Raccolta News di Economia e Finanza aggiornate in tempo reale

Sembra

Le tinte sono le stesse, bianco, rosso e blu: un po’ democratico, un po’ repubblicano, in ogni caso molto american style. Anche lo slogan della testata “Cambiamo l’Italia Adesso!” fa parte del panorama noto del sindaco toscano. Colpisce il tempismo scelto per il lancio di un sito sponsorizzato, il cui link appare in cima alle preferenze dopo la più semplice tra le ricerche su google: “Matteo Renzi”. Tra i risultati compare in bella evidenza un inatteso annuncio pubblicitario: “Una lista indipendente per Matteo Renzi? Facci sapere come la pensi!”. Inatteso perché appena resi noti i risultati che davano la vittoria di Pierluigi Bersani alle primarie del centrosinistra, lo sconfitto assicurava di non aver alcuna intenzione di formare una propria lista. 

Premessa: potrebbe trattarsi di una foto falsa ma senza dubbio l’immagine del gatto che ha il volto di Batmna sta facendo il giro del mondo. In pochi minuti, ‘immagine spassosa del micio dallo sguardo umano ha ottenuto più di un milione di visualizzazioni.

 


pubblicato da Libero Quotidiano

Dal web, il micio che sembra Batman

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Sei milioni di dollari, quasi cinque milioni di euro, questa la cifra che Dominique Strauss-Kahn sembra essere disposto a pagare, per mettere fine alla causa civile che lo vede imputato contro Nafissatou Diallo, la cameriera che 18 mesi fa lo accusò di stupro mettendo fine alle sue aspirazioni di candidarsi all’Eliseo. Sebbene il procuratore distrettuale, infatti, avesse rinunciato a procedere con la causa penale, il 23 agosto 2011, in seguito all’emergere di alcuni fatti relativi al passato della signora Diallo, che ne avrebbero messo in dubbio la credibilità, resta in piedi una causa civile intentata dalla stessa contro l’ex capo del Fmi. L’accordo, per diventare effettivo, dovrà essere firmato la prossima settimana davanti al giudice del tribunale civile del Bronx che ha in carico la causa fra i due e, la risoluzione, anticipata dalla rivista francese Le Monde, potrebbe finalmente chiudere un lungo e intricato capitolo.

Negli ultimi mesi, infatti, DSK avrebbe viaggiato diverse volte a New York proprio per discutere i termini di un accordo di cui, però, al momento, i suoi avvocati continuano a negare i termini. È probabile, fra l’altro, che una delle clausole della risoluzione fra i due sarà proprio quella del divieto assoluto di discutere dei dettagli in pubblico e, in generale, di mantenere un certo riserbo su tutta la vicenda. L’accordo dei sei milioni di dollari, tuttavia, sembra cosa certa, come confidato dallo stesso DSK a fonti a lui molto vicine alle quali avrebbe anche confessato di non disporre di una cifra così alta.

Certo non è stato The Dabate del ‘60, il dibattito in cui Nixon, sudatissimo, avvolto nei rigagnoli di cerone, diceva cose anche intelligenti; ma era sopraffatto dalla controffensiva del folgorante John Kennedy che non diceva cose intelligentissime ma le diceva con uno charme innaturale. Al punto che i commentatori non badarono ai contenuti, ma al contenitore, e Nixon pareva estratto da un sarcofago: “ Oddio, sembra che l’abbiamo sepolto ancora in vita…”. 
Certo, il “confronto finale” fra Matteo Renzi e Pieluigi Bersani non è stato epocale. Ma s’è dimostrato, inconsuetamente, una bella pagina di civiltà televisiva. Non accadeva da tempo, a Raiuno. Tecnicamente possiamo segnalare lo studio rubato a SkyTg24 specie nei colori e nel  ritmo, e la piccola genialata di coinvolgere elettori e -soprattutto – comitati degli schieramenti opposti nelle domande che richiedevano risposte sincopate, date con la bombola d’ossigeno (3 minuti per l’appello finale, 2 per i questiti lungo, 30 secondi per quelli brevi). Tra l’altro, se tocchi Bersani sulle liberalizzazioni, ti rendi conto che. nella materia specifica, Pigi è un drago (io gli devo la portabilità del mio mutuo, Montezemolo quella del suo treno…); e se lasci sfogare Renzi sulle contraddizioni del Pd dall’irrealizzata legge sul conflitto d’interesse alle devastante riforma Berlinguer, be’ contribuisci a rendere  lo spettacolo di due che parlano davanti a un leggio,  finanche emozionante. Ci sono un sacco di elementi che consegnano questo dibattito se non agli onori della storia, a quelli della buona cronaca.
Renzi in maniche di camicia per non apparire un impiegato del catasto;  Bersani in giacca blu che in tv sembra  marron e che lascia passare l’idea di una persona perbene lasciatosi soggiogare dai suoi oligarchi e che ora vuole  affrancarsi; la Monica Maggioni moderatrice metà donna metà sedia ma incalzante e abbastanza sexy fiera di “essere cittadina di un paese normale”; l’applauso di parte ma discreto sulle domande dal web;le battute sui tacchini sul tetto e i passerotti (Bersani) e quelle su Pericle, Fiorito, Fede e la Santanchè (Renzi), roba che non è farina del sacco degli spin doctor checché ne dica Vittorio Zucconi su Repubblica; infine lo snodarsi di un dibattito onesto che finisce nelle scuse al parroco (Bersani) per lo sciopero sacrosanto dei chierichetti, e in quelle al fratello medico (Renzi) costretto a lavorare in Svizzera invece che nella città dove Matteo fa il sindaco: tutto, qui, ha insufflato nello spettatore un’idea di quella democrazia che la politica aveva da tempo inumato. Nessuno s’è azzannato, solo qualche uppercut ben assestato nelle regole e nel rispetto. Nessuno che ha accusato l’altro di atti inesistenti come fece la Moratti con Pisapia. Nessun neo, in una serata mediaticamente perfetta. Il mio primo pensiero è stato: “Chissà se nel Pdl riusciranno a fare lo stesso…”; il secondo pensiero era sull’Ansa battuta subito dopo: “Pdl, le Primarie saranno annullate”. E poi dice, come diceva Totò, che uno si butta a sinistra…

