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Un servizio televisivo da tg può costare caro. Anche il lavoro. Giampiero Amandola, il giornalista del Tgr Piemonte sospeso per un servizio sulla vigilia della partita Juventus-Napoli perchè conteneva alcune frasi irriguardose nei confronti dei tifosi napoletani, è stato licenziato dalla Rai. Il cronista, non è nell’orario della redazione torinese dalla prossima settimana. A rendere il srevizio offensivo sono stati due elementi: il coro di alcuni giovani juventini molto pesante contro i tifosi napoletani e le parole dello stesso cronista che si era lasciato scappare una battuta intervistando un altro gruppo di sostenitori bianconeri. “E i napoletani voi li riconoscete dalla puzza, vero?” aveva detto il giornalista. Il servizio aveva subito scatenato un’ondata di proteste a Napoli e non solo e la Rai aveva chiesto scusa per il comportamento del cronista. La sospensione era stata immediata. Poi è arrivato il licenziamento. La battuta razzista l’ha pagata con il posto di lavoro.

 

Palermo-Verona, partita di coppa Italia che si giocherà stasera già comincia col piede sbagliato. Massimo Bessone, consigliere regionale della Lega Nord e Pdl in Trentino Alto Adige, ha espresso il suo sostegno alla sua squadra del cuore, il Verona in questa maniera: “E´ la prima partita ufficiale in Africa per la nostra squadra.  La notizia ha già fatto il giro del web. Sulla pagina facebook dei tifosi del Verona il comemnto ha già creato molte polemiche. Peccato che sul suo sito web personale il consigliere scrive: “Sono una persona moderata che ama la giustizia e non ama gli eccessi”. Alla faccia della moderazione, verrebbe da dire. Stasera i tifosi veronesi saranno presenti allo stadio Renzo Barbera per sostenere la squadra. Ma la tifoseria gialloblu da tempo è al centro di gaffe poco cordiali verso gli avversari sportivi. Solo qualche settimana fa durante la partita Liovorno-Verona, i tifosi veronesi avevano cantato cori contro Morosini, deceduto sul campo qualche mese fa. Anche il tecnico del Verona Andrea Mandorlini si era lasciato andare a commenti poco sportivi durante gli incontri contro squadre campane. A Palermo i tifosi chiedono di impedire la trasferta ai tifosi veronesi. E di vietare la vendita dei biglietti. Ma anche in casa Lega non è il primo episodio imbarazzante. Solo due settimane fa una consigliera provinciale di Monza-Brianza aveva scritto su facebook, commentando una mappa geografica dell’Italia senza il sud: “Forza Etna, forza Vesuvio, forza Marsili!”. Le polemiche erano state feroci. E qualcuno aveva chiesto anche le dimissioni della consigliera. E’ probabile che per Bessone il trattamento sarà lo stesso.

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Tifosi inglesi, se volete seguire la vostra squadra del cuore nelle trasferte europee, divertitevi. Ma non andate a Roma: “E’ la città più pericolosa d’Europa”. E’ questo il messaggio che il Times di Londra rivolge ai propri lettori dopo il raid del pub di Campo de’ Fiori, dove una trentina di ultrà romani hanno assaltato con mazze e coltelli una comitiva di supporters del Tottenham. “Questa è la situazione – è l’amara considerazione della testata ai propri lettori – tenetene conto se siete tifosi in trasferta. L’episodio nel quale i tifosi del Tottenham sono stati aggrediti (11 feriti, uno grave, ndr) – conclude – è solo l’ultimo in una lungo elenco di violenze”. 

 

Sono entrati con i volti travisati e con i caschi in testa dentro il pub intenzionati a chiarire subito che non erano graditi. Erano l’una e mezza della notte e nel giro di qualche minuto una mega rissa è scoppiata a Campo de’ Fiori tra gli ultrà della Lazio e un gruppo di tifosi del Tottenham che stavano tranquillamente bevendo una birra al “The Drunken Ship”. I teppisti biancocelesti con in mano mazze e coltelli hanno mandato in ospedale una decina di inglesi che sono stati medicati al Fatebenefratelli dell’Isola Tiberina e al San Camillo, mentre uno di loro, entrato con codice rosso, si trova ancora ricoverato in prognosi riservata con l’aorta lesionata. La polizia ha fermato alcuni degli ultrà laziali coinvolti nella rissa: si tratta di italiani nati fra il 1992 e il 1967. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti quella che si tratti una rissa tra tifosi laziali e supporter inglesi, a Roma in vista della partita Lazio-Tottenham di Europa League in programma stasera all’Olimpico.

 

Caschi infilati e volti coperti alcuni tifosi della Lazio ieri notte, intorno all’una, sono entrati in un pub di Roma e hanno aggredito un gruppo di supporter inglesi del Tottenham che si trovavano all’interno di un locale in piazza Campo de’ Fiori. Gli stranieri, una decina nella Capitale per vedere la partita prevista stasera per la coppa di Europa League, sono finiti in ospedale: uno di loro è stato ricoverato in gravi condizioni e dovrà essere sottoposto a un intervento chirurgico. Gli altri feriti sono stati medicati, negli ospedali Fatebenefratelli dell’Isola Tiberina e del San Camillo, e dimessi con prognosi che vanno dai sette e venti giorni.  La polizia, arrivata sul posto con diverse volanti, ha fermato alcuni italiani che potrebbero essere coinvolti nella rissa.

