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Nobel

“A caldo” si era deciso che a ritirare il Premio Nobel per la pace attribuito all’Unione europea sarebbero andati il presidente della Commissione Manuel Barroso, quello del Consiglio Herman Van Rompuy e quello del Parlamento Martin Schultz. Invece, la platea dei premiati sia più vasta. Ed è notizia di oggi che in Norvegia andrà, il prossimo 10 dicembre, anche il presidente del Consiglio italiano Mario Monti. Sono 18 i leader europei che hanno accettato l’invito alla cerimonia di consegna. Sei invece hanno rifiutato. Il premier britannico David Cameron guida la lista dei sei assenti, della quale fanno parte anche il premier svedese Fredrik Reinfeldt e il presidente ceco Vaclav Klaus, noto euroscettico. Il Cancelliere tedesco Angela Merkel e il presidente francese Francois Hollande hanno invece annunciato la loro partecipazione.

E’ stata lanciata ieri la campagna italiana per la candidatura al Premio Nobel per la Pace di Malala Yousufzai, la ragazza pakistana di 15 anni che lo scorso 9 ottobre è stata gravemente ferita da un colpo di pistola alla testa per aver difeso il diritto allo studio delle ragazze nel suo paese. La petizione richiede ai leader dei maggiori partiti presenti nel Parlamento Italiano – che hanno la possibilità di presentare candidature per il Nobel – di sostenere Malala.

Change.org ha finora raccolto globalmente più di 100.000 firme in Canada, Inghilterra, Francia e Germania da inviare ai rappresentanti politici. 

Il premio Nobel per la pace è stato assegnato quest’anno all’Unione europea.

La motivazione sono i sessant’anni di contributo alla pace, alla riconciliazione, alla democrazia e ai diritti umani in Europa.

Ne sono orgoglioso e penso che sia stata una scelta saggia e tempestiva. Pensavo anche che quello che avevano sentito i membri del comitato per il Nobel lo sentissero, come me, molti, moltissimi europei. Invece, una volta arrivata la notizia alla stampa, c’è stata la corsa all’elenco dei motivi per cui l’Ue non avrebbe dovuto ricevere questo prestigioso riconoscimento (purtroppo anche sul Fatto – uno dei pochi articoli in positivo l’ho trovato sul Washington Post).

“L’immaginazione è più importante della conoscenza. La conoscenza è limitata, mentre l’immaginazione abbraccia il mondo, stimolando il progresso e facendo nascere l’evoluzione”. Parola di Albert Einstein, fisico, premio Nobel. Si ispira a questa massima il festival della Scienza di Genova. Immaginazione come antidoto alla banalità, coraggio di intraprendere nuove sfide, differenza, personalità, libertà: la manifestazione, dal 25 ottobre al 4 novembre, festeggia la sua decima edizione dedicandola all’immaginazione, appunto.

I responsabili dell’Unione europea preparano l’ennesimo summit di Bruxelles tra l’autocelebrazione per la loro rinnovata abilità di combattere la crisi del debito e la vittoria del premio Nobel per la pace. L’unione bancaria potrebbe non essere operativa fino al 2014, secondo il Presidente della Banca centrale europea Mario Draghi. La legge di stabilità approvata dal Consiglio dei Ministri si rivela una questione complicata che finisce per premiare le fasce più agiate.

Ospite in collegamento: Stefano Cordero di Montezemolo – Direttore scientifico della European School of Economics da Milano: “La Tobin tax dimostra la volontà di concentramento sui grandi poteri istituzionali mentre abbiamo bisogno anche di una democrazia finanziaria e di moltiplicare gli operatori sul mercato dei capitali, senza una convergenza di tutte le piazze si ottiene l’effetto di indirizzare i flussi di denaro verso chi non introduce simili tassazioni”.

Del premio Nobel per l’Economia 2012 ricorderemo quattro cose, tre piccole e una grande.

Le tre piccole sono:

1- La meravigliosa battuta del primo vincitore, Alvin Roth, 61 anni, docente alla Harvard University di Boston: “Adesso i miei studenti staranno più attenti a lezione”. Roth meriterebbe il Nobel per l’arte di non prendersi sul serio, che andrebbe urgentemente istituito.

2 – L’età del secondo vincitore, Lloyd Shapley, professore di Los Angeles: 89 anni. Lo premiano per preziosi contributi scientifici che ha offerto al mondo alcuni decenni fa. Ha fatto la cosa giusta quando era il tempo, il grosso dell’umanità lo viene a sapere adesso, ha avuto la fortuna di vivere abbastanza a lungo da godersi il riconoscimento, e possiamo festeggiarlo ringraziandolo di non averci angustiato con polemiche sulla rottamazione.

Fa discutere gli europeisti, il Nobel per la Pace all’Unione europea: un po’ perché anche chi crede nell’integrazione e le riconosce il merito della pace più lunga mai vissuta dal Continente, trova che il momento non sia stato scelto bene; e un po’ perché c’è il rovello di chi il premio andrà a ritirarlo a Oslo il 10 dicembre. Si profila un ingorgo istituzionale tra i presidenti del Consiglio europeo Herman van Rompuy, della Commissione europea Manuel Barroso e del Parlamento europeo Martin Schulz, senza contare la responsabile della politica estera dell’Unione Lady Ashton e senza neppure citare quelli di turno del Consiglio dell’Ue, addirittura il presidente o il premier cipriota.

Di Roth e Shapley la teoria delle locazioni stabili e l’algoritmo per analizzare il funzionamento dei mercati. Il nome del premio deriva per dal cognome di un industriale svedese conosciuto per avere inventato la dinamite.

pubblicato da Wallstreet Italia
Link articolo:

Nobel Economia a due americani per i piani di mercato

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Il premio Nobel all’economia è stato assegnato ad Alvin Roth e Lloyd Shapley, entrambi americani.

tovato su: Il Fatto Quotidiano

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Sabato mattina entro in una libreria di Roma. La prima cosa a cui faccio caso è che lo scaffale principale, quello di fronte all’ingresso, è quasi interamente dedicato a un solo autore. Due giorni prima l’Accademia di Svezia ha assegnato il Nobel per la letteratura a Mo Yan, eppure i libri che occupano lo scaffale principale di questa libreria non sono stati scritti da Mo Yan, bensì da Murakami Haruki.

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