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Red

Che sia uomo capace di sapersi inventare e reinventare lo ha dimostrato in un quarantennio degno da ping pong. Nel 1977, insieme al leader del movimento studentesco di Bologna, Bifo Berardi, fondò Radio Alice, la voce dell’Autonomia, quella di Toni Negri e Oreste Scalzone. Sulla via di San Patrignano venne folgorato da Vincenzo Muccioli e Letizia Moratti che, anni dopo, lo chiamò come consulente super remunerato, al Comune di Milano. Oggi Red Ronnie, all’anagrafe Gabriele Ansaloni, professione critico musicale, gestore del canale Roxy Bar Tv, è un renziano di ferro. Tanto che il suo rammarico è non poter votare. Non lo ha fatto né al primo turno e né potrà al ballottaggio: al concerto di Cesare Cremonini, una settimana fa, è caduto e si è rotto una costola con annesso riversamento pleurico, domenica scorsa era in ospedale e, oggi, la giustificazione via mail non è stata ammessa. È finito tra gli esclusi.

Sebastian Vettel è per la terza volta campione del mondo. Si mette dientro in classifica Fernando Alonso, battendo lo spagnolo della Ferrari per soli tre punti. Non basta alla Ferrari dello spagnolo il secondo posto nel Gran Premio del Brasile per ribaltare la classifica finale del Mondiale piloti: Vettel è campione, grazie al sesto posto finale nella gara conclusiva a Interlagos: chiude a 281 contro 279 di Alonso. L’ultimo gran premio della stagione ha visto i due piloti Ferrari sul podio. Fernando Alonso e Felipe Massa si sono piazzati al secondo e terzo posto dietro al vincitore della gara, il britannico Jenson Button su McLaren

Incidenti, pioggia e rimonte – Il gran premio del Brasile è un festival delle incertezze. La corsa è stata contrassegnata da una serie di colpi di scena dovuti soprattutto alle insidie della pista bagnata dalla pioggia intermittente. Nel giorno dell’addio definitivo di Michael Schumacher, il tedesco della scuderia da bere è il più giovane tricampione della storia della Formula 1, grazie al sesto posto conquistato a Interlagos. Quando i semafori rossi si spengono al Gran Premio del Brasile è subito colpo di scena: la Red Bull di Sebastian Vettel viene toccata e va in testa coda danneggiando il musetto, parte della vettura e finendo ultima. L’altro sfidante per il Mondiale, Alonso, è autore, invece, di una grande partenza catapultandosi dalla settima alla terza posizione: in testa alla gara la McLaren di Lewis Hamilton davanti al compagno di squadra Button. Non arriva l’atteso acquazzone, c’é solo una fastidiosa pioggerellina e i team decidono di cominciare con le gomme da asciutto. Ma dopo un po’ il cielo si fa improvvisamente nero e piove un po’ più forte: Alonso ha una incertezza in curva e si fa passare dalla Force India di Nico Hulkenberg che si prende la terza posizione lanciandosi all’inseguimento delle McLaren in testa alla corsa. Con il passare dei giri il tracciato è sempre più viscido e quasi tutti decidono di montare le intermedie da pioggia eccetto la McLaren di Button e la Force India di Hulkembreg: i due prendono il largo. Mentre Vettel risale in zona punti, Alonso è quarto dietro ad uno scatenato Hamilton che mette nel mirino il duo di testa. Tra frenate azzardate e tamponamenti si arriva a metà gara con la pista quasi asciutta e tutti decidono di rimettere le gomme lisce. A guidare la gara è ora Hulkenberg che soffia momentaneamente il primato a Button poco prima la neutralizzazione della gara a causa dei tanti detriti sul circuito di Interlagos. Entra la safety-car con il trenino di testa formato da Hulkenberg e Button davanti (i due ne approfittano per sostituire le gomme) seguito da Hamilton, Alonso e Vettel. Quando la gara riparte la Red Bull del leader del Mondiale, danneggiata al semaforo verde, sembra in difficoltà e viene passata dall’altra Rossa di un combattivo Massa. Dopo alcuni giri ricomincia a piovere e succede di tutto: Hamilton supera Button e in lotta per il comando della gara entra in collisione con la Force India di Hulkenberg. Ne fa le spese l’inglese che si ritira, mentre ‘Hulk’ viene punito con un drive through (passaggio obbligato in pit-lane) e perde diverse posizioni. Se ne avvantaggia la Ferrari con Alonso secondo davanti a Massa. Scatta una nuova girandola di pit-stop, al box Red Bull sbagliano e fanno fermare Vettel due volte facendogli perdere tempo prezioso. Per alcuni giri Alonso è virtualmente campione del mondo, ma il sogno dello spagnolo dura poco perché il tedesco della Red Bull si supera andandosi a prendere la posizione che gli serve (la sesta) per laurearsi il più giovane tricampione di sempre. Button va fino in fondo e alla bandiera a scacchi Alonso, secondo, non può che rimandare per soli tre punti l’appuntamento con il primo titolo su una vettura della scuderia di Maranello. Ora tocca lavorare per la prossima stagione e cercare per una volta di creare una macchina che dià continuità di prestazioni e che si metta dietro lattine e frecce d’argento per regalare a Maranello quel mondiale che dopo Raikkonen non ha più conosciuto il rosso Ferrari

