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Ennesima riunione per un’intesa sulla tranche da erogare al paese (foto: premier Samaras). Spunta ipotesi condono: ma per la Germania contrario alla clausola degli aiuti Ue. Per Bce e Fmi scelta inevitabile. Meeting a porte chiuse. Rischio slittamento al 3 dicembre.

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Grecia, dimezzamento debito? Germania: viola trattati europei

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Ennesima riunione per un’intesa sulla tranche da erogare al paese (foto: premier Samaras). Spunta ipotesi condono: ma per la Germania contrario alla clausola degli aiuti Ue. Per Bce e Fmi scelta inevitabile. Meeting a porte chiuse. Rischio slittamento al 3 dicembre.

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Grecia: dimezzamento debito? Germania: viola trattati europei

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Oggi ennesima riunione nella speranza di raggiungere un’intesa sulla tranche da erogare al paese. Spunta l’ipotesi che ha sempre fatto venire la pelle d’oca alla Germania. Ma per Bce e Fmi è una scelta inevitabile. Meeting segreti.

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Grecia: nuovo taglio del debito?

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Focus sulle parole di Mario Draghi, che non riescono a risollevare l’andamento dei mercati. La riunione dell’Eurogruppo sui tagli al budget Ue destinata al totale fallimento. Effetto S&P sui mercati.

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Borsa Milano in calo, tensione sui BTP

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Il Movimento 5 stelle di Bologna cerca la tregua. Riunita in assemblea nel circolo Mazzini, diventato il quartiere generale del Movimento, una cinquantina tra eletti e attivisti a 5 stelle ha discusso della frattura, per nulla sanata, del gruppo comunale. Una conclave, rigorosamente vietata alla stampa e convocata in tutta fretta, dopo le polemiche e i litigi delle scorse settimane. Sul banco degli imputati, infatti, c’erano ancora loro: Federica Salsi, nella bufera dopo la sua partecipazione a Ballarò e il post di Grillo sul punto G, e i due fedelissimi del capo, Marco Piazza e Massimo Bugani. E se l’ex candidato sindaco ha disertato l’incontro per impegni famigliari, Piazza ha assunto i panni del mediatore, chiedendo scusa per aver partecipato, due settimane fa, all’Aventino in consiglio comunale.

 

Mercoledì sera, a Bologna, la riunione dei “grillini dissidenti”. L’intervento più atteso era quello di Federica Salsi, consigliere comunale proprio a Bologna, ormai celebre per l’attacco di Beppe Grillo con tanto di riferimento al “punto G” (alias la televisione) che arrivò dopo la partecipazione della Salsi a Ballarò. Scontati gli applausi raccolti dalla consigliere al “convegno dei ribelli”. Così la polemica tra Grillo e la Salsi sembrava rientrare, pur lentamente. Peccato che un documento esclusivo di TgCom24 riaccenda lo scontro in modo fragoroso e, se possibile, lo riporta a livelli ancor più vertiginosi.

Il fuorionda - “Avevano detto che non si doveva fare gossip…il mestiere di…il mestiere di…della Fede”, dice un militante. E un secondo rincara: “Puttana era e puttana resta”. Quindi ancora la prima voce: “…non è mica andare in televisione, è fare qualcos’altro…”. Questa parte del fuorionda trasmesso da TgCom24. Ma chi è che attacca in modo così violento la Salsi? Si tratta di Marco Piazza e Massimo Bugani, due membri del Movimento 5 stelle bolognese, due esponenti considerati tra i “fedelissimi” di Beppe Grillo, presenti alla riunione di mercoledì sera”.

“Me lo dicano in faccia” - La Salsi, interpellata sempre da TgCom24, ha voluto commentare il duro fuorionda dei suoi colleghi grillini, che non lesinano parole grosse nei confronti della ribelle. “Ho visto l’agenzia di stampa con i ‘complimenti’ a me indirizzati – ha scritto in un sms -. L’unca cosa che ho da dire è che avevano un’occasione per dirmi in faccia quello che pensavano e non l’hanno saputa cogliere”. La Salsi poi conclude: “Per il resto, voglio essere lasciata in pace. Ho due bambini a casa malati, spero che abbiano la televisione spenta”.

