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“Mi rivolgo ai lavoratori e alle lavoratrici: nessuna conquista vi è stata regalata. Avete lottato e sostenuto duri sacrifici perché vi siete trovati contro il grande padronato, le destre, i governi della Democrazia cristiana. Per ogni lotta è stata decisiva la presenza e l’azione del Partito comunista: dare voti alle destre significherebbe compromettere le conquiste raggiunte e rendere più aspre le lotte per nuovi miglioramenti che sono necessari. Dare più voti al Pci significa creare le condizioni per nuove avanzate della classe operaia, dei braccianti, dei contadini, degli impiegati, dei tecnici, del popolo del Mezzogiorno, dei pensionati. Ai pensionati la Dc ha saputo solo promettere aumenti di poche decine di lire. I pensionati sanno che l’avanzata del Pci può garantire la soddisfazione della loro aspirazione che non è quella di ricevere elemosine, ma aver diritto a una vecchiaia serena.”

Parliamo di Lada, Trabant, Dacia e Skoda: quattro marchi storici che motorizzarono il popolo del blocco comunista prima della caduta del muro, riscuotendo un discreto successo nell’Est europeo.

pubblicato da Wallstreet Italia
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Le auto dell'Est prima della caduta del Muro

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Quotidiani

Il Denaro, Il Fatto Quotidiano, Libero Quotidiano

Mentre da Parigi il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano traccia la strada alla riproposizione dell’esperienza governativa del premier, il capogruppo del Pd alla Camera Dario Franceschini interviene in aula contro “questa rappresentazione forzata di un parlamento ozioso e un governo virtuoso”. E chiarisce che “alle prossime elezioni la parola tornerà a cittadini, finirà la transizione e chiunque vinca sarà un nuovo inizio per la democrazia italiana che vogliamo torni a essere orgogliosa delle proprie istituzioni repubblicane a cominciare dal Parlamento”. Parole accolte dall’ovazione dei colleghi in aula.

Il Popolo della Libertà ha definito un primo calendario di svolgimento delle elezioni primarie. Non ci sarà un’unica data nazionale, ma le elezioni avverranno in quattro momenti diversi, a seconda della regione. Questi gli appuntamenti: il 16 dicembre in Lombardia, Lazio e Molise; il 20 gennaio in Piemonte, Valle D’Aosta, Toscana, Umbria e Puglia; il 27 gennaio in Veneto, Sardegna, Marche, Emilia Romagna e Campania; il 3 febbraio in Friuli Venezia Giulia, Liguria, Basilicata, Sicilia, Calabria, Trentino Alto Adige e Abruzzo.

Le date sono emerse al termine di una riunione avvenuta oggi tra i coordinatori regionali del Popolo della Libertà, il segretario Angelino Alfano, i coordinatori nazionali Ignazio La Russa e Denis Verdini e il responsabile dell’organizzazione Maurizio Lupi.

Minacce a Silvia Deaglio, figlia del ministro del Lavoro Elsa Fornero e dell’economista Mario Deaglio. Una busta gialla, senza mittente e con un francobollo francese, è stata recapitata all’Università di Torino, dove Silvia Deaglio, 38 anni, è docente di genetica. Il plico, secondo quanto riportato dalla cronaca torinese di ‘Repubblica’, conteneva un foglio bianco di formato A4 su cui era incollato una foto con un ritaglio del presidente del Consiglio Mario Monti insieme al ministro Fornero. Poco più in basso la scritta “Quando arriverà il furore del popolo saranno c…. amari”. La notizia è stata confermata dai carabinieri, che indagano per risalire ai responsabili dell’intimidazione. 

Si avvicinano le primarie per scegliere il candidato premier del Pdl. Per la prima volta il partito fondato da Silvio Berlusconi chiede ai suoi elettori di scegliere il proprio leader. Da quando l’ex presidente del consiglio ha annunciato che non correrà alle politiche, nel Popolo delle libertà scalpitano per dimostrare quanto il partito sia diventato democratico al suo interno. 
Ma la paura che serpeggia tra i big è quella di un flop. C’è il rischio cioè che le urne rimangano semivuote confermando la sensazione che il Popolo delle Libertà senza il suo fondatore non ha ragione d’essere. 
Da qui, la decisione di stilare delle norme che regolino la votazione per evitare che le primarie diventino un’opportunità di visibilità per chi non ne avrebbe nel corso della campagna elettorale vera e propria, come sostenuto da Ignazio La Russa.

Dovrà restare in carcere  Domenico Zambetti, l’ex assessore regionale della Lombardia arrestato su richiesta della Direzione distrettuale anti mafia di Milano. La decisione è del Tribunale del Riesame di Milano che ha rigettato il ricorso della difesa che aveva chiesto la scarcerazione. Il politico Pdl si trova  in carcere dal 10 ottobre con le accuse di voto di scambio, corruzione e concorso esterno in associazione mafiosa. L’ex assessore regionale lombardo è infatti accusato di aver comprato voti della ‘ndrangheta.

Nell’agosto 2008 mi trovavo per caso a Denver durante la Convenzione democratica. Ricordo una simpatica e movimentata kermesse nel corso della quale il popolo statunitense dette il meglio di sé, che non è poco. Un giovane agit-prop democratico mi si avvicinò e, compreso che ero europeo, mi tesse on the spot un sincero elogio del nostro continente. Non so se, a soli quattro anni di distanza, meriterei in quanto europeo tante lodi, alla luce della pessima figura fatta dall’Europa germanocentrica e schiavizzata dal pareggio di bilancio di fronte alla crisi. 

