treccani. Gli hanno dato pure un programma in Rai in cui teneva interessantissime lezioni di economia. 

Son cose commoventi, un po’ come la foto che si trova aprendo il sito web del Cnel, il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro. Nella homepage campeggia uno scatto che ritrae due signori sorridenti intenti a stringersi la mano. Sono Antonio Marzano e Luigi Nicolais. Il primo è l’attuale presidente del Cnel, già tessera numero 9 di Forza Italia, già deputato, già ministro delle Attività produttive con Berlusconi. Il secondo è il presidente del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), già assessore in Campania, già ministro della Funzione pubblica con Prodi, già deputato del Pd. Curricula di tutto rispetto, per i due.

 

Leggi l’articolo integrale di Francesco Borgonovo

su Libero in edicola oggi, domenica 21 ottobre

 

 

 

Polemiche e censura al Leopold Museum di Vienna che ha deciso di autocensurare i manifesti con tre calciatori nudi. La foto in questione annuncia l’apertura della mostra Nackte maenner, ovvero uomini nudi, che verrà inaugurata il 19 ottobre. Adesso, le opere degli artisti francesi Pierre & Gilles sono state coperte con una striscia rossa.  I due hanno poi dichiarato: “Non è stato nostro intento ferire la sensibilità di qualcuno. Stupisce però quanta resistenza causa la rappresentazione della nudità”. Nella foto censurata, i tre calciatori d’origine europea, araba e africana, portano solo calzettoni e scarpe da calcio, rappresentano il mix di popoli della Francia. 

 


Una nomina che di tecnico sembra avere davvero poco. Il ministro per i Beni culturali Lorenzo Ornaghi ha indicato la segretaria del suo ex capo gabinetto, nonché direttore generale per gli Spettacoli dal vivo, Salvatore Nastasi, per il posto di presidente del collegio revisori del Museo egizio di Torino. Carla Gobbetti, questo il nome designato dal ministro con lettera firmata dallo stesso Nastasi, non risulta però iscritta all’albo dei revisori, né laureata. Condizione che in un clima di stretta sui controlli sta generando non pochi imbarazzi tra i soci della Fondazione del museo.

Camicie di forza. Macchine per l’elettroshock. I famigerati caschi del silenzio, usati per isolare i pazienti. Un’urna degli inizi dell’800 utilizzata per far cadere gocce d’acqua sulla testa del malato per calmarlo. Un apparecchio per il bagno di luce, che per gli ideatori avrebbe dovuto avere un effetto analgesico. Sono i pezzi forse più d’impatto del Museo di Storia della Psichiatria, che aprirà i battenti domani a Reggio Emilia nell’edificio che dal 2 marzo 1945 al 6 dicembre 1948 ospitò tra gli altri anche il celebre pittore Antonio Ligabue.

Approfondendo la riflessione sulla identità e sulle funzioni del museo contemporaneo in cui si esplica una delle sue principali linee di ricerca scientifica, il MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna apre i propri spazi espositivi come campo critico di incontro tra la dimensione pubblica di una istituzione museale e quella intima di una collezione privata, presentando dal 29 settembre al 2 dicembre 2012 la mostra CARA DOMANI opere dalla collezione Ernesto Esposito, designer di calzature haute couture di fama internazionale e proprietario di una raccolta composta da oltre 900 pezzi di arte contemporanea, riconosciuta tra le più rilevanti in ambito europeo.

«Finchè quella donna del Rijksmuseum / nel silenzio dipinto e in raccoglimento / giorno dopo giorno versa / il latte dalla brocca nella scodella, / il Mondo non merita / la fine del mondo». Ieri lo studente di storia dell’arte Giulio Burresi ha letto questi magnifici versi dedicati a Vermeer da Wisława Szymborska nel corso di una pacifica insurrezione intellettuale contro la chiusura del complesso museale del Santa Maria della Scala, a Siena.

E questa è la parte più bella della storia. Tutto il resto è la tipica, brutta storia italiana: una storia di occasioni perdute, ignavia, clientelismo.

È l’unico museo al mondo dedicato alla pallavolo, con magliette, foto e trofei donati dai giocatori di tutte le epoche che hanno fatto la storia di questo sport. Nato a Modena nel 2009 grazie all’iniziativa di Antonio Panini, ora attende in uno scantinato, rinchiuso tra mille scatoloni. Ad aprile scorso infatti, il museo del volley di Modena aveva chiuso i battenti per spostarsi dalla periferia finalmente al PalaPanini e coronare così un progetto già lungamente discusso. Poi i primi problemi con l’amministrazione comunale per trovare spazi e ora un’offerta da Milano, che ambirebbe ad ospitare un’idea così unica e rara. La proposta è arrivata dalla bocca del Presidente della Fipav Lombardia, Adriano Pucci Mossotti, che ha proposto al museo gli spazi del Centro Federale Pavesi di Milano, a fianco della foresteria del Club Italia, centro per i talenti del volley femminile. E se i dirigenti modenesi gridano allo scandalo, l’offerta che suona come una minaccia è servita a muovere la situazione e a costringere le parti in gioco a fissare un appuntamento per fare il punto della situazione.

La diva spagnola Penelope Cruz diventa una statua di cera: la scultura, che ha richiesto sei mesi di lavorazione, ha fatto il suo esordio nel museo delle cere di Parigi.


pubblicato da Libero Quotidiano

Se Penelope Cruz diventa una statua di cera

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