Raccolta News di Economia e Finanza aggiornate in tempo reale

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La corsa verso l’alto delle emissioni di CO2 (anidride carbonica) non conosce tregua, e anche nel 2012 la loro produzione salirà, stavolta del 2,6%. Lorivela uno studio pubblicato su Nature Climate Change del Global Carbon Project, un network di scienziati, secondo cui l’obiettivo di tenere l’aumento della temperatura sotto i 2 gradi con le misure che si stanno discutendo a Doha è sempre meno probabile.

La crisi economica rende le famiglie italiane finanziariamente più vulnerabili e il 2012 è il quinto anno consecutivo di riduzione del reddito reale (che dal 2008 al 2011 era già sceso del 5%). Secondo i dati di un’indagine biennale di Bankitalia, resi noti dal vicedirettore generale Salvatore Rossi, nel 2010 il 3,6% delle famiglie italiane (poco meno di 900 mila nuclei) era gravata da un servizio del debito superiore al 30% del loro reddito. Tra queste le famiglie definite “vulnerabili”, cioè quelle del primo e del secondo quartile di reddito, erano pari all’1,4% del totale delle famiglie, le prime, e all’1%, le seconde (circa 350 mila e 250 mila nuclei rispettivamente). Secondo Rossi quest’anno “si profila una diminuzione anche più marcata di quella, del 2,5%, avutasi in occasione della recessione del 2009″.

Esco ora da un dibattito sulla violenza alle donne in consiglio regionale a Firenze e sono piena di progetti positivi e di ottimismo.

Primo: tra il foltissimo pubblico c’erano molte ragazze e molti ragazzi. Un 17enne ha preso la parola: sicuro, per nulla imbarazzato ci ha spiegato che questo problema lo riguarda e a scuola, Il Machiavelli, ci lavorano, discutono, sviscerano le problematiche sottese.

Secondo: Con me al tavolo dei relatori Riccardo Iacona che con piglio concreto ha presentato il suo libro “Se questi sono gli uomini”. E’ importantissimo che gli uomini comincino a parlare del tema del femminicidio, non per sentirsi in colpa ma al contrario, per iniziare un proficuo dialogo tra i generi, senza il quale non andremo da nessuna parte.

 

Gina Lollobrigida, diva fra le dive. Ha sfilato ieri sul red carpet delll’Auditorium Parco della Musical insieme alle vincitrici e volti resi famosi dal concorso di Miss Italia, dal 1957 al 2012. L’occasione è stata la proiezione nell’ambito del Festival di Roma, di “Storia di un ragazzo calabrese”, il docufilm di Simone di Maria, nato da un’idea di Nicola Pisu Mirigliani (figlio di Patrizia, ndr) su Enzo Mirigliani, storico patron del concorso. Fra le vincitrici a Miss Italia, c’erano Giusy Buscemi (incoronata quest’anno), Arianna David, Claudia Andreatti, Eleonora Pedron, Manila Nazzaro, mentre tra le partecipanti che hanno ‘sfondato’ Anna Falchi, Caterina Murino, Carmen Russo, Annalisa Minetti, Anna Safroncik, Elisa Isoardi. ”E’ un mondo di donne a tutto tondo, le nonne coi nipoti che dopo il concorso hanno scelto la famiglia, insieme a Miss italia o donne che non hanno vinto ma sono diventate famose – spiega Patrizia Mirigliani -. Mio padre merita quest’omaggio che permette di ricordare a poco più di un anno dalla scomparsa, un uomo che ha fatto grande il mondo delle donne, proponendo una bellezza ‘democratica’, della porta accanto. Era un uomo di una semplicità e una comunicativa enorme, garbato, si sente la sua mancanza”. Miss Italia, aggiunge ”negli anni si è  rinnovato, riuscendo sempre comunque a riflettere i cambiamenti della società e del mondo delle donne – spiega -. E’ una storia di bella Italia, un’Italia pulita”.

