Raccolta News di Economia e Finanza aggiornate in tempo reale

Prima

Il cosa. Qualche tempo fa, due giorni prima della sentenza sul caso Mediaset, un mio amico del Pd mi scrive un sms: “Berlusconi si ritira”. Lo chiamo. “Ma figurati, non ci credo – gli rispondo dato che da sempre sostengo l’impossibilità in natura di questo fatto – chi te l’ha detto?”. “Deve farlo per forza – risponde col tono di chi ti ha messo in buca – lo ha detto lui stesso in tv”. Ed ecco squadernati in due sms diciott’anni di rapporto fra Berlusconi e PD e, come corollario, diciott’anni di noi a vedere il PD perdere l’imperdibile.

E’ Bolzano la città italiana in cui si vive meglio. E’ quanto risulta dalla annuale ricerca sulla Qualità della vita del Sole 24 ore. La città altoatesina si piazza al primo posto nella classifica 2012, la 23esima, togliendo il primato a Bologna, prima nel 2011 e scivolata al decimo posto quest’anno. Al secondo e terzo posto Siena e Trento, non una sorpresa visto che frequentemente si sono trovate tra le prime posizioni. Completano la top ten Rimini, Trieste, Parma, Belluno, Ravenna, Aosta e, come detto prima, Bologna, tutte presenze costanti anche in passato.

L’emittente televisiva Abc e il suo editore, Ilaria Sbressa, hanno denunciato Report. Il servizio di Sigfrido Ranucci e Giorgio Mottola dedicato alla Banca popolare di Milano andato in onda domenica 18 novembre viene definito come ”un attacco diffamatorio senza precedenti”. La Sbressa accusa la redazione anche di “ricettazione” per aver mandato in onda un video che è stato rubato da casa sua. Sono state già depositate alla procura della repubblica di Roma due “querele con una richiesta di risarcimento di danni, stimati in 35 milioni di euro, nei confronti di Milena Gabanelli, Sigfrido Ranucci e Giorgio Mottola, nonché dei più alti vertici della Rai”.


pubblicato da Libero Quotidiano

Secondo voi cambieranno il "Porcellum" prima del voto?

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Non sa ancora se ricandidarsi per le prossime elezioni, ma se lo farà sarà “per difendersi”. Anzi, anche adesso Marcello Dell’Utri sostiene di essere in Parlamento “per legittima difesa”. Non è certo la prima volta: già due anni fa, in un’intervista al Fatto Quotidiano, Dell’Utri aveva dichiarato: “Sono un politico per legittima difesa. A me della politica non frega niente. Mi difendo con la politica, sono costretto. Quando nel 1994 si fondò Forza Italia e si fecero le prime elezioni, le candidature le feci io: non mi sono candidato perché non avevo interesse a fare il deputato”.

La pubblicazione della prima pagina web in assoluto risale al 13 novembre 1990. Il merito è di Tim Berners-Lee, l’uomo che grazie all’intuizione del World Wide Web ha cambiato le nostre abitudini e gli stili di vita a livello globale: dallo shopping a Facebook e Twitter

pubblicato da Wallstreet Italia
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Tecnologia, 22 anni fa veniva pubblicata la prima pagina internet

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Mentre ci si avvia al giro di boa, tre notizie dal Festival di Roma. 

Prima la cattiva: sabato sera una trentina di persone è rimasta fuori, con regolare biglietto in mano, dalla proiezione di A Walk in the Park di Amos Poe (Teatro Studio, ore 19.15). Avevano, ribadiamo, regolare biglietto, ma qualcosa è andato storto, e per loro il film è saltato: “Siamo all’aeroporto, si fa overbooking?”, una voce nel coro. Ma non è finita. Ressa nel foyer dell’Auditorium, con gli esclusi che reclamavano almeno il rimborso, ma a intervenire non sono state le maschere del Festival, bensì dei poliziotti in borghese. Calca, parapiglia e una signora portata fuori di peso da due agenti: s’è beccata una denuncia per millantato credito…

Cosimo D’Amato fornì per la   prima volta il tritolo per le stragi mafiose nell’aprile del 1992,  circa un mese prima dell’attentato di Capaci in cui morirono il   giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti   della scorta. E’ questo quanto è stato emerso dalle indagini che  hanno portato all’arresto dell’ex pescatore di Santa Flavia, un  piccolo centro sul mare di Palermo Cosimo D’Amato avrebbe fornito   circa 800 kg di tritolo utilizzati poi per le stragi mafiose da Capaci  fino al fallito attentato dell’Olimpico del gennaio 1994. Dalle risultanze delle varie indagini e dalle perizie è stato calcolato che  complessivamente per le stragi mafiose del ’92-’93 fu utilizzato fra  1.280 e 1.340 kg di tritolo.

