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In migliaia da tutta la Spagna hanno marciato intorno al Congresso per chiedere nuove elezioni. Davanti a loro 1.300 poliziotti in tenuta antisommossa: VIDEO. Fermati in 35. Catalogna chiede indipendenza, l’Andalusia un salvataggio di 4,9 miliardi.

pubblicato da Wallstreet Italia
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Occupy Madrid: scontri con la polizia, una trentina di arresti e 64 feriti

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Il Denaro, Il Fatto Quotidiano, Libero Quotidiano

Si sono presentati in una trentina, alcuni mascherati da Lupin, questa mattina in piazza Liber Paradisus nella sede di Equitalia uscendo dopo un quarto d’ora ammucchiando in strada seggiole, computer, tavolini e cestini. Questa l’azione compiuta dagli attivisti del centro sociale Tpo, come anticipazione della loro protesta nei confronti del premier Monti che sabato arriverà a Bologna.

“Licenziamo Monti”, “Reddito di cittadinanza”, “Equitalia strozzini”, gli slogan urlati dagli attivisti all’uscita dagli uffici di Equitalia. Nell’entrare, riferiscono alcuni testimoni, i ragazzi hanno spintonato qualche dipendente, rotto il vetro di un bancone e infine hanno oscurato le telecamere di sorveglianza imbustandole con sacchetti di plastica. Dentro agli uffici è stato invece appeso uno striscione con scritto “Diritti contro austerity”. 

“Viva la rivoluzione!”, “Avanti, questo è il momento buono”, “La violenza è necessaria”. Lo urlano dalla gabbia in aula i tre imputati al processo d’appello-bis, a carico delle cosiddette Nuove Brigate Rosse oggi a Milano. 

Il processo – Frasi agghiaccianti che hanno però esaltato una trentina di antagonisti del centro sociale Gramigna di Padova accorsi in Tribunale in sostegno dei terroristi. ”Questo è il momento buono”, ha gridato Alfredo D’Avanzo, “la violenza inevitabile e strategicamente necessaria”, ha aggiunto Claudio Latino. “Non abbiamo il gusto romantico della violenza – ha detto latino – ma è inevitabile. Nessun gruppo di dominatori nella storia ha mai abbandonato pacificamente il potere”. 

Le proteste – Il suo intervento è stato poi interrotto dal presidente del collegio Anna Conforti perché si stava prolungando da alcuni minuti dopo averlo invitato alla sintesi. Questo ha scatenato le proteste sia degli imputati che degli antagonisti nel pubblico che hanno mostrato delle magliette bianche con scritte rosse a comporre la parola “solidarietà”. A quel punto i giudici sono stati costretti a richiedere l’intervento delle forze dell’ordine che hanno fatto uscire giovani e parenti degli arrestati dallo spazio riservato al pubblico. L’aula è stata fatta sgomberare e un presidio di carabinieri è stato disposto davanti all’ingresso. 

Il gazebo – Una trentina di no global ha anche allestito un gazebo in Porta Vittoria di fronte all’ingresso principale del tribunale e hanno affisso uno striscione con la scritta “Rivoluzione e lotte non si processano”, firmato dall’’Associazione parenti e amici degli arrestati il 12/02/2007′ alla cancellata esterna del Palazzo di giustizia.  

 

Umberto Bossi è stato contestato da una trentina di giovani durante il comizio del candidato sindaco della Lega Nord a Crema Alberto Torrazzi. Ai contestatori, tenuti lontani dal palco da un cordone di forze dell’ordine, che gridavano “vergogna, ladroni”, il presidente federale del Carroccio ha urlato: “venite vicino, vi faccio sentire la carezza del destro, a voi fighetti di buona famiglia”. Bossi ha poi invitato i militanti del Carroccio a stare “tranquilli”. “Ci penserà la gente a liquidarli, in cabina elettorale”, ha detto. A quelli che gridavano “secessione, secessione”, il Senatur ha risposto: “Da quella gente lì, sì. Secedono tutti dalla gente che va a interrompere”


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