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Si sta svolgendo ad Acquapendente una manifestazione di musica, teatro, new media per una nuova partecipazione alla legalità organizzata dalla Associazione iTusci

‘Il futuro di Internet passa per Dubai’ è la frase che ha accompagnato l’apertura della Conferenza mondiale sulle telecomunicazioni internazionali. Negli Emirati Arabi Uniti oltre duemila delegati di 193 Paesi si sono riuniti oggi per negoziare gli aggiornamenti alle Regole internazionali delle telecomunicazioni (Itrs), ossia il documento che regola il funzionamento delle reti a livello internazionale e nazionale, datato tuttavia 1988, epoca in cui internet non era ancora diffuso.

Si chiudono le primarie e si aprono le parlamentarie. Attenzione a non confondere le due cose. Beppe Grillo ci resta male. Beppe ha martellato le primarie del Pd attaccandone le regole, attacando i candidati, attaccando soprattutto Matteo Renzi. Dando un’occhiata al blog del leader del movimento cinque stelle durante la campagna della primarie del Pdmenoelle, il giudizio di Grillo è uno solo: sono una farsa inutile. Bene il Pd le ha chiuse, ha scelto il candidato premiere e ora guarda avanti. Anzi indietro con Bersani. Però le “parlamentarie” di Beppe una farsa lo sono per davvero. Le regole sono chiare. Almeno per i nerd grillini. Bisogna essersi registarti al sito del movimento entro settembre 2012. Poi usando username e password si accede all’area dove è possibile esprimere tre voti per altrettatnti candidati fra i 1400 grillini che fanno la corsa verso le politiche del 2013. Queste primarie non servono per scegliere il candidato premier ma per scegliere chi del movimento potrà candidarsi alle prossime elezioni.

Parlamentarie a porte chiuse Le parlamentarie hanno un grosso tallone d’Achille. Non sono proprio così aperte e democratiche come il movimento va dicendo sul web. Per quelle del Pd potevano votore al primo turno tutti gli elettori purchè si registrassero online. Non bisognava avere la tessera del Pd o di Sel per scegliere fra i cinque candidati. Se invece vuoi scegliere fra quelli M5S o c’hai la tessera virtuale oppure te ne stai a casa. 

Corazzata Potemkin I probabili candidati al parlamento sono 1400. Ognuno di questi ha redatto sul sito del movimento un curriculum, alcune notazioni di interesse per l’elettore e un video in cui riassumere il cv. Il voto può essere espresso dal 3 al 6 dicembre dalle 10:00 alle 17:00. La base grillina è in rivolta perchè le regole piacciono poco. E soprattutto scegliere fra 1400 candidati in tre giorni non è cosa facile. In media un video di presentazione dura 3 minuti. Se moltiplichiamo 3 per 1400 fa 4200 minuti. Ovvero 70 ore. Circa tre giorni per guardare i video di tutti i candidati. Ragionando per assurdo, appena hai finito di vedere tutti i video, con un bel thermos di caffè accanto, è già scaduto il termine dei tre giorni per esprimere la preferenza. E’ anche vero che si potranno votare tre persone riferendosi alla circoscrizione elettorale di appartenenza. Già nella sola Reggio Emilia fino a qualche giorno fa i candidati erano 11 con tanto di videopresentazione. In Emilia c’è anche chi si è spinto a fare video da 6 minuti. Quindi guardarli tutti sarebbe un pò come vedere la Corazzata Potemkin in versione integrale. Insomma il vero motore delle parlamentarie grilline sarà la pazienza. Pop corn, caffettiera sempre pronta, cuscino sul divano, pc sulle gambe e l’attesa per il voto di un candidato al parlamento. Occhio a non addormentarsi. Altrimenti rischi di cliccare su Flavia Vento. O peggio Federica Salsi…

Molto tempo fa il capitalismo finanziario, che non ama la democrazia, inventò le azioni senza il diritto di voto. Sono trascorsi un po’ di decenni e un partito ha fatto un’invenzione analoga: le tessere senza il diritto di voto. Paradossalmente perché questa invenzione avesse corso nella politica bisognava che nascesse un partito “democratico”. Ed è grazie a questa scintillante innovazione che oggi il sottoscritto non potrà andare a votare alle primarie. Lo so che si infastidiscono assai i burocrati e lo zoccolo duro dei quadri e dei militanti quando sentono sollevare questi problemi. Tutto ciò che turba il loro senso di partito li irrita. Si risentono quando critichi le liste bloccate per il Parlamento. Si risentono quando critichi le liste bloccate per gli organi dirigenti di partito. Si risentono se gli parli di Penati prima che arrivi la magistratura. Così è se gli tocchi le regole di queste primarie. Le regole, le regole.

“Caro Bersani, siamo entrambi a Milano. Ci prendiamo un caffè insieme e facciamo un appello alla serenità per domani?”. E’ l’invito, via twitter, che Matteo Renzi rivolge al rivale per frenare lo scontro in corso sulle regole in vista del ballottaggio di domani. Una mano tesa dopo la lite quasi “h24″ che ha contraddistinto gli ultimi tre giorni e questo quasi esclusivamente sulle regole per votare. Renzi era arrivato a parlare di “rischio brogli”. Dall’altra parte Bersani aveva chiesto di non “sfregiare” la portata della grande mobilitazione di domenica scorsa.

