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Science

La scienza nell’era dei social network. Forse Mark Zuckerberg la chiamerebbe Facebook Science: è il nuovo modo in cui i ricercatori italiani possono sfruttare Fb per far sentire la loro voce parlando al pubblico, e magari arrivando su giornali e tv. Il progetto si chiama ‘Science in Italy’ ed è una community attiva su Facebook alla pagina www.facebook.com/scienceinitalybeta. L’obiettivo è semplice: far emergere in modo diretto “tutta la buona scienza prodotta e pubblicata dai ricercatori italiani promuovendola verso tutti quelli che di scienza vorrebbero sapere di più: pubblico, giornalisti, studenti, ma anche politici e decision maker e tutti quelli che twittano, postano e bloggano e che vogliono capire al volo quello che conta nella ricerca scientifica Italiana e, perché no, destinarvi risorse di sviluppo” spiegano gli ideatori.

Le emozioni molto forti e ad alto impatto appena provate possono essere cancellate dal cervello. Lo ha dimostrato uno studio dell’Università di Uppsala pubblicato da ‘Science’, che potrebbe essere usato per eliminare le paure e i ricordi più traumatici. Nello studio i ricercatori hanno mostrato una foto neutra ad alcuni soggetti somministrando allo stesso tempo una scossa elettrica. In questo modo la figura suscita paura, e un ricordo pauroso viene formato nel cervello, che viene riattivato mostrando la foto senza la scossa.

Nanovettori intelligenti utilizzati per le diagnosi mediche e per la consegna dei farmaci, minuscoli robot usati negli interventi chirurgici, assistenti umanoidi, materiali smart e compatibili con l’ambiente, plastiche dalle prestazioni senza precedenti, sono alcuni dei temi che vengono  trattati al convegno internazionale “The future of science” organizzato a Venezia, sull’isola di San Giorgio, tra il 16 e il 18 settembre. Tema di quest’anno, la “Società della nanoscienza”. Ad aprire la sessione scientifica del convegno l’italiano Roberto Cingolani, direttore dell’Istituto italiano di tecnologia di Genova, assieme a Mihail Roco dell’americana National science foundation. Nella lista degli argomenti la robotica, lo sviluppo di materiali multifunzionali, incluso il rapporto tra nanotecnologia, energia e ambiente, ma anche la biologia e la medicina. 

In queste giornate di caldo infernale, in attesa delle burrasche abbasseranno le temperature, la notizia che arriva dalla Svizzera potrebbe portare sollievo a chi soffre particolarmente l’afa. I ricercatori dell’università di Ginevra hanno scoperto una proteina che ci aiuta a modulare la nostra temperatura interna. I risultati dello studio sono pubblicati sulla rivista “Science”. Molte delle nostre funzioni fisiologiche, come la frequenza del battito cardiaco, la secrezione ormonale o la temperatura corporea, sono regolate da orologi interni. La maggior parte delle cellule del nostro corpo ne possiedono uno, formato da un gruppo di “geni orologio” che effettuano un’attività ciclica con picchi ogni 24 ore.

La verdura non sa più di verdura, come anche la frutta del resto. Al cattivo gusto si aggiunge anche la delusione di aver mangiato qualcosa che genera il sospetto di non essere abbastanza nutriente. Cosa è successo alle verdure? Perché un pomodoro non sa più di pomodoro? Scrive Science che la colpa è da attribuirsi alla modifica del gene S1GLK2 nelle varietà moderne, che permette di maturare con una colorazione uniforme. Si è poi scoperto che da questo gene dipendeva l’accumulo di zuccheri e carotenoidi, responsabili del sapore e del gusto tipico del pomodoro. Modificando S1GLK2, il pomodoro ha perso in sapore. Quindi siamo spinti a comprare un bel pomodoro rosso scintillante ma poi il sapore è tutto l’opposto di quello che sembra davvero. Come si dice: l’apparenza inganna. Forse portando indietro le lancette della selezione genetica, si potrebbe riparare all’errorre correggendo e reintroducendo il così gustoso gene. Dimostrazione che non sempre è possibile avere la botte piena e la moglie ubriaca. Insomma se si vuole avere il pomodoro saporito si deve rinunciare alla formidabie e ineguagliabile maturazione rigorosamente marziale che vorremmo tanto.

ET non è tra noi sulla Terra. Sul nostro Pianeta non esiste infatti nessun batterio alieno capace di vivere di arsenico, così come invece avevano annunciato gli astrobiologi della Nasa due anni fa dalle pagine di Science. La scoperta, che già all’epoca fece molto scalpore, viene oggi smentita da due nuovi studi pubblicati sempre da Science, che in un editoriale ricorda come fare scienza significhi anche saper riconoscere gli errori e correggerli.

La capacità di scatenare una guerra o di vincere la pace albergano entrambe nell’uomo. I conflitti hanno iniziato a far parte della vita della nostra specie all’epoca dei cacciatori-raccoglitori e da allora non ci hanno più abbandonato. Combattiamo per il cibo. Per un compagno. Per un confine. Per il primato su un’altra popolazione. La prestigiosa rivista Science, edita dall’American association for the advancement of science (Aaas), dedica il suo ultimo numero al tema della guerra. E descrive come la scienza, dopo aver “perso la propria innocenza” con Hiroshima e Nagasaki, stia contribuendo a sanare i conflitti tra gli uomini.

Nell’ambito delle celebrazioni per il Cinquantenario della fondazione dell’Istituto di Genetica e Biofisica del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Napoli “Adriano Buzzati-Traverso” il 12 aprile avrà inizio il ciclo di Science Cafè “Leggere il DNA”, presso la Fnac di Napoli. L’Istituto si è contraddistinto sin dalla fondazione, nel 1962, per il carattere innovativo delle ricerche, gettando le basi della genetica molecolare italiana negli anni ’60, una disciplina allora nuovissima, che ha poi rivoluzionato la biologia e che ha assicurato all’Istituto uno straordinario successo scientifico e contribuì a fare di Napoli un centro di eccellenza per le ricerche genetiche, grazie alla visionaria scelta del fondatore Adriano Buzzati-Traverso. Gli Science Cafè rappresentano un momento di incontro tra scienza e società per seguire percorsi informali di divulgazione scientifica e per leggere il “discorso sulla vita”, la biologia, una scienza che parla di noi, della nostra storia, di come funzioniamo. Il programma prevede sei incontri con i ricercatori dell’IGB-CNR, impegnati quotidianamente con ricerche su temi di primo piano per il progresso della medicina e la cura delle malattie. saranno gratuiti e aperti a tutti, con l’obiettivo di favorire coinvolgenti conversazioni con scienziati, su temi attuali della ricerca scientifica e avranno cadenza mensile.I ricercatori dell’IGB-CNR racconteranno così le ultime scoperte della genetica. Caffè scientifico: imparare, discutere, bere un caffè. In libreria.

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