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scemenza

 

di Filippo Facci

Premio per la scemenza di fine anno a Giulia Bongiorno e Mara Carfagna, che hanno proposto di dare l’ergastolo a chi uccida una donna «solo perché è femmina», perciò discriminata. Uccidere una donna, ergo, sarebbe più grave che uccidere un uomo. Si passerebbe cioè dalla discriminazione che prevedeva attenuanti per chi uccideva una donna «per causa d’onore» (valida sino al 1981) a una discriminazione che prevede aggravanti per chi la uccida «in quanto femmina»: da una discriminazione all’altra, come capisce anche un bambino. Ora: non va sprecata una parola di troppo per spiegare che le distinzioni di genere sono tutte pericolose; semmai potremmo chiederci che cosa dovrebbe accadere, a loro dire, se una donna uccidesse una donna in quanto femmina, o se una donna uccidesse un uomo in quanto transgender: ma pare già troppo. Va solo ricordato che la Bongiorno e la Carfagna sono in Parlamento in quanto femmine, ossia, pur in modo differenziato, in quota rosa: e ora combattono contro la stessa discriminazione di cui hanno approfittato, anche grazie al – termine inquietante – Porcellum. Le femministe professionali fingono di ignorare che la storica prevalenza degli uomini tende fisiologicamente ad affievolirsi, come è logico e come accadrà anche senza leggi idiote. Certe femministe ostacolano la causa che promuovono: perché la Storia non prevede scorciatoie, anche se – come sanno le nostre amiche – le prevede il Parlamento.

 

“Bella scemenza non fare votare i sedicenni”, scrive il segretario nazionale dei Giovani democratici, Fausto Raciti sul suo profilo di Facebook . La regola delle primarie del centrosinistra che impedisce ai minorenni di recarsi ai gazebo per scegliere il candidato premier della coalizione Pd-Sel-Psi – come avviene ininterrottamente dal 2007 –  fa andare su tutte le furie non solo Matteo Renzi, ma anche l’intera organizzazione giovanile democratica, che invece da tempo di è schierata compattamente con Pierluigi Bersani e che con il sindaco di Firenze in genere simpatizza davvero poco. L’ultima mossa dei Garanti però è riuscita a scatenare, in un organizzazione fin qui “sempre fedele” alla linea del partito, una vera e propria “sommossa” che parte dai vertici nazionali del movimento under30 e si propaga sui territori.

Domanda: la comunicazione dispensa dai ragionamenti provvisti di un capo e di una coda? Insomma, non conta più fare affermazioni che stiano in piedi, visto che basta ripetere all’infinito una scemenza perché diventi automaticamente verità di fede?

Maurizio Gasparri – con quella faccia da Rugantino soddisfatto, “che ne ha prese tante, ma gliene ha dette…” – si piazza davanti ai microfoni dei Tg e annuncia l’opposizione del conglomerato berlusconiano contro le modifiche omeopatiche al testo sulla riforma del lavoro del duo Fornero-Monti; in quanto – dice lui – scarse di effetti occupazionali. Ossia la tesi sul demenziale andante che per aumentare il numero degli occupati occorre moltiplicare quello dei licenziati.

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