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L'instancabile Sallusti e la sua nuova petizione: tu da che parte stai?

 

Barbara "Gollum" Guerra e il suo "caro", disinteressato tributo al ragionier Spinelli

Formigoni ha deciso che è il momento di crescere

La pagina dei sostenitori di Giorgia Meloni alle primarie del Pdl. Orgia on my mind (Elio e Le Storie Tese)

 

Le paure di Daniela Santanchè. E di Pinuccio

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Alla fiera di Rho un’infinita esposizione di motociclette da competizione e da strada. Un’occasione  per provare l’emozione della velocità e per guardare anche oltre le..curve.


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A Milano parte Eicma il salone delle due ruote

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Le preghiere di milioni di telespettatori sono state esaudite. Raisport ha deciso di sostituire il telecronista ufficiale della Nazionale, Bruno Gentili, con Stefano Bizzotto. Il passaggio di consegne avverrà domani sera in occasione dell’amichevole Italia-Francia in programma a Parma. La partita sarà commentata in coppia da entrambi i telecronisti “per rispetto della grande professionalità di Gentili”, fanno sapere laconicamente i vertici di Raisport. Poi, a febbraio, in occasione di Olanda-Italia, Bizzotto diventerà la voce unica degli azzurri. E così sarà fino almeno a Brasile 2014. Per il direttore di Raisport, Eugenio De Paoli, è una scelta di prospettiva, operata “nel segno della continuità e della valorizzazione della testata”, proprio in vista della kermesse mondiale. Resta però l’impressione di una bocciatura per Gentili, uno dei telecronisti meno amati della storia della Nazionale.

Roma, 13 nov. (Adnkronos)- Parte oggi a Roma “Obiettivo Antartide”, la mostra promossa dall’Enea e realizzata con la collaborazione del Museo Nazionale dell’Antartide e del National Geographic Italia, che racconta i 28 anni della presenza italiana nel Continente di ghiaccio attraverso foto, filmati e reperti scientifici. “La Mostra -spiega l’Enea- costituisce l’occasione per dare visibilita’ al patrimonio di conoscenze e di esperienze, da cui emerge l’appassionata partecipazione e la dedizione delle persone che hanno collaborato con il Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (Pnra) in tutti questi anni”. (FOTO)

Accanto alle foto scattate dal fotografo Paul Nicklen, ospitato dal Pnra, per conto del National Geographic Magazine, a ‘Obiettivo Antartide’ sara’ esposta una raccolta di foto storiche sulle prime avventurose spedizioni e la mostra sara’ l’occasione, inoltre, per ammirare una selezionata e preziosa collezione di meteoriti, fossili e rocce raccolti dai ricercatori in Antartide.

Domenica, inoltre, il Teatro Eliseo, in collaborazione con l’Associazione Suono e Immagine Onlus, organizza un concerto per piano e violino a cui potranno assistere in diretta i tecnici e i ricercatori della 28° campagna che si trovano presso la base italo francese “Concordia” tramite collegamento skype con l’Eliseo. La mostra rimarra’ aperta fino al 16 dicembre prossimo.

In occasione dello sciopero generale di 4 ore dei lavoratori pubblici e privati, in programma per il 14 novembre, sono previsti numerosi disagi nel settore dei trasporti. L’agitazione è stata indetta in concomitanza con la giornata di mobilitazione europea promossa dalla Ces.

Queste le modalità e gli orari dello sciopero dei trasporti secondo quanto diffuso dal Ministero dei Trasporti:

  • Treni e navi traghetto FS: dalle 14 alle 18
  • Trasporto Marittimo: 4 ore di ritardo nella partenza delle navi
  • Attività Portuali: 4 ore per turno
  • Merci, circolazione e sicurezza stradale: ultime 4 ore della prestazione lavorativa

Riporto le splendide e umane parole che mi inviò il grande poeta Mario Luzi. Fu il suo no al razzismo in occasione del mio evento “Uno spazio per il rispetto”.

Ho desiderato talvolta di mutare specie,
non essere più uomo e neanche animale.

Non ho mai avuto il rifiuto per una parte
Qualsiasi dell’umanità. 

La differenza è meravigliosa e anche troppo
Facilmente parificabile.

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Rimini, 7 nov. – (Adnkronos) – La produzione di rifiuti urbani in Italia cresce più del pil e dei consumi. Il metodo di smaltimento preferito è la discarica e ci sono 10 regioni, dalla Liguria alla Sicilia, che mandano in discarica più del 60% dei rifiuti urbani. Ci sono invece in Europa sei Paesi a discarica zero o quasi zero che hanno tassi di riciclo pari al 60%. L’Italia ha un recupero di materiali del solo 33%, dato questo che indica che c’è un grande spazio per la green economy. Lo rileva il Rapporto “Green Economy per uscire dalle due crisi”, realizzato dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile in collaborazione con l’Enea e presentato in occasione degli Stati Generali della Green Economy, presentato oggi in occasione di Ecomondo.