 

 

Mercoledì sera, a Bologna, la riunione dei “grillini dissidenti”. L’intervento più atteso era quello di Federica Salsi, consigliere comunale proprio a Bologna, ormai celebre per l’attacco di Beppe Grillo con tanto di riferimento al “punto G” (alias la televisione) che arrivò dopo la partecipazione della Salsi a Ballarò. Scontati gli applausi raccolti dalla consigliere al “convegno dei ribelli”. Così la polemica tra Grillo e la Salsi sembrava rientrare, pur lentamente. Peccato che un documento esclusivo di TgCom24 riaccenda lo scontro in modo fragoroso e, se possibile, lo riporta a livelli ancor più vertiginosi.

Il fuorionda – “Avevano detto che non si doveva fare gossip…il mestiere di…il mestiere di…della Fede”, dice un militante. E un secondo rincara: “Puttana era e puttana resta”. Quindi ancora la prima voce: “…non è mica andare in televisione, è fare qualcos’altro…”. Questa parte del fuorionda trasmesso da TgCom24. Ma chi è che attacca in modo così violento la Salsi? Si tratta di Marco Piazza e Massimo Bugani, due membri del Movimento 5 stelle bolognese, due esponenti considerati tra i “fedelissimi” di Beppe Grillo, presenti alla riunione di mercoledì sera”.

 

“Putt… era e putt… resta”: il fuorionda contro la Salsi

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“Me lo dicano in faccia” – La Salsi, interpellata sempre da TgCom24, ha voluto commentare il duro fuorionda dei suoi colleghi grillini, che non lesinano parole grosse nei confronti della ribelle. “Ho visto l’agenzia di stampa con i ‘complimenti’ a me indirizzati – ha scritto in un sms -. L’unca cosa che ho da dire è che avevano un’occasione per dirmi in faccia quello che pensavano e non l’hanno saputa cogliere”. La Salsi poi conclude: “Per il resto, voglio essere lasciata in pace. Ho due bambini a casa malati, spero che abbiano la televisione spenta”.

 

La riunione dei dissidenti – ll Movimento cinque stelle comincia ad assomigliare ad una torre di Babele. Poi c’è un leader che tenta in tutti i modi di imporre le sue regole mentre gli attivisti scalpitano per conto loro. La riunione dei grillini, ieri sera a Bologna è stata un test importante per capire chi sta dalla parte di Federica Salsi e Giovanni Favia e chi invece sta dalla parte di Grillo. Ebbene l’intervento della grillina da talk show è stato accolto da rumorosissimi applausi dei grillini bolognesi. ”Non mi pento di essere andata in televisione. Credo che sia importante parlare del nostro lavoro. Grillo è il megafono, un punto di riferimento per tutto il movimento. Ma noi siamo nelle istituzioni, nel territorio, ed è giusto che la gente sappia cosa facciamo”, ha dichiarato la Salsi. E menter lei parlava a Bologna Giovanni Favia faceva la stessa cosa nella sua Ferrara. “In attesa di sbarcare a Roma con i nostri parlamentari abbiamo bisogno di una sponda per alcune nostre interrogazioni: ho raccolto la disponibilità di Barbato, ovviamente su singole battaglie non rinviabili al dopo elezioni”, ha affermato il consigliere regionale.

La reazione del leader – Ma a Beppe Grillo gli applausi di ieri sera non sono proprio andati giù. E Beppe prova a riprendere in mano la situazione questa mattina. ”Loro- scrive Grillo sul suo blog – insistono con la fiducia a questo o a quell’altro esponente del M5S data con l’applausometro o con il voto per alzata di mano di poche decine di persone, la cui iscrizione al M5S non viene certificata formalmente. I ragazzi del M5S da sempre si riuniscono per discutere con i loro portavoce, ma la fiducia va gestita in modo formale. Non siamo all’asilo mariuccia, cari pennivendoli”. Insomma Grillo attacca con una sola dichiarazione i suoi attivisti rumorosi e i soliti giornalisti. Ormai sembra un disco rotto. Peccato però che le acclamazioni dei vari “Vaffa Day” andavano bene. Quelle ai grillini democraticamente eletti no. 