 Il pentito Ancora una volta nel corso di queste indagini le dichiarazioni del collaboratore di giustizia   Gaspare Spatuzza sono state fortemente riscontrate”. Lo ha detto il   procuratore capo di Firenze, Giuseppe Quattrocchi a proposito   dell’arresto che ha portato in carcere Cosimo D’Amato, l’uomo che   fornì l’esplosivo per le stragi mafiose del 1992-93.    Grazie ai riscontri fatti in base alle dichiarazioni di Spatuzza  è stato individuato il luogo in cui lo stesso D’Amato custodiva   l’esplosivo e il luogo in cui avvenivano i prelevamenti del tritolo da  parte di cosa nostra per compiere le stragi. D’Amato depositava il   tritolo estratto dalle bombe inesplose della seconda guerra mondiale   in alcuni magazzini di sua proprietà a Porticello, una località del   comune di Santa Flavia in provincia di Palermo.

I Tg Rai di prima serata hanno dato spazio a Matteo Renzi solo per il 10% del tempo assegnato complessivamente ai candidati alle primarie di centrosinistra. Lo dice in veste di candidato alle primarie del centrosinistra Matteo Renzi nelle sue E-news, la sua newsletter. “Il 60% dello spazio dedicato ai candidati alle Primarie va a Bersani, circa il 30% a Vendola. Io sto sotto al 10%”, scrive Renzi il cui staff ha monitorato i Tg dal 17 ottobre al 6 novembre.“Ma va bene lo stesso. Nessun vittimismo, sia chiaro: ma – dice il rottamatore – se guardo i numeri rimango senza parole”.

 

Barack Obama è stato confermato presidente degli Stati Uniti d’America. La notizia arriva alle 5.16 ore italiane, quando il presidente democratico uscente scrive su Twitter agli elettori: “E’ a causa vostra, grazie!”. Poi il discorso nella sua Chicago, dove agli Stati Uniti spiega che “il meglio deve ancora venire” (guarda il video del discorso di Obama. Guarda le foto del discorso di Obama). Si è di fatto conclusa così una notte di incertezza solo iniziale, perché col passare delle ore il vantaggio di Obama sul repubblicano Mitt Romney è andato via via crescendo superando abbondantemente la quota minima di 270 grandi elettori. Dal testa a testa iniziale, un too close to callper dirlo all’americana, si è approdati al trionfo democratico che rischia assomiglia al cappotto. Alta l’affluenza, intorno al 60%: Obama è riuscito ancora a pescare nel serbatoio di immigrati e disoccupati. In America ha vinto la paura del cambiamento: Barack si è aggiudicato altri quattro anni di mandato, “four more years”, per dirla con le prime parole del presidente dopo la rielezione. Lo sfidante Romney, dopo aver posticipato il discorso in cui riconosceva la vittoria di Barack, ha incassato con stile: “Prego per Barack. Ora l’America superi le divisioni”.

I dati - Nelle prime ore dello spoglio sembrava profilarsi la vittoria nel voto popolare (il numero di voti raccolti in assoluto, ndr) per i repubblicani, che avrebbero conquistato la maggioranza alla Camera complicando non poco il governo di Obama. Ma con il procedere dello scrutinio Obama ha riconquistato terreno negli Stati dell’Ovest e soprattutto si sarebbe imposto negli stati in bilico come la Virginia e la Florida. Poco prima delle 9, ora italiana, con il 75% dei voti scrutinati Obama aveva raccolto 40mila preferenze in più. Viste le premesse eccezionale anche il risultato per quel che concerne i “grandi elettori”: sempre poco prima delle 9, Obama ne aveva raccolti 332 contro i 206 di Romney. Il “processo” al candidato mormone, sta per iniziare (guarda il video del discorso di Romney. Guarda le foto del discorso di Romney).