 

Una promessa è una promessa e Sara Jay e Angelina Castro sono state di parola. Le due, famosissime pornostar messicane e fan scatenate dei Miami Heat, avevano promesso di regalare sesso orale ai tifosi in caso di vittoria della loro squadra nel campionato NBA. L’iniziativa, promossa su Twitter tramite l’hashtag #TeamBJNBA, ha avuto un grandissimo successo e forse ha portato anche un pò fortuna tanto che la squadra ha vinto il titolo per davvero. Così dopo la vittoria della squadra, in molti si sono presentati a riscuotere il premio accettando addirittura di essere ripresi dalle telecamere e l’evento è stato trasmesso in diretta streaming sulla loro pagina web. 

Contente ed eccitate – Entusiasta dell’esito della scommessa, Sara ha commentato la prestazione super hot dichiarando: “Li abbiamo filmati. E’ stata una delle scene migliori della mia carriera in rete. Spero che ai fan sia piaciuto”. Per quanto riguarda la collega Angelina, l’esperienza è stata una sorpresa: “Quando lanciammo la nostra iniziativa su Twitter c’erano molti scettici. Nessuno credeva che l’avremmo fatto. E’ stata un’esperienza unica e voglio ringraziare i tifosi che hanno avuto la faccia tosta di venire qui e lasciarsi riprendere”. 

 

Con la recente vittoria per 6-1 contro il Cambridge City, il Milton Keynes Dons ha guadagnato l’accesso al terzo turno di Fa Cup, dove per la prima volta ospiterà l’AFC Wimbledon. E l’Inghilterra calcistica è in subbuglio. Mentre il presidente dei Dons ha dichiarato che sarà una “partita fantastica”, i tifosi dell’AFC hanno già annunciato che non andranno in trasferta nel Buckinghamshire. Perché quella che avrà luogo sabato 1 dicembre è più di una partita: è lo scontro tra due modi opposti di vivere il calcio. Da una parte il business, dall’altra la passione e il sacrificio dei tifosi. Perché MK Dons e AFC Wimbledon non sono altro che il frutto della medesima squadra: il glorioso Wimbledon FC. Quando nel 2002 la proprietà decise di trasferire il vecchio club a Milton Keynes, new town costruita negli anni Sessanta a un’ora da Londra, un gruppo di tifosi ha invece rifondato la squadra attraverso l’azionariato popolare come AFC Wimbledon. E adesso cerca la rivincita.

Una ressa di fan urlanti e un fucile piantato per errore sotto il mento. Se l’è vista brutta Leo Messi all’aeroporto Re Fahd di Riad, dove è sbarcato per l’amichevole di domani tra Argentina e Arabia Saudita. L’arrivo della Pulce, idolo dei tifosi del Barcellona e di mezzo mondo, ha creato il caos nello scalo e una folla di tifosi si è stretta attorno al campione, in t-shirt bianca e camicia jeans, che è stato immediatamente circondato dal personale di sicurezza. Ma un giovane militare non ha tenuto dritto il fucile o, forse, non si è accorto che la cinghietta era allentata. E così Messi si è ritrovato con la canna puntata sul mento. La scena è stata immortalata dai presenti e pubblicata su twitter dal Leo Messi Fan Club. La Gazzetta saudita ha riferito che, “malgrado la massiccia presenza della polizia, degli uomini della sicurezza e di cinque checkpoint lungo la strada che conduce all’aeroporto, i fan di Messi sono riusciti comunque a entrare nello scalo”. Passato lo spavento, il fenomeno è stato scortato senza incidenti fino all’hotel che lo ospita.

Maurizio Crosetti qualche giorno fa su Repubblica ha scritto cose come sempre assai interessanti. L’argomento è una frase di Conte (“Chi è quella m…. che ha esultato?”) in occasione di un gol del Chelsea asseritamente festeggiato in sala stampa da giornalisti anti-juventini.

Sul tema del tifo dei giornalisti sportivi partirei con un po’ di outing, che ai lettori non dispiace quasi mai.

2 aprile 1987, Losanna, finale di Coppa dei Campioni tra Tracer e Maccabi. 71-69 Milano, pochi secondi sul cronometro, Meneghin sbaglia il lay-up della staffa, Doron Jamchy cincischia con la palla in mano, il suo tiro cortissimo finisce inoffensivo nelle mani di Bob McAdoo e dopo 21 anni il massimo trofeo continentale torna a Milano. Un giovane precario seduto in tribuna stampa balza in piedi e lancia un urlo belluino per sfogare tensione e gioia per la vittoria (non sua peraltro).

Per una crudele coincidenza, il calendario stilato in estate dalla Lega Calcio ha fatto in modo che il derby tra Lazio e Roma cadesse l’11 novembre. Non un giorno qualsiasi: è il quinto anniversario della morte di Gabriele Sandri, il tifoso laziale ucciso l’11 novembre del 2007 sull’autostrada A1, nei pressi dell’area di servizio di Badia del Pino, da un colpo di pistola sparato dall’agente della Polstrada Luigi Spaccarotella, cui la cassazione ha confermato a febbraio la condanna a 9 anni e 4 mesi di carcere per omicidio volontario. Una tragedia che ha segnato una famiglia, una città intera e incrinato ancor di più i rapporti tra le tifoserie di tutta Italia e le forze dell’ordine. Una tragedia che ha inevitabilmente alzato anche il livello di allerta per la stracittadina capitolina.

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