Nelle regioni italiane dove è più spinta la raccolta differenziata, è minore il costo di smaltimento dei rifiuti: in Lombardia con il 47% di raccolta differenziata si è speso 24,65 centesimi di euro per gestire un chilogrammo di rifiuti; in Veneto con il 56,2% di raccolta differenziata 25,88 centesimi; nel Lazio invece con il 17,8% di raccolta differenziata 31,84 centesimi; in Sicilia con il 7,1%, 29,83 centesimi al chilogrammo. Gli occupati totali nella gestione dei rifiuti in Italia sono circa 120.000.

Lo definirono “sistema Moggi”, l’hanno rievocato due settimane or sono in occasione della partita Catania-Juventus coloro che così lo definirono nel 2006, l’hanno rievocato  perché la squadra bianconera ha usufruito di due errori madornali dell’arbitro tali da farla uscire vittoriosa in  una gara che stava mettendosi male. Eppure Moggi adesso segue il calcio da semplice opinionista, non fa più parte degli operatori di settore. L’hanno rievocato ancor di più nella partita successiva Juventus-Inter perché la Juventus ha usufruito di un gol in fuorigioco e di una mancata espulsione di un suo difensore. Addirittura Stramalcioni, ancor prima di scendere in campo , aveva già dichiarato che gli scudetti non erano trenta, come dicono a Torino: evidentemente il ragazzo era più preoccupato di fare la recita (prima di pensare alla partita) che evidentemente ogni interista deve imparare a memoria, quasi fosse una specie di sortilegio. Moratti poi ha fatto il resto, nelle dichiarazioni del dopo gara, paventando il timore di essere ritornati indietro nel tempo, al 2006, vedeva in tutto questo “la storia delle due società”. Giusto quindi affermare anche in questa occasione che Moggi non fa più parte del calcio attivo, lo segue da opinionista scrivendo sulle pagine di questo giornale. Ed è di oggi la dichiarazione di Abete “ho apprezzato Moratti per i toni e le precisazioni, la ferita di calciopoli avrà bisogno di anni per essere rimarginata”. E meno male che sono state considerate pacate  le dichiarazioni di Moratti, d’altra parte il nostro Presidente Federale ha fatto anche di peggio prescrivendo con millimetrica precisione le malefatte interiste quando, ad esempio, Palazzi ha accusato l’Inter di illecito sportivo perciò passibile di retrocessione, o quando, trafugando  documenti alla motorizzazione di Latina per una patente falsa che doveva servire  a fare un passaporto falso (Recoba), venne comminata alla società nerazzurra una semplice multarella in luogo di una retrocessione come prevedevano i regolamenti  mentre un suo dirigente dovette patteggiare  davanti al Giudice  Ordinario. E pensare che gli interisti riuscirono a reclamare il famoso rigore su Ronaldo, neppure sfiorò loro la mente che potevano essere retrocessi e al posto dell’Inter poteva esserci un’altra squadra in quella partita.

Il sistema Moggi è stato confuso anche con la politica, al tempo del Ministro Pisanu, quando questi, in occasione della morte di Papa Wojtyla, mi chiese un parere sul da farsi. A parte che non era una decisione che poteva prendere il Ministro, ma di pertinenza di Lega e Federazione,mi limitai a rispondere che sarebbe stato opportuno rinviare di un giorno le gare, essendo le 20 del sabato, con le squadre in trasferta che avevano già raggiunto la destinazione (la Juve già a Firenze). Per questo sono stato accusato di commistione con la politica. Si viene successivamente a scoprire una intercettazione (dimenticata..) dell’allora Presidente di Lega nonché V.Pres. del Milan, Galliani,che parlando con i suoi dice” quei figli di.. Moggi e Capello volevano far slittare la partita di un giorno, ma io l’ho fatta slittare di una settimana così potremo recuperare Kakà (infortunato) per la partita di Siena e questa telefonata, come da intercettazione, ebbe modo di sentirla anche Costacurta che allora era ancora in attività: Alla faccia…      

Per sistema si deve intendere il modo comportamentale, regolato nel calcio dalla “clausola compromissoria “ che coinvolge tutte le società affiliate  alla FIGC a 360 °.        

E’ stato tutto bypassato, senza darne spiegazione, la Juve fu messa (o si volle mettere) all’angolo, i suoi dirigenti mandati al massacro. Se gli arbitri dal 2006 a tutt’oggi ne hanno combinate di tutte e di più, in quantità industriale, se la Juve ha goduto di errori arbitrali a favore  in quest’ultime partite, se Moggi non fa più parte del mondo del calcio e quindi non può più essere additato come colpevole, se i processi sportivi hanno detto che il campionato 2004-05 era regolare, nessuna partita alterata, se il processo ordinario  ha detto che il campionato visionato e il relativo sorteggio erano regolari, viene spontaneo concludere che il sistema Moggi (Juventus) non è mai esistito, visto quello che sta succedendo adesso, era stato ideato da chi aveva interesse a dare in pasto all’opinione pubblica quei dirigenti e quella società che da tempo stavano dominando, non per combine, bensì per scelte intelligenti. E adesso che la Juve è tornata a far paura, ecco subito le difese di chi non sa operare, intese a paventare chissà quale complotto.