”Al momento sono quasi 90mila le persone che hanno chiesto di partecipare al ballottaggio”. Lo ha scritto nella sua Enews Matteo Renzi, candidato alle primarie del centrosinistra, nel primo pomeriggio. Una cifra destinata a crescere tanto che secondo alcune fonti si sarebbe arrivati fino a 120mila. “Davvero qualcuno pensa – si è chiesto Renzi – di poterli rimandare indietro dal seggio? Davvero qualcuno pensa di non coinvolgere persone che hanno dichiarato di approvare le regole delle primarie, solo per paura che non votino il candidato ufficiale?”.

Il candidato alla primarie del Pd Pierluigi Bersani è intervenuto questa mattina, venerdì 30 novembre 2012, a La telefonata di Maurizio Belpietro, in onda su Canale 5. Il segretario del Pd ha parlato del ballottagio di domenica con Matteo Renzi e delle polemiche nate tra i supporter dei due candidati in seguito all’acquisto del sindaco di Firenze di alcune pagine dei quotidiani nelle quali invitava gli elettori ad andare a votare. 

Rispettiamo le regole – “Non facciamo le vittime, c’è un problema sulle regole, non è prevista nessuna iniziativa di questo genere che sono distorsive in termine di messaggio, ci sono delle regole che sono state però ignorate, ma di questo se ne occuperanno i garanti”. Queste le parole di Bersani che invita gli elettori al rispetto delle norme di voto e lancia un monito ai colleghi: “Chi deve governare deve sapere rispettare le regole”. “In tutti i sistemi a doppio turno la base elettorale si fa al primo turno abbiamo; assunto questa regola e l’abbiamo approvata tutti, cerchiamo di stare alle regole, che non si devono cambiare in corso d’opera. Abbiamo lasciato 21 giorni per iscriversi, le regole sono una bella cosa”.

Questione tasse – “Dobbiamo abbassare l’Imu, per fare questo sono per tassare i patrimoni immobiliari superiori al milione di euro”. Il segretario ha poi parlato di Imu e tasse e ha aggiunto: “Non serve bastonare di più chi già paga le tasse, anche se guadagna più di 100mila euro”. E sull’evasione fiscale: “Tracciabilità e trasparenza ci aiuteranno a colpire gli evasori”. 

Giustificarsi “Adesso”. E’ questo probabilmente il nuovo slogan della campagna elettorale di Matteo Renzi. Le polemiche per il voto al secondo turno non sono finite. Pierluigi Bersani e il collegio dei Garanti con in testa Luigi Berlinguer le regole le hanno studiate bene. E allora chi non ha votato la scorsa domenica non potrà farlo il 2 dicembre. Il Pd su questo punto è stato chiaro. Salvo poi fare mezza marcia indietro ed aprire il voto ai nuovi elettori se esibiscono una “giustificazione” scritta per cercare di convincere i coordinamenti a dare l’ok per avere la scheda fra le mani. Le lamentele sono state tante e anche pesanti. Su twitter in tanti hanno protestato. E così ieri è arrivata la notizia che fra il 29 e il 30 novembre è possibile inviare una mail al coordinamento provinciale del pd per “giustificarsi”. Fra i tanti delusi c’è anche l’astrofisica Margherita Hack. Lei vuole votare per Matteo Renzi. Ma non ha votato al primo turno. E allora che fare? Anche la Hack dovrà mandare una mail e giustificarsi con il suo coordinamento provinciale. E il giovane sindaco di Firenze, ancora polemico sulle regolem per il voto oggi difende una delel sue fan più famose: “Margherita Hack ha detto che vorrebbe   votare al secondo turno, ma a causa di impegni scientifici non ha potuto registrarsi prima del primo turno: ora ve lo immaginate Margherita Hack che va a portare la giustificazione a Nico Stumpo? E’ una roba da barzelletta”. Nico Stumpo è il capo del comitato organizzatore delle primarie del Pd. Insomma colui che decide e governa le regole per il voto. 

Tanto imbarazzo Una situazione che ha messo in seria difficoltà lo stesso Berlinguer: “Ai comitati stanno arrivando una serie di richieste di registrazioni, non singole ma seriali, e questo inganna gli elettori e turba il sereno svolgimento del ballottaggio. Al secondo turno abbiamo previsto qualche deroga per chi non ha potuto votare al primo turno per ragioni indipendenti alla sua volontà. Sono casi eccezionali ed individuali e le richieste di votare vanno motivate perché i comitati provinciali devono valutare la motivazione”. E il garante invita alla prudenza:”Sono stato colpito da un messaggio intercettato casualmente da ‘Trevi Adesso’ che invitava a portare tanta gente a votare e a ‘scatenare l’infernò. Ci fa piacere che tanta gente vada a votare come è stato già per il primo turno ma noi non vogliamo l’inferno ma il paradiso e uno svolgimento ordinato delle votazioni come è avvenuto domenica scorsa”. 

