093013297 c313fb84 10f8 4c69 8dfd 8dc0a02c057e

Si è pentito il boss Nicolino Grande Aracri, il Buscetta della ‘ndrangheta

BOLOGNA. Il boss della ‘ndrangheta Nicolino Grande Aracri sta collaborando con la giustizia. La notizia trova conferma in ambienti giudiziari che parlano “di inizio di un percorso ancora tutto da sviluppare”. La cautela dei magistrati antimafia è comprensibile perchè si tratta ora di capire le reali intenzioni del boss dei cutresi che per almeno 20 anni ha comandato le diramazioni della cosche in Emilia Romagna, Veneto e Lombardia. Il clan dei Grande Aracri, in Emilia Romagna, è considerato eleggi di più…

144204645 e91960ee ccf2 4004 9b67 bf39c9d915a1

Maxi inchiesta ‘ndrangheta in Toscana: tra gli indagati anche il capo di gabinetto di Giani e un consigliere regionale Pd

I fanghi e le ceneri della combustione dei rifiuti prodotti dal distretto del cuoio di Santa Croce sull’Arno (Pisa) usati come materiale per costruire il quinto lotto della Strada regionale 429, tra Empoli e Castelfiorentino. Oltre 8 mila tonnellate di scarti altamente inquinanti, ricchi di cromo e altri metalli pesanti, sottratti alle procedure di smaltimento previste dalla legge con un risparmio di oltre 20 milioni di euro. È uno dei filoni principali dell’operazione che questa mattina haleggi di più…

175249417 b4639839 a2c1 474e 877b 16f3f38188ef

‘Ndrangheta: arrestato a Lisbona il boss Pelle, tra i 30 latitanti più pericolosi

In sedia a rotelle, ufficialmente malato, ma capace di farsi ombra e sparire. A quasi due anni dall’impensabile fuga dal suo appartamento milanese, Ciccio Pakistan – al secolo, Francesco Pelle, condannato all’ergastolo per la faida di San Luca – fra i primi 30 latitanti più pericolosi è stato catturato.  
Gli investigatori, coordinati dal procuratore aggiunto di Reggio Calabria, Giuseppe Lombardo lo hanno scovato nel reparto Covid di una clinica privata in Portogallo, secondo le primleggi di più…

071614886 d55d3112 588d 409d b3bc d4c6c793a439

‘Ndrangheta, le mani dei clan sull’Asp di Reggio Calabria: 14 arresti

Iniziano ad avere un nome un volto gli uomini che per i clan hanno cannibalizzato l’Asp di Reggio Calabria, due anni fa sciolta per mafia. Su richiesta della procura di Reggio Calabria guidata da Giovanni Bombardieri, questa mattina all’alba i carabinieri del Ros hanno arrestato 14 persone, tutte a vario titolo accusate associazione di tipo mafioso, concorso esterno in associazione di tipo mafioso, associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, corruzione, trasferimento fraudolento dleggi di più…

151008218 01511f02 9532 4092 a6f4 65d2aa2e9481

Scene dal maxiprocesso alla ‘ndrangheta

LAMEZIA TERME (Catanzaro). Gli imputati sono quasi tutti maschi, ma in questa storia pesano le donne. Le madri che prendono il posto degli arrestati, ordinano fedeltà e invocano vendetta. Quelle che leggono lo stesso loro destino nel futuro dei figli e vogliono scappare. Le mogli che ripudiano il marito pentito, a volte per terrore, a volte per convinzione. Dall’altra parte, Annamaria Frustaci, pm della Direzione antimafia. In mezzo, un collegio giudicante al femminile: Brigida Cavasino, Claudileggi di più…

104549309 3e96d3db f3b3 4880 9e03 5d931d0374d3

‘Ndrangheta, in amministrazione giudiziaria società di navigazione Caronte

REGGIO CALABRIA – È la più grande azienda dello Stretto per fatturato e numero di dipendenti, ma per anni, se non decenni, ha finito per agevolare i clan con subappalti, commesse, assunzioni a richiesta. Per questo motivo la Caronte & Tourist, holding del mare che si occupa in regime di monopolio del traghettamento privato tra le sponde calabresi e siciliane dello Stretto, è da oggi in amministrazione giudiziaria.  
Il provvedimento, chiesto e ottenuto dalla procura antimafia di Giovannileggi di più…

Ndrangheta stragista le motivazioni della sentenza Cosi i clan trovarono i loro referenti in Forza Italia

‘Ndrangheta stragista, le motivazioni della sentenza: “Così i clan trovarono i loro referenti in Forza Italia”

La ‘Ndrangheta ha partecipato da protagonista alla stagione delle stragi continentali degli anni Novanta. E quegli anni di bombe e attentati non sono state semplicemente una violenta ritorsione dei clan siciliani contro arresti e processi di boss, ma un progetto politico-eversivo teso ad identificare “nuovi e più affidabili referenti politici disposti a scendere a patti con la mafia, che furono individuati nel neopartito Forza Italia di Silvio Berlusconi” e che “lascia intravedere il coinvolgimleggi di più…

Blitz anti ‘ndrangheta indagato lUdc Cesa. I pm e il terminale dei boss crotonesi

Blitz anti ‘ndrangheta: indagato l’Udc Cesa. I pm: è il terminale dei boss crotonesi

Gli hanno suonato a casa quando a stento era l’alba. “La Dia, aprite”. In mano un avviso di garanzia e l’ordine di perquisire tutto, sequestrare ogni carta, ogni appunto, ogni device potenzialmente utile all’indagine. Corteggiato per giorni dai pontieri del premier Conte, il boccino della maggioranza assoluta in mano e un ruolo da “costruttore” rifiutato all’ultimo minuto, Lorenzo Cesa torna a conquistare le cronache. Ma per l’ennesima volta da indagato. La quinta – che si sappia – dopo essere ileggi di più…

Blitz in Calabria contro la Ndrangheta perquisita la casa romana dellUdc Cesa

Blitz in Calabria contro la ‘Ndrangheta, perquisita la casa romana dell’Udc Cesa

Politici, imprenditori, boss di primo livello. E fra gli indagati anche il segretario dell’Udc Lorenzo Cesa, la cui casa romana è stata perquisita e passata al setaccio questa mattina dagli uomini della Dia di Maurizio Vallone. È una maxi-operazione da decine di arresti quella eseguita oggi su tutto il territorio nazionale su richiesta della procura antimafia di Catanzaro guidata da Nicola Gratteri e per ordine del giudice. In manette sono finiti maggiori esponenti delle ‘ndrine tra le pileggi di più…

Ndrangheta 49 arresti in tutta Italia ai domiciliari il sindaco di Rosarno

‘Ndrangheta, 49 arresti in tutta Italia: ai domiciliari il sindaco di Rosarno

Nuovo colpo alla ‘Ndrangheta della Piana di Gioia Tauro. Su richiesta della procura antimafia e per ordine del Tribunale,  in manette sono finite 49 persone direttamente o indirettamente legate al clan Pisano, i “Diavoli” di Rosarno riusciti a mettere radici anche a Battipaglia, in Campania, o ai Longo, di Polistena. Tra gli arrestati c’è anche il sindaco di Rosarno, Giuseppe Idà, dell’Udc, finito ai domiciliari con l’accusa di scambio elettorale politico mafioso. 
Per i magistrati, Idà, cleggi di più…