 

Via a un ampio rimpasto del team della sicurezza nazionale, dopo lo scandalo Petraeus. Quest’ultimo potrebbe essere sostituito da John O. Brennan, consulente responsabile delle attività contro il terrorismo della Casa Bianca.

pubblicato da Wallstreet Italia
Link articolo:

Obama pensa a John Kerry per la poltrona di segretario Difesa

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La recessione che continua, il Pil che cade ancora, la disoccupazione che aumenta e i consumi che si contraggono. Le previsioni a tinte fosche per quest’anno e per il 2013 sono dell’Istat. L’istituto di statistica, innanzitutto, vede un “rilevante incremento” del tasso di disoccupazione per quest’anno, al 10,6%. Mentre nel 2013 il tasso continuerebbe a salire raggiungendo l’11,4% “a causa del contrarsi dell’occupazione”, unito all’aumento dell’incidenza della disoccupazione di lunga durata. Quanto alla spesa privata per consumi dovrebbe registrare quest’anno una contrazione del 3,2%. Nel 2013, la spesa dei consumatori risulterebbe ancora in calo (-0,7%),per “le persistenti difficoltà sul mercato del lavoro e della debolezza dei redditi nominali”.

Mancano poco all’elezione del presidente degli Usa ed è già guerra di sondaggi. C’è chi dà l’attuale inquilino della Casa Bianca, Barack Obama, in lieve vantaggio in generale e chi vede Mitt Romney, lo sfidante repubblicano, sovrastarlo di alcuni punti in Florida: secondo i dati della ricerca di Tampa Bay Times-Miami Herald, Romney avrebbe il 51% delle preferenze contro il 45% di Obama.  Sulla parità, invece tra i due candidati, scommette Ipsos, che dà il presidente americano in vantaggio sul candidato repubblicano alla Casa Bianca di un solo punto: 47% a 46% tra i probabili elettori.  Testa a testa anche per un sondaggio Rasmussen con i due avversari entrambi al 48%. Lo sfidante repubblicano sembra ottimista: “Abbiamo fatto molta strada:abbiamo davanti a noi alcune lunghe giornate ma ci siamo quasi. La porta delle opportunità si sta aprendo e noi la stiamo per attraversare. Camminiamo insieme verso un posto migliore”. Romney risponde anche a una frase di Obama: “Votate per amore di questo paese non per vendetta”. 

Tredicesima più leggera: in arrivo brutte notizie per i lavoratori dipendenti italiani. Rispetto al 2011, rileva uno studio della Cgia di Mestre, un operaio specializzato con un reddito lordo annuo di poco superiore ai 20.600 euro si troverà con una tredicesima decurtata di 21 euro. Un impiegato, invece, con un imponibile Irpef annuo leggermente superiore ai 25.100 euro, perderà 24 euro. Un capo ufficio con un reddito lordo annuo di quasi 49.500 euro percepirà una tredicesima più leggera di 46 euro. 

Inflazione galoppante – Il motivo di questa decurtazione, secondo quanto spiega il segretario della Cgia di Mestre Giuseppe Bortolussi, è che quest’anno l’inflazione è cresciuta più del doppio rispetto agli aumenti retributivi medi maturati con i rinnovi contrattuali. Se nei primi 9 mesi di quest’anno il costo della vita è cresciuto del 3,1%, l’indice di rivalutazione contrattuale Istat è salito solo dell’1,4%. “Pertanto, nei primi 9 mesi di quest’anno, rispetto allo stesso periodo del 2011, il potere d’acquisto dei lavoratori dipendenti è   diminuito”, afferma Bortolussi. Dall’Ufficio studi della Cgia fanno notare che le retribuzioni del 2012 sono state ‘ritoccate’ all’insù grazie all’applicazione dell’indice di rivalutazione contrattuale Istat che è aumentato del +1,4%. Dopodichè, il valore delle tredicesime riferite al 2012 è stato deflazionato, utilizzando l’indice generale dei prezzi al consumo delle famiglie di operai e impiegati cresciuto, secondo l’Istat, del + 3,1 per cento. Non essendo ancora disponibile la variazione annua riferita a tutto il 2012, i due indici sono stati calcolati sulla base del confronto ottenuto tra i primi 9 mesi del 2012 e lo stesso periodo del 2011.