All’ultimo respiro, al termine di una gara caotica e spettacolare sul circuito brasiliano di Interlagos, Sebastian Vettel al volante della Red Bull si laurea campione del mondo di F1, a soli 25 anni e per la terza stagione consecutiva. Con 281 punti, tre in più di Fernando Alonso, che partiva da -13 e arrivando secondo non riesce a realizzare il miracolo. Anche se tra pioggia battente, incidenti e pit stop sbagliati, per qualche giro l’impossibile è stato sul punto di realizzarsi. “Mi sento molto orgoglioso della stagione e della squadra. Non abbiamo perso qua in Brasile, ma in alcune corse dove abbiamo avuto un po’ di sfortuna. Ma è lo sport”, spiega Alonso nel dopo gara. Dove la sfortuna è un chiaro riferimento agli incidenti provocati dalle Lotus prima in Belgio, che l’hanno costretto ad abdicare dalla testa della classifica dopo sette gare al comando, e poi in Giappone.

Per la Ferrari sarà durissima nell’ultima e decisiva gara del Mondiale, il Gran Premio del Brasile. Fernando Alonso, infatti, partirà dall’ottava piazza, mentre il rivale in ottica iridata, Sebastian Vettel su Red Bull, scatterà in quarta piazza. La prima fila va tutta alle McLaren, velocissime: in pole c’è Lewis Hamilton, al suo fianco il compagno di squadra Jenson Button. Poi l’altra Red Bull di Marc Webber, con al fianco il compagno Vettel. Quindi Felipe Massa, quinto con la seconda Ferrari. 

Alonso: “Spero nel podio” – Alonso deve recuperare 13 punti a Vettel, e l’impresa appare molto più che ardua. Parte della speranza, per le rosse di Maranello, è nella pioggia, prevista, che potrebbe cambiare le carte nel corso della gara di domenica (partenza alle 17). Il pilota asturiano è conscio del fatto che il Mondiale potrebbe svanire: “Qualifica difficile come sempre è successo per tutto l’anno e così non penso che ci potesse essere una sorpresa da Austin a qui”. Alonso poi smentisce che la sua cattiva prestazione sia stata legata a un assetto da bagnato in vista della gara di domani: “Non esiste più l’assetto da asciutto o da bagnato, piuttosto è il carico aerodinamico che è sempre al massimo sull’asciutto e sul bagnato. Non credo che nessuno abbia fatto una strategia strana pensando a domani” afferma il campione di Oviedo che comunque è ottimista per la gara di domani. “C’è sempre la possibilità del podio – dice -. Anche ad Abu Dhabi e negli Stati Uniti siamo partiti dietro e poi siamo finiti sempre sul podio, ed anche domani l’obiettivo è lo stesso”.

