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Regionali

Il governatore uscente del Lazio, Renata Polverini, ha fissato per il 10 e 11 febbraio 2013 le elezioni regionali. Martedì scorso, il Consiglio di Stato aveva respinto il ricorso della stessa Polverini contro la sentenza del Tar che le imponeva di fissare la tornata elettorale per la prima data disponibile. Il regolamento della Regione Lazio stabilisce che le elezioni debbano essere fissate entro 90 giorni dallo scioglimento del Consiglio regionale. 


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Lazio: elezioni regionali il 10 e 11 febbraio

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Le elezioni regionali nel Lazio si svolgeranno il 10 e l’11 febbraio del 2013. Secondo quanto si apprende, la comunicazione sarebbe stata formalizzata dalla presidente Polverini al Viminale. Il Governo dovrà ora valutare la possibilità di accorpare nelle date del 10 e 11 febbraio anche le elezioni in Lombardia e Molise. Il presidente Formigoni si è detto favorevole all’election day con il Lazio. Per la Regione Molise è ancora più urgente la consultazione elettorale dato che il governo regionale è stato azzerato dall’annullamento delle precedenti elezioni. 

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La versione italiana di Alba Dorata, il partito greco di estrema destra che ha eletto un drappello di parlamentari alle ultime elezioni politiche elleniche, farà il suo esordio in Lombardia. In occasione del regionali del prossimo 10 marzo, la nuova sigla (depositata a Trieste il 14 novembre) si presenterà con un programma preciso: trasformazione della Lombardia in un cantone (in attesa del referendum per riforma dell’assetto istituzionale del Paese), ritiro dall’euro e conio di una nuova moneta propria (in attesa, questa volta, del ritorno della Nuova Lira per l’intera Italia).

Il nuovo a destra – In tempi di ricomposizione della destra italiana, Alessandro Gradossi, triestino di 44 anni, ex insegnante e sindacalista, ex leghista e militante di Forza Nuova, ha deciso di portare in Italia il simbolo del partito più discusso del panorama politico greco. “Ma non siamo collegati – ha riconsociuto lo stesso fondatore alla Stampa – prendere il loro nome è un’operazione di marketing”. Il programma per la Lombardia è in ottavi l’anticipazione di quello che Alba Dorata ha in mente per l’Italia: ritorno alla moneta propria, riconoscimentoe della casa europea, ma negazione delle imposizione della Banca Centrale e, ovviamente, nuove forme di controllo dei flussi immigratori. Ma il segretario Gradossi non ci tiene a essere etichettato come di estrema destra: “Alba Dorata – dice – collaborerà con tutti coloro che vorranno partecipare alla realizzazione di tale programma, siano essi di destra di centro o di sinistra”. Alba dorata cercherà i propri alleati tra quanti sono “mossi dalla volontà si salvare la nazione dalla speculazione finanziaria nazionale ed internazionale”. A proposito del tema del “meandro”, scelto dai cugini greci come simbolo del partito e contestato per la somiglianza alla svastica, Gradassi ci vede solo “uno dei motivi decorativi tradizionali della culla della civiltà”. Il progetto degli albadorani italiani è ambizioso: aperte 5 sedi in Lombardia, si punta a metter radici in Piemonte, Liguria, Sardegna, Sicilia, Lazio, Calabria, Emilia Romagna e Toscana.

 

Ed Election day sarà. Il summit al Quirinale ha stabilito che le regionali in Lazio Lombardia e Molise si terranno il 10 marzo. Vengono posticipate, dunque, rispetto al mese di febbraio, inizialmente previsto: un segnale chiarissimo, l’Election Day con tutta probabilità ci sarà. Manca la conferma ufficiale, ma la nuova calendarizzazione del voto nelle Regioni conferma che al Colle è passata la linea del Pdl, nonostante le resistenze di Giorgio Napolitano.

Bersani e Napolitano sconfitti - Dopo giorni di discussioni, attacchi, anatemi e proposte, i principali esponenti delle istituzioni, nel vertice al Quirinale, hanno trovato la quadra: al “summit” erano presenti Napolitano, i presidenti di Senato e Camera, Renato Schifani e Gianfranco Fini e il premier Mario Monti. Il “conclave” si è pronunciato sulle Regionali, sdoganando di fatto l’Election day. Una sconfitta per Napolitano e per il leader del Pd, Pierluigi Bersani. Il Capo dello Stato, infatti, aveva a più riprese ripetuto che “non ci sono le condizioni per anticipare il voto delle politiche”, originariamente previsto in aprile. Bersani, da par suo, premeva per votare prima alle Regionali e poi alle politiche, per poter sfruttare l’onda lunga di una probabile vittoria alle consultazioni locali.

Legge di stabilità e “Porcellum” - La mediazione per la quale ha spinto il Pdl, contrario a uno spreco che oscilla tra i 50 e i 100 milioni di euro che deriva dal voto distinto, è passata: con tutta probabilità, si voterà in una sola data. Restano ancora due nodi da sciogliere. Il primo, relativo alla legge di stabilità, una delle priorità per il Quirinale, il cui varo definitivo è comunque previsto per la prossima settimana. Il secondo, invece, è relativo alla riforma del “Porcellum”. Ora, i tempi tecnici per la riforma della legge elettorale si accorciano, e crescono esponenzialmente le possibilità che si vada al voto con lo stesso sistema del 2008. Un boccone amarissimo per Napolitano, che lotta da tempo per la riforma elettorale.