Possibili regali di Natale – “Sarebbe un bel regalo di Natale – prosegue Bortolussi – se il Governo detassasse una quota della tredicesima. E’ vero che le risorse sono poche, ma un taglio del 30% dell’Irpef potrebbe costare alle casse dello Stato tra i 2 e i 2,5 miliardi di euro”. ”Un mancato gettito – si sottolinea – che probabilmente potrebbe essere coperto attraverso un’attenta razionalizzazione della spesa pubblica. Per contenere ancor più la spesa – spiega Bortolussi – si potrebbe concentrare la detassazione solo sui redditi più bassi”. Secondo le stime effettuate dalla Cgia di Mestre, un eventuale taglio del 30% dell’Irpef che grava sulle tredicesime lascerebbe nelle tasche di un operaio 115 euro in più, 130 euro in quelle di un impiegato e oltre 315 euro in quelle di un capo ufficio.

Atto di disperazione delle banche spagnole. Soldi depositati in calo di 154 miliardi quest’anno. Istituti pronti a pagare interessi dell’8% per attirare capitali: sono percentuali insostenibili. Analisti: fondo ESM deve assumere controllo degli istituti greci.

pubblicato da Wallstreet Italia
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Guerra dei depositi in Spagna: capitali in fuga 620 volte sopra il 2011

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Martedì 6 novembre il voto per le presidenziali negli Stati Uniti. La sfida tra il democratico e uscente, Barack Obama, e il repubblicano Mitt Romney è più aperta che mai. Dopo l’iniziale svantaggio, il candidato conservatore ha man mano recuperato terreno. Barack resterebbe in lieve vantaggio, ma la partita è tutta da giocare. L’esito del voto dipenderà in gran parte da 12 Stati, che devono essere seguiti con particolare attenzione (signficativo notare che tutti gli stati “importanti”, nella tornata elettorale del 2008, fuorono conquistati da Obama). Di seguito ve li elenchiamo: una preve introduzione, quindi i dati diffusi da RealClearPolitics (un ente che fa una media di tutti i sondaggi relativi allo Stato) e, infine, i risultati delle elezioni 2008.

I ‘BIG THREE’
OHIO – 18 grandi elettori. E’ probabilmente il campo di battaglia cruciale, nessun repubblicano è mai entrato alla Casa Bianca senza averlo conquistato. RealClearPolitics (che fa una media di sondaggi): Obama avanti del 2,3%. Un sondaggio di NBC/WSJ/Marist, diffuso mercioledì 31 ottobre, dava a Obama 5 punti di vantaggio (50 a 45%). Nel 2008: Obama, 51%; McCain, 47%

FLORIDA – 29 grandi elettori. Il più grande degli Stati in bilico, il Sunshine State ebbe un ruolo di primo piano nel caotico post-voto del 2000; quest’anno molti hanno votato in anticipo, grazie all’early vote. RealClearPolitics: Rommey avanti del 12%.

VIRGINIA – 13 grandi elettori. Nel 2008 la Virginia tornò a votare democratico per la prima volta dal 1964. In effetti, il nord ricco e popoloso vicino a Washington continua ad essere Democratico, ma è battaglia nella zona attorno a Norfolk, dove ci sono alcune grandi basi militari e Romney potrebbe essere avvantaggiato. RealClearPolitics: Romney avanti dello 0,5%. Nel 2008: Obama 53%, McCain 46%.