Domenicali: “Posizione difficile” – Secco, invece, il commento di Stafano Domenicali, team manager della Ferrari, visibilmente preoccupato e deluso: “E’ una posizione difficile per la gara di domani qualsiasi condizioni ci sia. Ma abbiamo già vissuto quest’anno questa situazione e quindi bisognerà fare una gara impeccabile e basta”. 

 

Gina Lollobrigida, diva fra le dive. Ha sfilato ieri sul red carpet delll’Auditorium Parco della Musical insieme alle vincitrici e volti resi famosi dal concorso di Miss Italia, dal 1957 al 2012. L’occasione è stata la proiezione nell’ambito del Festival di Roma, di “Storia di un ragazzo calabrese”, il docufilm di Simone di Maria, nato da un’idea di Nicola Pisu Mirigliani (figlio di Patrizia, ndr) su Enzo Mirigliani, storico patron del concorso. Fra le vincitrici a Miss Italia, c’erano Giusy Buscemi (incoronata quest’anno), Arianna David, Claudia Andreatti, Eleonora Pedron, Manila Nazzaro, mentre tra le partecipanti che hanno ‘sfondato’ Anna Falchi, Caterina Murino, Carmen Russo, Annalisa Minetti, Anna Safroncik, Elisa Isoardi. ”E’ un mondo di donne a tutto tondo, le nonne coi nipoti che dopo il concorso hanno scelto la famiglia, insieme a Miss italia o donne che non hanno vinto ma sono diventate famose – spiega Patrizia Mirigliani -. Mio padre merita quest’omaggio che permette di ricordare a poco più di un anno dalla scomparsa, un uomo che ha fatto grande il mondo delle donne, proponendo una bellezza ‘democratica’, della porta accanto. Era un uomo di una semplicità e una comunicativa enorme, garbato, si sente la sua mancanza”. Miss Italia, aggiunge ”negli anni si è  rinnovato, riuscendo sempre comunque a riflettere i cambiamenti della società e del mondo delle donne – spiega -. E’ una storia di bella Italia, un’Italia pulita”.

 

Non era proprio un’ultima spiaggia, ma quasi. La Ferrari poteva approfittare del gp di Abu Dhabi per accorciare le distanze dalla Red Bull, ma ci riesce solo in parte. Demerito, se così si può dire, di Fernando Alonso, arrivato solo secondo alle spalle di Kimi Raikkonen, e merito di Sebastian Vettel, terzo malgrado la partenza all’ultimo posto per irregolarità nelle qualificatorie nei carichi di benzina. Ritirato Hamilton, al comando fino al ventesimo giro, per un ko della sua McLaren-Mercedes. La classifica piloti vede Alonso secondo, in ritardo di dieci punti su Vettel, mentre qualle costruttori la Red Bull in vantaggio di 82 punti sulla Ferrari.


Vince Lewis Hamilton, Fernando Alonso fa (quasi) il miracolo. Nel Gran Premio di Monza di Formula 1 brilla l’inglese della McLaren, sempre in testa, ma a infiamma rei il pubblico ci pensa lo spagnolo della Ferrari, che da decimo in partenza chiude terzo dietro al messicano Sergio Perez (Sauber) dopo una prodigiosa rimonta. Bene anche l’altra Rossa di Felipe Massa, quarta davanti alla Lotus Renault di Kimi Raikkonen e la coppia Mercedes Michael Schumacher e Rosberg. Male, malissimo invece il grande rivale di Alonso in classifica mondiale: la Red Bull di Sebastian Vettel si ferma a 5 giri dal termine (il tedesco aveva già dovuto scontare un drive through per manovra scorreta nei confronti di Alonso, al 26° giro), stessa sorte per Mark Webber (Red Bull) e Jenson Button (McLaren). Così il ferrarista guida con 179 punti, 37 di vantaggio su Hamilton, 38 su Raikkonen e 39 sul campione in carica Vettel. “Era una gara difficile partendo dalla decima posizione – ha commentato a caldo Fernando – ma sapevamo di avere la macchina più veloce di tutto il weekend e oggi avevo il passo per recuperare posizioni. Non molliamo, continuiamo così”.

