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Via libera del Bundestag tedesco al terzo pacchetto di aiuti per la Grecia. Il Parlamento lo ha approvato ad ampia maggioranza, anche col sostegno dei partiti di opposizione Spd e Verdi. Le misure di agevolazioni dovrebbero consentire al debito greco di scendere al 124% del Pil nel 2020. Prima del voto è intervenuto il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble, il quale ha chiesto il voto a favore sull’aiuto economico ai parlamentari, ribadendo che ”resta il principio delle condizioni per la Grecia: per Atene è possibile avere delle concessioni solo se porta avanti le riforme passo dopo passo in modo coerente”. 

Aiuterebbe a risolvere i problemi sia all’America sia all’Unione Europea. Martin Shulz rilancia le discussioni con il vice presidente Usa Joe Biden. Superata l’opposizione delle case automobilistiche nipponiche.

pubblicato da Wallstreet Italia
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Ue punta a trattato di libero scambio con Usa e Giappone

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Viva Crozza, perché, nella puntata di Ballaró, ha citato la parola proibita F35, i cacciabombardieri che l’ammiraglio De Paola vuole acquistare, a tutti i costi, costi quel che costi! L’argomento, salvo le consuete eccezioni, tra le quali Il Fatto Quotidiano, è sparito dalla agenda politica e mediatica.

Si tratta di un tema sgradito allo spirito dei tempi, irrita il partito trasversale della spesa militare, qualsiasi opposizione, politica e sociale, viene liquidata con fastidio, bollata come “manifestazioni di spirito antinazionale tipico di un pacifismo fuori dal tempo”.

george sabrageorge sabraE’ un cristiano, George Sabra, il nuovo presidente del Consiglio Nazionale Siriano, la piattaforma principale d’opposizione della rivoluzione siriana. Sabra è stato arrestato nel 1987 durante una retata dei servizi a una riunione di partito alla quale aveva preso parte e ha trascorso otto anni in prigione.

La scelta di Sabra come nuovo leader del Consiglio è una decisione importante e matura, che va a rispondere alla dialettica del regime di Assad e di una parte dei commentatori, anche nostrani, che vedono solo fondamentalisti in Siria. L’elezione di un cristiano, come capo di una opposizione a maggioranza sunnita, è volta specialmente a rassicurare i cristiani in Siria e a invogliarli a divenire, ancora di più, parte del cambiamento. Inoltre, questa nomina da molti attesa, si traduce da subito come un chiaro avvertimento a quegli elementi integralisti che vorrebbero appropriarsi della rivoluzione siriana.

Non si ferma la violenza in Siria. E’ di oltre 80 morti il bilancio dell’ennesima giornata di bombe e attacchi. I bombardamenti governativi sulle roccaforti della rivolta hanno ammazzato oltre trenta persone e tra queste si contano anche una donna e un bambino. Secondo i comitati di coordinamento locali, che riuniscono i residenti delle località colpite e solidali con la rivolta, le vittime potrebbero essere 31 e di questi almeno nove membri di un’intera famiglia nella regione settentrionale di Raqqa. Altri dieci uccisi nella regione di Damasco, nove in quella di Idlib e due in quella di Aleppo. Una rispettivamente nelle regioni di Deir az Zor e Homs. Poco fa, i comitati di coordinamento di Kfar Nabl (Idlib) hanno documentato con un filmato amatoriale (www.youtube.com/watch?v=G-do4UrRcuM) i devastanti effetti di un bombardamento aereo che ha colpito il centro cittadino danneggiando pesantemente abitazioni civili e negozi e uccidendo un numero imprecisato di persone. Nel video – la cui autenticità non può essere verificata in maniera indipendente – si vedono almeno quattro corpi di persone, due dei quali appaiono senza vita.

La tv di stato siriana ha annunciato che, per decreto presidenziale, è stata promulgata un’amnistia per i crimini commessi nel paese prima del 23 ottobre 2012. Secondo quanto riferisce l’iraniana Press tv, il provvedimento a non riguarda i crimini di “terrorismo” – la definizione usata di solito dal governo siriano per indicare i gruppi armati dell’opposizione antigovernativa – e non si applica a chi è ancora ricercato, mentre – aggiunge Press tv – chi si arrende e consegna le armi sarà perdonato. I gruppi dell’opposizione però hanno già respinto l’amnistia.

Nemmeno il tempo di sedersi sui banchi dell’opposizione in consiglio comunale, che già il Pd perde un pezzo. E non un pezzo qualunque. Ad andarsene da Parma e dal municipio per tre mesi, stipendiato però dalla Provincia, sarà il capogruppo Nicola Dall’Olio. Era stato proprio lui che, forte del record di preferenze ottenute alle primarie di centrosinistra, dopo la disfatta del candidato Vincenzo Bernazzoli contro il sindaco Federico Pizzarotti aveva invocato un cambiamento nel partito, facendosene portavoce e rappresentante. Tutti si aspettavano che a guidare il gruppo dei consiglieri di minoranza nel parlamentino sarebbe stato Massimo Iotti, esperto oppositore dai tempi del sindaco Pietro Vignali insieme all’ex capogruppo Giorgio Pagliari. E invece a spuntarla era stato Dall’Olio. Che ora però, dopo due conferenze stampa e poco più di cinque sedute di consiglio e relative commissioni, già fa le valigie, destinazione Bruxelles.

La pietra tombale sul termine legalità l’ha posta il buon consigliere regionale Fiorito, affermando che lui ha agito nella legalità. Dal par suo, l’intera opposizione, ha ribadito di avere speso i soldi nella legalità. Ora Fiorito, probabilmente, sarà condannato e l’opposizione no. Ma la sostanza è che entrambi hanno violentato il senso di giustizia del cittadino.

Ecco a cosa è ridotta la parola legalità che, se non coniugata con la parola equità, perde senso e sostanza.

La blogger cubana Yoani Sanchez, simbolo dell’opposizione al regime castrista che in Italia scrive per Internazionale, è stata arrestata a Bayamo, nella regione orientale di L’Havana, Cuba, insieme al marito giornalista Reinaldo Escobar e ad altri militanti. 

Il piano – Secondo quanto riferito dal sito Cuba Encuentro, la Sanchez e la sua squadra volevano organizzare uno show mediatico per protestare contro il processo al cittadino spagnolo Angel Francisco Carromero Barrios, membro del movimento dei giovani del Partito popolare (conservatore), al potere a Madrid, accusato della morte dei dissidenti Oswaldo Paya e Harold Cepero, avvenuta lo scorso 22 luglio in seguito ad un incidente d’auto. Il giornalista cubano Garcia Ginarte ha scritto su Twitter che la collega aveva in mente di compiere azioni illegali per disturbare il processo.

 

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