La remissione del mandato – Infine Beppe Grillo torna sulle regole del movimento e sulla clauola che fa tanto discutere della remissione periodica del mandato da parte di tutti gli eletti a tutti i livelli del M5S. ”Il consigliere, il sindaco o il parlamentare non ha alcun obbligo di rimettere il mandato periodicamente (ad esempio ogni sei mesi). Nel caso questo avvenisse deve essere preceduto da un’informazione pubblica e dettagliata del suo operato sul portale del M5S con una votazione estesa a tutti gli iscritti del Comune e della Regione di rifermento, o dell’intero corpo elettorale in caso del Parlamento”.

 

Si fa sempre più teso il clima all’interno dell’idv dopo il caos seguito alla servizio di Report e dopo le dimissioni del capogruppo Donadi. Ieri durante una riunione del partito, si è arrivati a questa conclusione: Antonio Di Pietro resta, Massimo Donadi no. L’ex pm ha avuto la meglio in quello che nel partito è stato definito un “redde rationem” necessario. Donadi si avvia dunque a lasciare l’Idv (in giornata annuncerà il suo passaggio nel gruppo misto) dopo che la sua linea è uscita sconfitta dalla riunione di deputati e senatori del partito.   Una riunione durata oltre cinque ore e terminata solo dopo la mezzanotte. Tra le altre risoluzioni, quella che il congresso dell’Italia dei Valori si terrà soltanto dopo gli appuntamenti elettorali regionali e nazionali.

Partito allo sbando Antonio Di Pietro ha evitato i giornalisti al termine dell’incontro. Massimo Donadi, invece, si è concesso a telecamere e microfoni come aveva fatto anche i serata, prima dell’inizio del confronto: “Di Pietro ha presentato la sua linea. Devo dormirci su, domani prenderò le mie decisioni”, ha detto il deputato che ha voluto poi fugar ogni dubbio sulle ipotesi di un passaggio al Pd: “Non va neanche preso in considerazione”, ha aggiunto sottolineando tra l’altro che “sono sei mesi che Di Pietro dice che ci accorderemo con il Pd, eppure non succede nulla”. In giornata i deputati dell’Idv torneranno a riunirsi per eleggere il nuovo capogruppo. Antonio Borghesi, già facente funzioni dopo le dimissioni di Donadi, sembra il più probabile successore. E ieri mercoledì 7 novembre, si è dimesso da deputato e da segretario dell’idv toscano anche Fabio Evangelisti: con il suo addio i deputati Idv scendono a diciannove, la soglia minima per essere gruppo autonomo. Si dovrà chiedere una deroga a Fini altrimenti tutti nel gruppo misto.  La decisione di Evangelisti, “è conseguenza diretta dei deliberati   dell’ultima riunione dell’Ufficio di presidenza de l’Italia dei   Valori, là dove si dice che è ormai necessario avviare una nuova   fase costituente, aperta al contributo di figure ed espressioni della   società civile, per costruire un nuovo soggetto politico. Per fare   ciò, non v’è dubbio, servono energie fresche e grandi entusiasmi.   Caratteristiche che, al momento, non mi riconosco”, ammette. E conclude: ”Questo partito – prosegue Evangelisti – ce la può ancora fare.  Ha però bisogno di qualche bel gesto e anche di un bagno d’umiltà.   Per quanto mi riguarda, stasera porterò la mia bacinella d’acqua alla  causa comune. Un caro saluto e l’augurio delle migliori fortune”,  

 

La Nasa ha scelto l’Italia come sede della riunione periodica del gruppo che lavora alla missione Juno, la sonda diretta verso Giove, e ha premiato con targhe di riconoscimento i tecnici aquilani di Thales Alenia Space, l’Agenzia Spaziale italiana e i responsabili dei gruppi scientifici dei due strumenti italiani a bordo della sonda. Il nostro paese è stato scelto, fanno sapere dall’Asi, per “l’impegno eccezionale, nonostante le difficoltà e la tenacia nel portare a termine un lavoro con una puntualità perfetta hanno contraddistinto la città de L’Aquila e i tecnici che hanno realizzato KaT (Ka-Band Translator)” uno dei due strumenti italiani a bordo della sonda.

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