Raccolta News di Economia e Finanza aggiornate in tempo reale

norvegese

 

L’esplosione è terrificante. Ad un anno e mezzo dall‘attentato di Oslo e dalla strage di Utoya, la tv pubblica norvegese, Nrk, ha diffuso un video che mostra l’esplosione del Regjeringskvartalet, il quartier generale del governo a Oslo, al di fuori dell’ufficio del Primo Ministro Jens Stoltenberg e altri edifici governativi. Poco prima, Anders Behring Breivik aveva piazzato la bomba parcheggiando un furgone proprio sotto i portici di uno degli ingressi del palazzo. In quel 22 luglio del 2011 nell’attentato di Oslo perdono la vita 8 persone. Le immagini sono state catturate dalle telecamere di sorveglianza: c’è il furgone bianco parcheggiato ai piedi della torre che ospita gli uffici del primo ministro e l’estremista di estrema destra che con una uniforme indosso, con tanto di casco antisommossa si allontana. Poi prenderà un’altra auto e scapperà. Dopo l’attentato Breivik raggiungerà  l’isola di Utoya dove aprirà il fuoco sui ragazzi riuniti ad un raduno di giovani laburisti. Moriranno altre 69 persone. Per l’attentato e per la strage sull’isola Breivik è stato condannato alla pena massima del codice penale norvegese:21 anni di reclusione.

 

Anders Behring Breivik, l’autore delle stragi di Oslo e Utoya in cui morirono 77 persone, ha scritto una lettera alle autorità penitenziarie del suo Paese per protestare contro il trattamento ricevuto in carcere parlando addirittura di una violazione dei suoi diritti umani.

La denuncia – Nella lettera, che risale ad alcune settimane fa, di cui ha dato notizia il giornale Vg citando il suo avvocato Tord Jordet, Breivik denuncia che l’esser stato completamente isolato stia violando la legge norvegese, la Convenzione Europea dei Diritti umani e la Convenzione contro la Tortura dell’Onu. Pur non trovandosi in regime di isolamento, il 33enne estremista norvegese è l’unico detenuto sottoposto a un regime di massima sicurezza nel carcere di Ila, a ovest di Oslo. 

La detenzione – Di fatto Breivik vive da 15 mesi completamente isolato e i suoi contatti con altre persone sono limitati a quei pochi minuti al giorno in cui vede i secondini. L’uomo rimane solo sia durante l’ora d’aria in cui può uscire in un patio, sia quando si trova nelle tre celle a sua disposizione. Breivik si è anche lamentato perché da mesi non può ricevere e spedire corrispondenza, cosa che gli impedirebbe di rivolgersi ai suoi seguaci in quella che considera “una privazione della sua libertà di espressione”.

Il tribunale di Oslo ha dichiarato Anders Behing Brevik, reo confesso della strage di Utoya e Oslo in cui la scorsa estate sono state uccise 77 persone, sano di mente. E lo ha condannato a 21 anni di prigione, sentenza massima permessa dalla legge norvegese.

La condanna era quella che era stata auspicata dallo stesso imputato che aveva dichiarato che avrebbe fatto ricorso se fosse stato dichiarato non sano di mente. In questo caso sarebbe stato internato in un ospedale psichiatrico a vita. Anche per quanto riguarda la pena detentiva, anche se la pena massima è di 21 anni, la legge norvegese permette che, una volta terminata la pena, il condannato rimanga in carcere se si dimostra la sua pericolosità.

Si tratta di una delle quattro versioni dipinte dal pittore norvegese. E anche del prezzo mai pagato in precedenza per un’opera d’arte. Dodici minuti di suspense nell’evento organizzato da Sotheby’s.

pubblicato da Wallstreet Italia
Link articolo:

Asta da record, "Urlo" di Munch venduto per 120 milioni

Notizie del italia, economia, notizie italia

Quotidiani

Il Denaro, Il Fatto Quotidiano, Libero Quotidiano

Un’altra tragedia sconvolge il mondo dello sport professionistico. Il campione mondiale dei 100 metri rana di nuoto, il norvegese Alexander Dale Oen, è morto in seguito a un arresto cardiaco: avrebbe compiuto 27 anni a fine maggio. Ad annunciarlo è stata la federazione nuoto del suo Paese. Il giovane atleta si trovava a Flagstaff, in Arizona, per una serie di allenamenti in quota, dove stava recuperando da un infortunio alla spalla. E’ stato trovato riverso nel pavimento del bagno ieri sera poco prima delle 5 italiane di stamani dal compagno di stanza che aveva bussato senza ricevere risposta. Sono scattati i soccorsi del medico della nazionale, l’ambulanza è arrivata dopo 6 minuti, ma Oen è stato dichiarato morto poco dopo in ospedale. Nella mattinata di ieri aveva anche giocato a golf e sembrava non avere alcun problema. Poco prima del malore aveva parlato con la famiglia in Norvegia via skype. “Siamo tutti sotto shock” ha dichiarato il tecnico Petter Loevberg. “Il nostro pensiero va alla sua famiglia che ha perso Alexander troppo presto”.

Sarà la giornata della “verità” di Anders Behring Breivik, l’autore delle stragi del 22 luglio scorso a Oslo e sulla vicina isola di Utoya (nell’eccidio morirono 77 persone). Oggi è tornato in tribunale e appena è rientrato in aula l’estremista di destra ha replicato quanto ha fatto ieri: stesso saluto e stesso sguardo impassibile. Breivik ha salutato i presenti levando il braccio teso davanti a sé, il pugno stretto: un gesto vagamente esoterico, caro agli ambienti filo-nazisti, che egli stesso nel proprio memoriale on line aveva definito “il saluto dell’Ordine dei Cavalieri Templari”, la fantomatica organizzazione xenofoba e anti-islamica alla quale sostiene di appartenere. Poi, sicuro di sé, un lampo di follia negli occhi di ghiaccio, il giovane si è girato verso la platea, offrendosi ostentatamente ai flash dei fotografi che lo bersagliavano di scatti.

Archivi