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Tangenti

La cifra è virale. Non c’è post, articolo, dossier sul tema della corruzione che non la ripeta. Si trova su Repubblica, Libero, il Sole 24 Ore e, sì, anche sul Fatto Quotidiano. E’ approdata perfino all’estero: c’è cascata la Reuters, e perfino il Washington Post. Insomma, sembra essere diventata una delle poche certezze in Italia – non da esserne fieri – che la corruzione nelle pubbliche istituzioni costi 60 miliardi di euro ogni anno, ossia il 3% del prodotto interno lordo italiano. Quasi il triplo della manovra ‘salva-Italia’.

Mentre leggo delle tangenti pagate in Lombardia a esponenti Pdl per poter costruire palazzi all’interno di aree verdi (dove non si può), arriva la notizia che il governo Monti ha varato la norma che introduce il silenzio-assenso per le richieste di edificare in aree vincolate. Il tempo di riprendersi, e arriva il giudizio del Consiglio Superiore della Magistratura sul Ddl anticorruzione appena varato dal Senato: “Arretramento significativo, rischio di far lavorare a vuoto il sistema”. Il cerchio si chiude.

Ambiente e legalità sono due facce della stessa medaglia. Nei Paesi dove più bassa è la cultura della legalità diffusa (e dove più deboli sono le leggi in materia), più gravi e frequenti sono le offese e i danni ai beni comuni: territorio, aria, acqua.

Avviso di garanzia per Sandro Sisler, coordinatore provinciale del Pdl di Milano. E’ indagato dalla procura di Monza per corruzione nell’ambito di un’inchiesta per tangenti. Da questa mattina carabinieri e Gdf stanno eseguendo una serie di perquisizioni nelle sue abitazioni e uffici.

tovato su: Il Fatto Quotidiano

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Nuove ombre giudiziarie si allungano sul Pirellone nel tardo pomeriggio di martedì 16 ottobre, in cui Roberto Formigoni interviene in Consiglio regionale e annuncia che la “legislatura è giunta al termine” e spinge l’acceleratore verso il voto. Il governatore ha spiegato che, nei prossimi giorni, darà “vita a una giunta rinnovata di persone esterne alla politica” lombarda e confermato la determinazione a cambiare la legge elettorale, ma, ha avvertito, non è una priorità e si può andare al voto “prima di Natale” anche con quella attuale. Formigoni aveva finito di parlare da qualche ora e su Palazzo Lombardia si sono riaccesi i fari della Procura. 

Compagnia delle Opere Si tratta dell’indagine sulla discarica di amianto nel Cremonese per la quale è finito in carcere, nel novembre scorso, l’ex vice presidente del Consiglio regionale lombardo, Franco Nicoli Cristiani. Nell’inchiesta, si è appreso, sono indagati, con l’accusa di corruzione, anche il presidente e l’ex vice presidente della Compagnia delle opere di Bergamo, Rossano Breno e Luigi Brambilla. Oggi la guardia di finanza ha setacciato le sedi delle società di cui sono amministratori. Un imprenditore, Pier Luca Locatelli, sospettano i pm, avrebbe realizzato lavori gratis in una scuola e versato denaro a Breno e Brambilla, affinchè favorissero la Cavenord di Locatelli ottenendo la trasformazione della cava di cappella Cantone in discarica di amianto. Negli sviluppi dell’inchiesta, in particolare, a Breno e Brambilla viene contestato di avere interceduto, presso gli amministratori della Regione, per svoltare la situazione a favore di Locatelli, anche attraverso una delibera “su proposta di Roberto Formigoni” datata 20 aprile 2011.