Per concludere Moratti dice, e non poteva essere diversamente, che la giustizia sportiva non va toccata, sta bene così. Ci mancherebbe altro presidente, dovrebbe però spiegare  all’opinione pubblica perché offese la persona del Procuratore  dr.Palazzi, quando questi ebbi l’ardire di additare la sua società di Illecito sportivo.

Prendo a prestito alcune frasi di Epifani di JU29RO.

Se per aver schierato a lungo un giocatore extracomunitario con un passaporto comunitario falso avessi ricevuto come sanzione una multarella

Se, nonostante questa multarella, che comunque fa curriculum, e nonostante il dirigente preposto abbia patteggiato in sede penale, mi fosse stato gentilmente concesso uno scudetto  mai vinto per premiare la mia indiscussa limpidezza morale

Se avessi realizzato plusvalenze fittizie scambiando a prezzi esorbitanti calciatori sconosciuti pur di rattoppare alla meno peggio il bilancio e l’avessi fatta franca

Se avessi fatto finta di vendere il marchio della mia società,sempre per i motivi di cui sopra, e la COVISOC guidata da quello che mi ha dato lo scudetto avesse chiuso un occhio e mezzo

Se avessi spiato arbitri, dirigenti sportivi, procuratori, calciatori e la Procura avesse archiviato  per sopraggiunta prescrizione

Se  già nelle informative di Calciopoli  ci fossero tracce di un mio coinvolgimento ma nessun fascicolo fosse stato aperto dalla giustizia sportiva per far interrompere il decorrere della prescrizione, nonostante nella relazione di Borrelli si facesse esplicito riferimento a indagini che sarebbero dovute andare avanti

Se le mie telefonate che in effetti c’erano ed erano peggiori di quelle per le quali altri sono stati radiati e sbattuti in serie B, fossero state prima ignorate dalla giustizia penale e poi lasciate nel cassetto da quella sportiva in attesa della solita prescrizione

Se una volta raggiunta l’agognata prescrizione, una relazione inutilmente dura avesse stabilito che per quelle telefonate avrei dovuto essere giudicato duramente..ma purtroppo si era fatto tardi

Se invece di ringraziare tutti i Palazzi del mondo avessi per questo lanciato accuse pesantissime verso gli organi di giustizia sportiva senza che nessuno le ritenesse meritevoli di deferimento, ma semmai rientranti nel..giusto diritto di critica

Se nemmeno tutto ciò fosse stato ritenuto sufficiente  per strapparmi dalla bacheca quello scudetto di cartone  che avevo preteso a titolo di risarcimento

Se per aver trattato l’acquisto di due calciatori con un soggetto inibito,violando quindi il regolamento, me la fossi cavata con una breve squalifica

Se , in buona sostanza , in fondo a tutte le mie magagne arrivasse sempre una provvidenziale distrazione, una legge ad hoc, una prescrizione o una incompetenza a salvarmi il c..

Se per dare risonanza mediatica ad una inchiesta che coinvolge solo pesci piccoli servisse un nome importante ma quel nome non riguarderà mai la mia squadra nonostante spunti mai approfonditi

Se le cose ,in qualche parte del mondo,fossero andate veramente così, anch’io avrei fiducia nella giustizia sportiva e mai nella vita mi sognerei di dire che debba essere non dico rivoluzionata, ma nemmeno cambiata o riformata. Certo, avendo  di fronte un “sistema” così giusto qualche volta avrei avuto voglia di rinunciare alla prescrizione per farmi giudicare, ma non lo avrei fatto (e a malincuore) solo per non oberarlo inutilmente di ulteriore lavoro. Anch’io, infatti, penserei che il vero problema della giustizia sportiva sia la grande mole di lavoro che la opprime, come quel personaggio di un film di Benigni che elencava i vari problemi della Sicilia: l’Etna, la siccità, ma soprattutto..il traffico

Ecco Paris Hilton mascherata da supereroe in occasione della festa di Halloween. L’ereditiera era in compagnia del suo fidanzato, River Viiperi, vestito da Halloween.


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Paris Hilton, super eroe in tacchi a spillo

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«Vorrei crescesse ancora tanto, ci sono un sacco di cose da fare, in futuro. Mi sembra che il nuovo presidente, Malanca, mi voglia bene. E’ importante: io sono sensibile, in questo senso.” Così, in una recente intervista sulla Gazzetta di Parma, il Rettore della Scuola Internazionale di Cucina Italiana, Marchesi, a proposito di Alma. L’occasione è la consegna della Laurea Honoris Causa al grande chef. Bòn. Sorprende questa dichiarazione d’amore improvviso per l’attuale Presidente dell’Ascom Enzo Malanca, insediato da poche settimane anche alla presidenza della Reggia di Colorno, sede della scuola. Poco importa, anzi meno, che il Presidente uscente Albino Ivardi Ganapini sia uno dei “padri” di Alma, che dalla nascita e per dieci anni abbia guidato, assieme a uno staff eccellente, un orgoglio e un successo tutti italiani. Importa così poco che Marchesi non ritiene doverlo citare, ma l’omissione è forzata come solo un sassolino tolto dalla scarpa sa essere, voilà.

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