Jenson Button ha conquistato la pole position nel Gp del Belgio. Il britannico, al volante della McLaren, ha chiuso la terza e decisiva manche delle qualifiche con il miglior crono di 1’47“573. Male il leader iridato, Fernando Alonso, che con la sua Ferrari è riuscito a conquistare soltanto la sesta piazza.

Sorpresa nipponica – In prima fila a sorpresa anche il giapponese Kamui Kobayashi (1’47“871) al volante della Sauber (il nipponico, a onor del vero, aveva già impressionato con la prima piazza nelle libere del venerdì). Per Button si tratta della prima pole position dal Gran Premi di Montecarlo del 2009 (ottava pole in carriera), mentre per Kobayashi si tratta della sua prima fila in carriera.

Super Perez – La seconda fila è aperta dal venezuelano Pastor Maldonado (Williams), che ha chiuso davanti al finlandese Kimi Raikkonen (Lotus). Davanti ad Alonso scatterà anche il messicano Sergio Perez, quinto con la Sauber. Mark Webber, secondo nella classifica iridata a 40 lunghezze da Alonso, ha chiuso le qualifiche con il settimo tempo ma scatterà dalla dodicesima posizione in griglia dopo essere stato penalizzato di cinque posti per la sostituzione del cambio.

Vettel decimo – Ottavo Lewis Hamilton, che scatterà perciò dalla settima posizione al volante dell’altra McLaren. Seguono il francese Romain Grosjean con la Lotus e lo scozzese Paul Di Resta con la Williams. La top ten è chiusa dal due volte campione del mondo Sebastian Vettel, che al volante della Red Bull è rimasto fuori dall’ultima manche di qualifiche e scatterà dalla quinta fila.

Male Massa – Deludono Michael Schumacher con la Mercedes e Felipe Massa con l’altra Ferrari, che occuperanno la settima fila nella griglia di partenza. La crisi della Mercedes è testimoniata anche dal flop nelle qualifiche di Nico Rosberg, solo diciottesimo, che a causa della sostituzione del cambio scatterà addirittura dalla 23esima posizione.

Lewis Hamilton trionfa nel Gran Premio d’Ungheria. Il pilota inglese della McLaren-Mercedes centra il secondo successo stagionale e il 19° della carriera precedendo le Lotus del finlandese Kimi Raikkonen e del francese Romain Grosjean. Il tedesco Sebastian Vettel, al volante della Red Bull, chiude al quarto posto davanti alla Ferrari di Fernando Alonso. Lo spagnolo, con 164 punti, consolida il primato nel Mondiale. Quarta la Red Bull di Sebastian Vettel, mentre è sesta la McLaren di Jenson Button. Settima la Williams di Bruno Senna davanti alla Red Bull di Mark Webber e alla Ferrari di Felipe Massa. Chiude in zona punti la Mercedes Nico Rosberg, mentre si ritira a pochi giri dal termine l’altra Stella d’argento di Michael Schumacher dopo una gara in salita fin dall’inizio. Nonostante il quinto posto Fernando Alonso è soddisfatto del risultato ottenuto nel Gran Premio di Ungheria che gli consente di allungare sul pilota Red Bull Mark Webber. “Tenere Webber dietro era l’obiettivo e con Vettel abbiamo avuto fortuna e siamo riusciti a perdere rispetto a lui solo una posizione. Le ultime due gare sono state condizionate dalla pioggia, qui con tutto il week end sull’asciutto abbiamo visto la realtà, lo sapevamo e ora abbiamo delle novità per le prossime gare. Per le gare che ci aspettano dopo la sosta dobbiamo essere non preoccupati ma concentrati, dobbiamo fare un passo avanti. Abbiamo una bella opportunità e se riusciamo a trovare un pò di velocità è tutto nelle nostre mani. Però ancora non abbiamo la velocità che vogliamo”.