Nuove rivelazioni che complicano, ancora prima del battesimo, il percorso della nuova giunta Formigoni. E potrebbero accorciare il cammino verso il voto, col rischio di vanificare i desideratà dell’alleato Lega Nord che, contrariamente al governatore, vorrebbe arrivare ad aprile e accorpare regionali e politiche in un unico election day. In serata, Angelino Alfano si è limitato ad assicurare che in Lombardia si andrà a votare “presto”, anche se la data “non è stata ancora stabilita”. Molto dipende anche dalla trattativa e dal dialogo dell’alleanza a livello nazionale con la Lega Nord. Il Carroccio non ha mai nascosto di ambire al posto di governatore lombardo e di voler mettere quella poltrona sul piatto dell’intesa nazionale, così come ha ribadito Roberto Maroni-  Asprirazioni, quelle del segretario federale dei ‘lumbard’, subito bocciate da Formigoni che ha definito “irrituale” un’eventuale candidatura dell’ex ministro dell’Interno (sabato si terranno le primarie organizzate dal Carroccio). In ogni modo, sicuramente, la Lega, malgrado le tensioni dei giorni scorsi, parteciperà con un suo rappresentante alla nuova giunta, come ha chiarito il segretario lombardo, Matteo Salvini (con tutta probabilità si tratterà del vice presidente Andrea Gibelli). Mentre alleato del governatore verso un’accelerazione del voto potrebbe essere il Pd, favorevole a tornare alle urne il prima possibile. Molto dipende dalla discussione sulla legge elettorale: la Commissione affari istituzionali è stata chiamata a riunirsi in seduta urgente già da domani, mentre il presidente Fabrizio Cecchetti ha convocato per giovedì prossimo il consiglio per l’approvazione della nuova legge

 

Un funzionario dell’Assessorato   Famiglia del Comune di Milano, Patrizio Mercadante, è stato arrestato  insieme ad altre due persone nell’ambito di un’inchiesta condotta   dalla procura di Milano con al centro 38 milioni di euro di appalti   per la gestione delle case vacanze. Le accuse per gli arrestati sono, a vario titolo, corruzione e turbativa d’asta. Sono in corso   perquisizioni da parte della Guardia di Finanza.Stando a quanto si apprende negli ambienti   giudiziari oltre ai 3 arresti il gip di Milano Maria Vicidomini ha   emesso anche una misura interdittiva. I fatti risalgono a qualche anno  fa. La corruzione contestata dagli inquirenti sarebbe inoltre in  riferimento ad una somma da 100 mila euro.

 

 

Dopo lo scandalo delle consulenze d’oro e quello del fallimento della partecipata Zincar, l’ex giunta di Letizia Moratti torna nel mirino della giustizia. Tre persone sono state arrestate nell’ambito di un’inchiesta su presunte irregolarità nei finanziamenti concessi dal Comune di Milano per case vancanza per i bambini. Gli arresti sono stati disposti dal Gip Maria Vicidomini, su richiesta dei Pm Grazia Pradella e Tiziana Siciliano che hanno chiesto e ottenuto anche una misura interdittiva.

Al centro delle indagini coordinate dal procuratore aggiunto Alfredo Robledo una corruzione da 100mila euro e finanziamenti per 38 milioni legati ad appalti per le case vacanza. Contestata anche la turbativa d’asta.

Arresti per tangenti questa mattina nel Modenese. Le ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal Gip di Modena nell’ambito dell’ Operazione Demiurgo, riguardano – si è appreso dalla Questura di Modena – il responsabile dell’Ufficio tecnico del Comune di Castelfranco Emilia, un imprenditore edile e un geometra in servizio all’Ufficio tecnico comunale di Carpi.

Il primo è accusato di corruzione aggravata, truffa, turbata libertà degli incanti; sequestrate preventivamente somme di denaro per 26.000 euro (reati contestati tra il 2007 e il 2009). L’imprenditore deve rispondere di corruzione e truffa; sequestrate somme per 24.000 euro (reati contestati tra 2007 e 2008). Al geometra, addetto alla manutenzione e segnaletica stradale, sono contestati i reati di corruzione aggravata e turbata libertà degli incanti (fatti del 2011 a Carpi).