L’obiettivo di azzerare le infezioni da Hiv è raggiungibile, ma servono più sforzi da parte della comunità internazionale. Lo afferma l’Oms, l’Organizzazione mondiale della Sanità, nel comunicato di presentazione del World Aids Day 2012, previsto per l’1 dicembre. “Zero nuove infezioni da Hiv, zero malattie legate all’Aids, zero discriminazioni per i malati – si legge nel documento – data la situazione attuale dell’epidemia sembra un obiettivo difficile, ma molti progressi sono in corso”.

David Beckham paparazzato allo Staples Center di Los Angeles. Il calciatore, sugli spalti per seguire il match tra LA Lakers e Indiana Pacers, sembra essere più interessato all’esibizione delle sexy cheerleaders. Chissà come ha reagito la moglie Victoria Beckham


pubblicato da Libero Quotidiano

Quando Victoria non c'è Beckham ammira le cheerleaders

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“Attacca il nemico quando è debole” questo è uno dei grandi insegnamenti di Sun Tzu e sembra essere la migliore chiave di lettura per interpretare l’annuncio di Volkswagen di voler varare un piano di investimenti triennale da ben 50 miliardi di euro per lo sviluppo di nuovi modelli e l’apertura di nuovi impianti produttivi principalmente al di fuori dell’Europa.

I vertici della casa di Wolfsburg con questo colossale investimento hanno compiuto una mossa decisiva per sopravvivere alla crisi in corso, cercando di erodere quote di mercato dei diretti competitor che, così, rischiano di ritrovarsi fuori dai giochi.

Facebook censura ma sbaglia clamorosamente. E’ proprio quello che è successo al magazine online Theories of the Deep Understanding of Things che ha pubblicato in bacheca la foto di una ragazza bionda e ammiccante adagiata in una vasca da bagno. Ma il social network di Zuckerberg ha immediatamente censurato l’immagine in base alle regole che gli iscritti devono seguire per vivere nel mondo virtuale di Facebook. Stavolta, però, i controllori dei contenuti hanno toppato in pieno: quello che sembra il seno della donna non è altro che un gomito.

 


pubblicato da Libero Quotidiano

Sembra tetta ma non è… Facebook censura ma toppa clamorosamente

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Il paese ha bisogno della politica. “La gente è stanca dei partiti”. “Ringraziamo i tecnici, ma il popolo è sovrano”. “Dobbiamo rispettare gli impegni europei”. “Berlusconi è il nostro padre nobile”. “Occorre sviluppare politiche di sostegno alle aziende”. “La sfida è sui diritti e su un nuovo welfare”. “Hanno paura. Sono già morti e non lo sanno”. “Ci chiamano antipolitica perchè sanno che perderanno la poltrona. Via i ladroni”. “Basta con i privilegi, basta con la casta”. “Rottamiamo i politici e le idee vecchie”.

L’icona del calcio “Made in UK”, amato dal mondo del gossip, lascia i Los Angeles Galaxy dopo 5 anni intervallati da una duplice parentesi al Milan. Sembra che sia arrivato anche per lui il momento di “appendere le scarpe al chiodo”.

pubblicato da Wallstreet Italia
Link articolo:

David Beckham, icona di stile, dice addio al calcio

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