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omicidio

largo-giorgio-ambrosolilargo-giorgio-ambrosoliSapevo da tempo, l’intitolazione era infatti avvenuta durante le precedenti amministrazioni, della dedica di una piazza all’interno della villa Paganini, piccolo e bel parco pubblico sulla via Nomentana a Roma a Giorgio Ambrosoli, l’eroe borghese che non si era piegato ai poteri collusi con la malavita internazionale. Solo due giorni fa ho potuto vedere che i viali del giardino sono dedicati a illustri uomini che hanno combattuto anche a prezzo della loro vita la malavita organizzata.

Il primo viale che si incontra è dedicato a Massimo D’Antona ucciso nel 1999 dalle Brigate Rosse.

Rimane a Palermo, per la parte che riguarda l’omicidio dell’eurodeputato dc e leader della corrente andreotttiana in Sicilia, Salvo Lima, il procedimento sulla trattativa Stato-mafia. Lo ha deciso il gup Piergiorgio Morosini, che ha letto, nell’aula della Corte d’assise del palazzo di giustizia di Palermo, l’ordinanza sulla questione della competenza, messa in dubbio dalle eccezioni dei difensori di 10 dei 12 imputati. Per le rimanenti imputazioni (attentato con violenza o minaccia a corpo politico, amministrativo o legislativo dello Stato) il gup deve ancora leggere l’ordinanza.

Ha sparato dalla finestra di casa per mettere in fuga i ladri che stavano tentando un furto nel suo negozio, al piano terra della stessa villetta dove vive. Ne ha colpito uno alle spalle, uccidendolo, e ora è accusato di omicidio volontario. Angelo Cerioli, commerciante di Caravaggio, provincia di Bergamo, ha raccontato al pm di aver sparato per mettere in fuga i malviventi, il suo legale sostiene la tesi della legittima difesa, ma sulla sua posizione pesa il proiettile entrato alle spalle della vittima, un cittadino romeno di 43 anni, mentre si stava già allontanando dalla villetta. L’uomo è stato colpito mentre stava già scappando.

Giustizia privata – Erano le 3 del mattino quando Cerioli si è svegliato sentendo la vetrina del proprio negozio andare in frantumi. Due uomini (Dimitru Baciu, già denunciato per furto, in seguito raggiunto dal colpo sparato dal commerciante, e un altro individuo poi dileguatosi) stavano spaccando la vetrata con una mazza rubata da da un giardino poco distante. Cerioli, vittima negli ultimi tempi di una rapina e di altri due furti, era in casa con la moglie e le due figlie. Ha preso la propria calibro 38 e aperto il fuoco dalla finestra di casa. In attesa del risultato dell’autopsia sul corpo della vittima, il sindaco di Caravaggio, Giuseppe Prevedini (Lega), si spende in difesa di Cerioli: “E’ un episodio che non giustifichiamo – dice – ma che possiamo capire come è nato. Troppi autori di reati rimangono impuniti e le vittime finiscono per essere esasperate”. 

Giovanni Vantaggiato processato con giudizio immediato. E’ la richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Lecce per l’imprenditore 68enne di Copertino, reo confesso dell’attentato alla scuola Morvillo di Brindisi, nel quale il 19 maggio perse la vita la studentessa sedicenne Melissa Bassi. Lo ha annunciato il procuratore della Repubblica di Lecce Cataldo Motta. Il giudizio immediato è stato chiesto al gip Ines Casciaro dal sostituto procuratore Guglielmo Cataldi che ha coordinato l’inchiesta sull’attentato.

 

Avrebbe provato a soffocare l’amante stringendogli la testa tra i seni. Una donna tedesca del Nordreno-Westfalia, 33 anni, è finita a processo con l’accusa di tentato omicidio: stando a quanto riportato dal suo accusatore, un avvocato di 34 anni, il supplizio sarebbe stato quello del soffocomanto tra le mammelle nel corso di un amplesso. L’imputata non nega la circostanza, ma rigetta l’accusa: “Si è trattato solo di un incidente”.