Di nuovo l’operazione immobiliare di Montecity Santa Giulia. Milano, periferia ovest: Rogoredo. In pista prima Luigi Zunino e poi Giuseppe Grossi. Finirà male. Meglio: finirà sul tavolo della procura. Riciclaggio e bonifiche mal fatte. C’è chi patteggia (Rosanna Gariboldi moglie del parlamentare Pdl Giancarlo Abelli). E chi attende, a giorni, l’avviso di chiusura indagine. Nel frattempo capita dell’altro. L’inchiesta madre di Santa Giulia incrocia quella per corruzione che vede tra gli indagati l’ex presidente del Consiglio regionale, il leghista Davide Boni. Giro (presunto) di tangenti raccontato in decine di pagine di verbali e che, a breve, saranno cristallizzate in un incidente probatorio a carico dell’architetto Michele Ugliola e dell’imprenditore Gilberto Leuci. Data ancora da fissare. Ma atti (circa mille pagine) depositati da due giorni. E’ da questi che emergono i rapporti tra il procacciatore d’affari e pagatore di tangenti ai politici Michele Ugliola e i vertici di Aler (non indagati), l’azienda regionale che gestisce un vero patrimonio di case popolari e non solo.

 

Nelle carte dell’inchiesta della Procura di Milano sulle tangenti sanitarie, spunta un vecchio nome, quello di Mario Chiesa. L’uomo da cui vent’anni fa cominciò Tangentopoli confessando ad Antonio Di Pietro di aver intascato la prima mazzetta nel 1974, quando era capo ufficio tecnico del Sacco. Se secondo le dichiarazioni di Viscardo Paganelli, l’imprenditore romano al centro dell’Inchiesta, sarebbe ancora oggi attivo nel capoluogo lombardo a mediare incontri tra chi vuole affari e chi è pronto a chiedere tangenti ma non è indagato in quanto non risulta abbia ricevuto personalmente del denaro.  In particolare Chiesa si sarebbe accreditato come referente della Lega. Lo rivela il settimanale l’Espresso in edicola domani, venerdì 29 giugno. 

Il ritorno di Chiesa Paganelli – che venne arrestato e condannato nel 2011, per i soldi versati a personaggi vicini a Massimo D’Alema – nei suoi verbali descrive gli incontri Milano per cercare di inserirsi nel business delle forniture ospedaliere. E ha detto che, dopo avere pagato nel 2011 una mazzetta di 10 mila euro destinata a Max Bastoni, consigliere leghista a Palazzo Marino, lo stesso Bastoni lo incontrò nella sede della Regione per ringraziarlo. “A quell’incontro – stando alle dichiarazioni di Paganelli – sarebbe stato presente anche Davide Boni, l’allora capogruppo leghista di cui Bastoni è sempre stato un collaboratore. Boni si è dimesso dall’incarico dopo essere stato indagato in un’altra istruttoria per tangenti spartite da Lega e Pdl sulle grandi pratiche urbanistiche lombarde”, si legge sul sito de L’Espresso. Paganelli ha parlato degli incontri con i dirigenti sanitari lombardi vicini alla Lega, condotti lo scorso anno grazie alla mediazione del faccendiere Ferdinando Azzarello. E ha dichiarato che gli venne organizzato un appuntamento anche con Mario Chiesa, che si presentò come braccio destro di Maurizio Viecca, primario di cardiologia dell’ospedale Sacco.  

 

Perquisiti ufficio e abitazione di un esponente milanese della Lega, Max Bastoni. L’ipotesi della procura di Milano è che abbia incassato una tangente da un imprenditore romano. Così il partito di Umberto Bossi torna al centro di inchieste della magistratura, dopo i casi dell’ex presidente del consiglio regionale lombardo Davide Boni, del tesoriere Francesco Belsito e dei fondi pubblici utilizzati per finanziare i figli di Bossi e il suo “cerchio magico”. Le perquisizioni, chieste dal procuratore aggiunto Alfredo Robledo, sono state eseguite dagli uomini della Guardia di finanza, alla ricerca di elementi su una tangente che sarebbe stata pagata da Viscardo Paganelli, l’imprenditore proprietario della Rotkopf, arrestato a Roma un anno fa, nel giugno 2011, per le tangenti Enac, l’ente nazionale per l’aviazione civile.

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