La classifica piloti –  1. Fernando Alonso 164 punti; 2. Mark Webber 124; 3. Sebastian Vettel 122; 4. Lewis Hamilton 117; 5. Kimi Raikkonen 116; 6. Nico Rosberg 77; 7. Jenson Button 76; 8. Romain Grosjean 76; 9. Sergio Perez 47; 10. Kamui Kobayashi 33; 11. Pastor Maldonado 29; 12. Michael Schumacher 29; 13. Paul Di Resta 27; 14. Felipe Massa 25; 15. Bruno Senna 24; 16. Nico Hulkenberg 19; 17. Jean-Eric Vergne 4; 18. Daniel Ricciardo 2.

La classifica costruttori – 1. Red Bull 246 punti; 2. McLaren Mercedes 193; 3. Lotus 192; 4. Ferrari 189; 5. Mercedes 106; 6. Sauber 80; 7. Williams 53; 8. Force India 46; 9.Toro Rosso 6.

La McLaren torna a fare paura: Lews Hamilton conquista la pole position al gp di Ungheria, l’undicesima prova del mondiale di Formula 1. Il pilota britannico ha piazzato un giro record in 1’20’953. Al suo fianco, in seconda posizione, la Lotus-Renault di Romain Grosejan. Poi la seconda fila con Sebastian Vettel su Red Bull e Jenson Button con l’altra McLaren. In terza fila Kimi Raiklkonen con la seconda Lotus, e solo in sesta posizione la Ferrari di Fernando Alonso, penalizzato da un piccolo errore nel giro decisivo. Settimo Felipe Massa, quindi Maldonado su Williams Renualt e l’altra Williams di Bruno Senna, quindi in decima piazza Hulkenberg su Force India. Nella top ten spiccano le assenze illustri di Mark Webber e delle Mercedes. L’australiano della Red Bull, secondo nella classifica mondiale alle spalle di Alonso, è stato eliminato nella seconda manche, e dovrà scattare dall undicesima piazza. E’ andata ancora peggio ai tedeschi Nico Rosberg e Michael Schumacher: i driver delle frecce d’argento partiranno dalla trediscesima e diciassettesima posizione.

Alonso spera nella pioggia – Ovvia la soddisfazione di Hamilton dopo la pole: “Il week end è stato positivo – ha affermato il britannico della Mclaren -, i ragazzi hanno fatto un ottimo lavoro e tutto ha funzionato perfettamente, contrariamente al passato. Ho fatto sempre buoni giri. Vincere per avvicinare Alonso? Grazie per avermelo ricordato – ride – Abbiamo dovuto lavorare molto ma da questo week-end cercheremo di ripartire”. Alonso, da par suo, non è così insoddisfatto della sesta piazza: “Penso che sia andata abbastanza bene – ha spiegato l’asturiano -, meglio di quello che ci aspettavamo. La Q3 la vedevamo difficile, con tante macchine veloci. Essere sesti è una buona posizione. Webber che è secondo in campionato partirà undicesimo. Sorparssi difficili? Sì, qui la qualifica conta abbastanza, ma la pioggia potrebbe arrivare e tutto potrà cambiare. Dobbiamo essere concentrati”.

Vettel amaro – Anche Vettel sorride poco nonostante il terzo posto e la partenza in seconda fila in vista della gara di domani. Il bi-campione del mondo puntava più in alto in queste qualifiche e non lo nasconde: “Per noi  non è stato facile – ha spiegato il pilota della Red Bull -, la velocità c’è, abbiamo perso un pò di bilanciamento, poi piano piano tutto è andato migliorando, non sono neanche felice del giro che ho fatto, Romain era alla mia portata, Lewis no, però dovremmo essere a posto per domani”.

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