 


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Regionali, si vota il 10 marzo. Verso l'Election Day

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Silvio Berlusconi vuole Casini. Durante la visita al centro sportivo di Milanello l’ex premier ha aperto ad un’alleanza con l’Udc. “Casini deve mantenere la parola. Deve schierarsi con noi”. Il Cav è chiaro e vuole imbarcare l’ex presidente della Camera in una nuova alleanza. E suona la carica per il leader dell udc: “Per Casini io ho fatto un passo indietro nel centrodestra”. Insomma Casini deve decidersi e anche in fretta. “Diverse volte in pubblico e anche in sedi istituzionali ha detto che, se non ci fosse stata più la presenza di Silvio Berlusconi, sarebbe rimasto nell’ambito del centrodestra: non credo che voglia rappresentarsi come un manca-parola assoluto nei confronti degli italiani. Credo che questo ulteriore mio passo indietro possa essere decisivo perchè lui dichiari e si impegni a far parte del centrodestra”. Casini non ha mai rotto del tutto con il Pdl. In diverse regioni ha appoggiato candidature del centrodestra. Ma da qualche tempo Pierferdi sembra voler pendere verso il Partito Democratico. E prima che accada quello che è già successo in Sicilia, dove l’Udc ha appoggiato col Pd il presidente Crocetta, Berlusconi prova a convincere il leader dei centristi a tornare dove tutto era cominciato: una coalizione o un’alleanza con il Pdl. 

Regionali e primarie Ma Berlusconi non sa ancora che forma avrà il futuro del centrodestra: “Abbiamo una situazione drammatica dal punto di vista del consenso, le elezioni siciliane hanno confermato quello che tutti i sondaggi dicevano e, cioè, che il 70% degli italiani è disgustato da questa politica, da questi partiti e da questi protagonisti. Bisogna avere il coraggio di cambiare, vediamo un pò cosa si potrà fare da qui al giorno delle elezioni”. Insomma il Cav sta ancora pensando di rivoluzionare il partito e di cambiare completamente rotta. Su una probabile sfiducia al governo Monti, Berlusconi ha risposto così: “Di questo se ne occupa il segretario Alfano”. L’ex premier parla anche delle prossime regionali in Lombardia: “Auspico che il Pdl e la Lega possano riconoscersi in un unico candidato”. A chi gli chiede la data delle primarie del Pdl il Cav risponde così:”Vediamo quando si voterà per le elezioni”. E sul giorno del voto Berlusconi si esprime a favore dell’election day: “”Noi vogliamo sperare che le elezioni regionali e nazionali si svolgano tutte nello stesso giorno, se no ci introdurremmo in un periodo di campagna elettorale troppo lungo”.

Assemblea generale il prossimo dicembre “per la proposizione di un Congresso straordinario”. Lo ha stabilito l’ufficio di presidenza dell’Idv, riunitosi in seguito agli scandali regionali e dopo la puntata di Report sulla gestione dei fondi da parte del presidente Antonio Di Pietro a cui “e stata rinnovata piena fiducia”.

Secondo la nota diffusa dal partito c’è da riflettere sui fatti “che hanno coinvolto alcuni propri esponenti a livello locale”. Per questo servono “nuove e ulteriori regole per la selezione delle candidature e per vincolare gli eletti sul territorio a comportamenti coerenti con gli ideali e le finalità del partito”. Oltre alla ridefinizione delle regole per la trasparenza, i candidati delle prossime elezioni (a partire dalle regionali in Lazio, Lombardia, Molise e Friuli Venezia Giulia) dovranno pubblicare in Rete i loro curricula. 

Le nuove giunte di Lazio, Lombardia e Molise saranno elette nello stesso giorno, ma non nel 2012: la prima data utile è quella del 27 gennaio. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri, a margine di una conferenza stampa a palazzo Chigi. Cancellieri ha spiegato che l’election day non potrà tenersi nel 2012 perché non ci sarebbero i tempi: il 27 gennaio inoltre, “coincide con la Giornata della Memoria”, per cui è probabile che il giorno delle elezioni non sarà quello.

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Nicole Minetti dice di volersi candidare alle prossime regionali in Lombardia. La voterete?

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Prima di buttarsi, ha atteso una valutazione sulla situazione delle correnti marine. “Se c’è la corrente verso Nord torno a Genova senza traghetto”, ha ironizzato. Poi finalmente, con un’ora di ritardo rispetto alle previsioni, Beppe Grillo ha cominciato la traversata a nuoto dello Stretto di Messina. Ieri su Facebook lanciava la sua impresa per il lancio della campagna elettorale del suo Movimento 5 Stelle per le regionali in Sicilia con un messaggio ai suoi elettori: ”Siciliani! Domani mattina alle 9.30 faccio questa traversata e sono da voi. Facciamo due chiacchiere in spiaggia e poi ci vediamo alle 21.00 in piazza Duomo a Messina”. 

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