GLI STATI IN BILICO
COLORADO – 9 grandi elettori. Popolato di recente dal flusso migratorio in arrivo dalla ‘liberal’ California, lo Stato montagnoso tradizionalmente Repubblicano è diventato progressivamente Democratico. Nel 2008 votò per Obama, ma il presidente uscente stavolta ha più difficoltà a convincere quello che fu il suo ‘mix’ vincente dell’epoca (donne, giovani e minoranze). RealClearPolitics: Obama avanti dello 0,5%. Nel 2008: Obama 53%, McCain 45%.

NEW HAMPSHIRE – 4 grandi elettori. Con la corsa così ravvicinata, anche il piccolissimo Stato, con una fama di elettori convintamente indipendenti, è stato gettonatissimo dai due candidati: Obama l’ha visitato 6 volte, Romney 8. L’ultimo sondaggio NBC/WSJ/Marist dà Obama in vantaggio, 49% a 47%. RealClearPolitics: Obama avanti dell’1%. Nel 2008: Obama al 54%, McCain al 49%.

IOWA – 6 grandi elettori. Nel cuore di Obama, che nel 2008 iniziò proprio dalla vittoria dei caucus in Iowa la sua corsa alla Casa Bianca, l’Iowa potrebbe andare quest’anno a Romney che ha appena ricevuto l’endorsement del suo quotidiano più importante (che nel 2008 aveva appoggiato Obama). RealClearPolitics: Obama avanti dell’1,2%. Nel 2008: Obama al 54%, McCain al 45%.

NEVADA – 6 grandi elettori. Piagato da un alto tasso di disoccupazione, il Nevada vede molti scontenti dell’amministrazione Obama che non avebbe fatto abbastanza per risollevare l’economia; per lui continuano a votare però gli immigrati. RealClearPolitics: Obama avanti del 2,4%.

NORTH CAROLINA – 15 grandi elettori. Tradizionale feudo repubblicano, nel 2008 Obama se lo aggiudicò per poche migliaia di voti. Quest’anno il presidente si è espresso a favore delle nozze gay, ma gli abitanti dello Stato hanno approvato un emendamento per vietarle. RealClearPolitics: Romney avanti del 3,8%. Nel 2008: Obama 50%, McCain, 49,5%.

WISCONSIN – 10 grandi elettori. Da sempre appannaggio dei Democratici, stavolta è in bilico, dopo una tumultuoso riconteggio dei voti sul governatore repubblicano che ha obbligato il Gop a un forte impegno elettorale; ed ha funzionato perché l’ampio margine di Obama si è assottigliato; tra l’altro il vice di Romney, Paul Ryan, è proprio del Badger State. RealClearPolitics: Obama avanti del 4%. Nel 2008: Obama al 56%, McCain al 42%

POTENZIALI SORPRESE
PENNSYLVANIA – 20 grandi elettori. Fino a sei settimane fa tranquillamente assegnato a Obama, ora sembra più incerto. Tra l’altro, nel 2010 la Pennsylvania ha eletto un governatore e un senatore Repubblicano. RealClearPolitics: Obama avanti del 4,6%. Nel 2008: Obama 55%, McCain 44%.

MICHIGAN – 16 grandi elettori. Non ha mai votato repubblicano dal 1988 e Obama è ancora largamente favorito anche se alcuni recenti sondaggi sembrano dare la corsa più incerta; il salvataggio di GM e Chrysler potrebbe essere il fattore decisivo. RealClearPolitics: Obama avanti del 3%. Nel 2008: Obama al 57%, McCain al 41%.

MINNESOTA – 10 grandi elettori. Non ha mai votato repubblicano, dalla vittoria a valanga del 1972 di Richard Nixon. Tradizionalmente “blu”, un sondaggio recente dava soli 3 punti di vantaggio a Obama. RealClearPolitics: Obama avanti di 5 punti. Nel 2008: Obama 54,1%; McCain, 43,8%.

(fonte: agenzia di stampa Agi)

 

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