Il racconto – “Stavamo facendo sesso, con lei a cavalcioni sopra di me – è la versione della vittima riportata dal giornale scandalistico Bild -, e io le stavo baciando il grosso seno. Poi all’improvviso lei ha tenuto premuta la mia testa con tutta la forza contro il suo seno, tentando – aggiunge – di soffocarmi. Solo per miracolo sono riuscito a liberarmi – conlcude – con le mie ultime forze”. L’avvocato, divincolatosi dall’amante, sarebbe scappato per poi denunciare l’accaduto alla polizia. L’imputata nega l’intento omicida. Ma il suo ex amante sostiene di conoscere anche il movente: “Ha tentato di uccidermi e me lo ha confermato al telefono. Quando le ho chiesto il perché – conclude – mi ha detto: ‘Tesoro, volevo solo renderti la morte più dolce possibile”.

 


pubblicato da Libero Quotidiano

Napoli, i baci al camorrista arrestato per duplice omicidio

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E’ stato arrestato perché considerato tra i responsabili di un duplice omicidio di camorra nel giugno 2004, ma il suo passaggio dalla caserma Pastrengo di Napoli diventa una sfilata, tra baci e abbracci di parenti e amici. Otto anni fa, stando alle indagini della Direzione distrettuale anitmafia, insieme ad altri quattro affiliati al clan Lo Russo, avrebbe fatto parte del gruppo di fuoco che uccise Salvatore Manzo, boss del clan rivale degli Stabile, mentre veniva trasferito in ambulanza dall’ospedale Cardarelli a una clinica privata. Sulla strada rimase anche un 39enne che faceva da scorta al camorrista, rimasto gravemente ferito nella sparatoria e morto pochi giorni dopo per le ferite. Oggi, a più di otto anni di distanza, per lui scattano le manette. Ma il trasferimento in carcere diventa una festa.

Omicidio in strada a Roma. La vittima è un uomo, probabilmente nomade, ucciso con diversi colpi di pistola in via Val d’Ala, nel quartiere Prati Fiscali. Gli aggressori sono scappati a bordo di un’auto. Le indagini sono affidate ai carabinieri.

tovato su: Il Fatto Quotidiano

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Guai giudiziari per Martine Aubry, l’ex leader del partito socialista francese, che in serata è stata iscritta nel registro degli indagati per omicidio colposo, nel quadro di una indagine sull’uso dell’amianto in Francia. Una tegola pesante sulla carriera politica di colei che molti vedevano come una possibile sostituta di Jean Marc-Ayrault, l’attuale premier socialista, a picco nei sondaggi. Ad annunciare la decisione del tribunale di Parigi, è stata la stessa Aubry, dopo sette ore e mezzo di interrogatorio al polo della salute pubblica del tribunale di Parigi.

“Questa non è lotta politica. E’ premeditato omicidio politico”. Antonio Di Pietro alza i toni, dal suo blog, a proposito delle voci di un ormai prossimo scioglimento dell’Italia dei Valori. “Esattamente ciò che avevo denunciato anche giorni addietro in una mia accorata intervista su Il Fatto quotidiano, allorché dissi che alcune mirate calunnie stavano facendo morire il partito. Mi viene davvero voglia di urlare una volta per tutte: e mo’ basta con tutte queste sciocchezze”, aggiunge l’ex pm che si dice “ben conscio che i signori della disinformazione e del killeraggio politico si devono liberare dell’Italia dei Valori prima delle prossime elezioni nazionali”. Per il leader Idv “il motivo è semplice e banale: sanno che non siamo disponibili a squallidi inciuci e compromessi inaccettabili e quindi vorrebbero semplicemente evitare che Idv possa tornare ancora una volta in Parlamento”.

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