Il comitato ha cambiato le regole! Anzi no, il comitato dice di non aver cambiato nessuna regola. Il duello procedurale tra Matteo Renzi (che chiede l’apertura a tutti delle primarie) e Pier Luigi Bersani (che vuole le nuove registrazioni limitate a giovedì e venerdì) continua.

Ieri, appurata l’impossibilità per i più di recarsi nel comitato provinciale aperto in due giorni feriali, gli organizzatori hanno concesso di potersi iscrivere anche inviando un fax o un’email entro venerdì sera alle 20. Certo, resta la famosa giustificazione. Perché non avete votato al primo turno? Se avete biglietti aerei, del treno o ticket autostradali, conservateli. Secondo la bersaniana Alessandra Moretti va bene anche una radiografia di un piede rotto. La versione ufficiale del presidente del Comitato dei garanti, Luigi Berlinguer, è arrivata nel pomeriggio: “Vorrei tranquillizzare tutti: le regole delle primarie non sono cambiate. Restiamo fedeli al principio che tra il primo e il secondo tempo non si modificano le regole del gioco. La platea elettorale non può essere modificata se non per casi eccezionali come del resto hanno convenuto pubblicamente alcuni illustri costituzionalisti”.

Matteo Renzi chiarisce tutto prima del ballottaggio e prima del confronto tv di stasera. Prima di tutto fa chiarezza sulle possibili alleanze e sbatte la porta in faccia a Pierferdinando Casini. “Nessun accordo con lui se vinco le primarie”. E se dovesse perderle? “Se perdo le primarie – dice – non ho niente da chiedere a Bersani. Io non dirò mai che vado in Africa, perché non me la sentirei di prendere in giro nessuno. A un certo punto finirò con la politica, ti metti sul mercato, cerchi tra aziende private, magari all’università”. Insomma il giovane sindaco si chiama fuori dagli inciuci e dalle poltrone di “favore”. Poi Renzi parla più apertamente del suo avversario: “Sono tutti insieme all’ultimo giro di giostra. Bersani – spiega – fa parte della stessa generazione di politici: non voglio sfasciare, ma fatemi dire fino all’ultimo giorno che c’è un’alternativa rappresentata da noi. Bersani – dice Renzi – è una persona per bene e mai mi permetterò di attaccarlo su questo. Io sono una persona seria e non ho mai messo in dubbio la correttezza di Bersani”. Il rottamatore vuole essere corretto. Ma sul passato e sulle polemiche della campagna per le primarie Renzi non è tenero con Pier:”Mi sarebbe piaciuto che non avessero fatto le polemiche che hanno fatto su di me, sulle cene con i finanzieri, sugli attacchi personali che ho ricevuto”. 

Adotta un bersaniano Intanto la data del 2 dicembre ormai è alle porte e Renzi deve recuperare voti. Soprattutto deve prendersi quelli di Bersani. E allora lancia la campagna “adotta un bersaniano”. “Ciascuno convinca un bersaniano a votare Matteo Renzi!”, ha affermato Renzi. Ma la partità sarà dura perchè Nichi Vendola dirotterà i suoi voto molto probabilmente su Berasani. “Penso che stia dicendo parole che profumano di sinistra” dice Nichi. ”Bersani è un bravo socialdemocratico europeo, è stato un ministro molto attento, molto competente e – sottolinea il governatore della Puglia – molto operativo. È un leader politico che ha una qualità rara sulla scena pubblica; è un uomo di grande umanità, non è un cinico”. 

Giustificazione via mail Mentre i due candidati aspettano di capire come prendere i voti altrui continuano a litigare per le regole del ballottaggio. La polemica più dura era stata innescata da Matteo Renzi che punta ad un ampliamento della base elttorale. Un pò come accadde per Hollande in Francia. Ma le regole stilate dai “garanti” del Pd sostanzialmente eliminano la possibilità di modificare il corpo elettorale fra primo e secondo turno. “Il corpo elettorale è quello del 25 novembre”, aveva detto solo qualche giorno fa Luigi Berlinguer presidente del collegio dei granti del pd. Ma dopo le proteste dei renziani e le polemiche sul web, il Pd ha rivisto le regole. In sostanza i coordinamenti provinciali avrebbero riaperto le porte il 29 e il 30 novembre per accogliere le “giustificazioni” autocertificate di chi non ha potuto votare al primo turno. Questi coordinamenti provinciali entro sabato 1 novembre avrebbero dovuto dare un resposnso favorevole o contrario alla “giustificazione” dell’elettore “mancato”. Oggi è arrivata una novità non da poco. I coordinamenti resteranno comunque aperti il 29 e il 30 per attestare fisicamente le autocertificazioni, ma chi vorrà potrà anche spedirle via mail. Una novità che potrebbe facilitare le nuove richieste per partecipare al voto del 2 dicembre. 

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