Usa 2012, Obama contro Romney: vai allo speciale di Liberoquotidiano

Lo spoglio: guarda la mappa, Stato per Stato
Con Obama trionfa la paura: il videoeditoriale di Pietro Senaldi 


Ohio e Florida - Nonostante tutto Mitt ha aspettato un’ora prima di concedere il discorso di ammissione della sconfitta al rieletto presidente. Girava tutto intorno allo stato dell’Ohio (che ha “assegnato” il titolo di presidente nelle ultime 12 competizioni elettorali), e a quello della Florida. E l’Ohio non si è smentito: prima i medi hanno assegnato i 18 grandi elettori a Obama, poi l’ufficializzazione del risultato. Per un “francobollo” la spunta Barack (50,1% contro il 48,2%).  Anche a causa dei dubbi su questo “stato ballerino” Romney rifiutava di riconoscere la vittoria dello sfidante e chiedeva tempo. Ma da ambienti repubblicani si sono poi diffuse le voci di un ritardo dovuto più all’orgoglio dello sconfitto deluso che alle effettive speranze di ribaltone. Anche in Florida testa a testa serratissimo: Obama si è preso lo Stato per uno 0,5% (49,8% contro il 49.3% di Romney).
I risultati Stato per Stato - I risultati parlano abbastanza chiaro. Ai democratici, con lo scrutinio che si avvia ormai alla conclusione, vanno Maine (56,3%), New Hampshire (52%), Vermont (67,1%), New York (62,7%%), Massachusetts (60,9%), Connecticut (57,2%), Rhode Islands (63,1%), New Jersey (57,9%), District of Columbia(91,4%), Pennsylvania (51,9%), Delaware (58,6%), Maryland (61,2%), Michigan (53,%), Wisconsin (52%), Minnesota (52,9%), Iowa (52,1%), Illinois (57,3%: è lo stato di Chicago, la città natale di Obama), New Mexico (52,9%), Nevada (52,3%), Washington (55,2%), Oregon 53,5%) e California (57,2%). Obama, insomma, trionfa nei suoi feudi (costa Est e costa Ovest) e conquista lo stato della grande industria automobilistica Usa, il Michigan, in ginocchio da 20 anni e tenuta in vita grazie all’iniezione di aiuti economici statali decisa dal presidente. Obama, come previsto, è nettamente avanti anche alle Hawaii, dove lo spoglio è iniziato dopo tutti gli altri Stati: all’inizio dello scrutinio il democratico veniva accreditato del 71,8 per cento. 
Gli swing states dicono Obama - Il leader democratico si aggiudica anche i testa a testa serratissimi. In Virginia Obama si è aggiudicato il 50,2% dei consensi contro il 48% di Romney, poi il Colorado (50,4% contro il 47,4%). Come detto, anche Florida e Ohio, per un francobollo sono andati a Barack Obama.

La consolazione di Romney - I repubblicani, dal canto loro, si confermano padroni negli stati del Sud e del Mid-West: si prendono West Virginia (62,2%), Nord Carolina (50,6%), Kentucky (60,5%), Tennessee (59,5%), Georgia (53,2%), Carolina del Sud (55,1%), Alabama (60,8%), Indiana (54,3%) Mississippi (55,4%),Louisiana (58,5%), Arkansas (60,5%), Missouri (53,8%), Texas (57,2%), Oklahoma (66,8%), Georgia (53,4%), Kansas (59,8%), Nebraska (60,5%), Sud Dakota(57,9%), Nord Dakota (58,5%), Wyoming (69,4%), Idaho (66,4%), Utah (72,7%: lo stato dei mormoni, come mormone è Romney, ovvio l’ampio successo), Arizona(55,3%), Montana (54,9%). Romney in netto vantaggio anche in Alaska, dove lo spoglio a causa del fuso orario è iniziato ore dopo: il candidato repubblicano raccoglieva il 56,6% dei consensi.
Problemi tecnici - Il voto, come previsto, è stato costellato da errori tecnici ed umani anche a causa della grande affluenza alle urne (oltre il 60%) che ha visto per esempio in alcune contee della Florida tenere aperti i seggi per 90 minuti oltre il previsto, per poter smaltire le file in attesa. In Ohio alcuni elettori hanno denunciato la presenza di macchine rotte ai seggi. Il rischio di irregolarità è alto e in caso di reclami si dovrebbe attendere fino al 17 novembre per il verdetto definitivo. Un dèjà-vu di quanto accaduto in Florida nel 2000, nello scontro tra George W. Bush e Al Gore finito a carte bollate. Stessi problemi dell’Ohio, guarda caso, proprio in Florida, ilSunshine state delle polemiche, mentre in un seggio della contea di Perry, in Pennsylvania, una macchina avrebbe assegnato il voto a Romney invertendo la reale preferenza per Obama. Considerando le migliaia di avvocati democratici e repubblicani sguinzagliati nei seggi di tutto il Paese per sorvegliare le operazioni di voto, saranno ancora ore caldissime. Un giorno, per avere il nuovo presidente degli Stati Uniti d’America, potrebbe non bastare.

 

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