 

di Maurizio Belpietro

C’è uno schema che dentro il Pdl è diventato più importante di un programma. La prima volta che l’ho visto lo aveva tra le mani Angelino Alfano: due linee incrociate su un foglio, con annotate di fianco alcune parole. Martedì sera lo ha poi lasciato in un ristorante di Montecatini lo stesso Silvio Berlusconi, il quale lo ha personalmente disegnato su un tovagliolo del locale in cui ha cenato. È probabile che nei prossimi giorni lo si ritrovi anche altrove, magari sulle scrivanie dei colonnelli del Popolo della libertà, ai quali verrà affidato come se fosse una bussola, affinché si orientino meglio. Ma che cosa rappresenta il misterioso schema? Facile rispondere: si tratta delle  linee guida della prossima campagna elettorale, che secondo i vertici del centrodestra si dovrà muovere su quelle direttrici. In pratica, è il disegno di un piano cartesiano, con l’asse delle ascisse e quello delle ordinate. Il primo corrisponde al pulito e allo sporco, mentre lungo l’asse delle seconde si muovono il nuovo e il vecchio. Sono queste secondo i capi del Pdl le parole chiave con cui si conquisteranno  gli elettori. Chi si presenta come vecchio perde e chi non ha un’immagine pulita è morto e sepolto. Non so chi per primo abbia disegnato lo schema, se Alfano o Berlusconi. Però pare che sia l’uno che l’altro abbiano ben chiare le parole con cui dovranno convincere gli italiani.

A qualche lettore forse tutto ciò potrà sembrare un gioco o magari una perdita di tempo. Sta di fatto che con questo trucchetto un tipo come Matteo Renzi, che fino a prima sembrava un ragazzo dell’oratorio, ha fatto fuori due vecchie lenze ex comuniste come D’Alema e Veltroni, i quali sono stati rottamati proprio perché sono apparsi troppo vecchi. E non in senso anagrafico, ma vecchi perché da tempo sulla scena. In Sicilia uno come Grillo, che pure giovane non è, ha vinto presentandosi come nuovo e con le mani pulite, lontano da ogni scandalo politico e senza compromissione alcuna, non essendo paragonabile a nessuno degli attori consumati che da anni recitano nel teatrino della politica. Il comico ha soddisfatto entrambi i requisiti richiesti dagli elettori, i quali al momento appaiono poco interessati a sapere se tra una battuta e l’altra egli sappia anche governare. Non è tanto come guiderà il Paese che interessa, ma piuttosto che lo guidi senza avere le mani lerce e senza alcuna responsabilità con il passato. 

Tutto ciò forse potrà apparire un po’ limitato, se non addirittura pericoloso per il Paese: un conto è amministrare un comune come Parma, o essere il primo partito in Sicilia, e un altro è far funzionare una nazione di 60 milioni di italiani. Vero, ma questo è ciò che richiede al momento il mercato della politica. E, dopo gli scandali Fiorito e Zambetti, forse non a torto. Risultato: Angelino Alfano e Silvio Berlusconi provano ad attrezzarsi, orientando il timone per cogliere il vento del cambiamento, evitando di esserne travolti e mandati a fondo. Basterà lo schemino a salvarli e a salvare il partito dei moderati? Personalmente nutro qualche dubbio, perché per presentarsi come nuovi e privi di ombre nel Popolo della libertà c’è da lavorare parecchio, usando senza risparmio la ramazza. Nel Pdl, oltre ad alcuni vecchi arnesi che risalgono al periodo neolitico della Prima Repubblica, ci sono anche qualche canaglia e un certo numero di dirigenti da troppo tempo chiacchierati. Lucidare le insegne per farle sembrare nuove o pulire le vetrine per fare apparire lindo il negozio dunque non può bastare: se si vuole dare un’immagine nuova e rompere con il passato c’è bisogno di una disinfestazione vera, che non risparmi nessuno. Avranno la forza Berlusconi e Alfano di andare fino in fondo? Di mettere in pratica senza esitazioni ciò che disegnano sui tovaglioli e sui fogli volanti di un dopo pranzo? Io mi auguro di sì, ma purtroppo nutro poca speranza. Temo anzi che, per darsi una patina di novità senza dover far strage di onorevoli, alla fine i due si lascino tentare dall’idea di appoggiare Monti per l’eternità, trasformandolo nel candidato del centrodestra. Il che sarebbe una sciagura. Non tanto per il Pdl, che magari potrebbe perfino guadagnare qualche punto percentuale nei sondaggi, ma per il Paese, il quale sarebbe condannato ad una lenta agonia, la stessa che ci accompagna da un anno. Per cui, cari amici del Popolo della libertà, se questa è la prospettiva, se Monti è il nuovo, beh, preferiamo tenerci il vecchio. Però almeno portatevi via lo sporco. 

 

no monti dayno monti dayLe politiche del governo Monti stanno facendo male al Paese. 

Il No Monti Day che si è svolto ieri a Roma rappresenta un primo importante passo nell’aggregazione di un fronte compatto popolare che dica un no definitivo a scelte che vogliono far pagare la crisi a chi già è al limite della sopravvivenza, lasciando intatti i privilegi di una élite ristretta.

Questo è infatti il senso del governo Monti.

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