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Si è aperta in Corte Costituzionale l’udienza sul conflitto d’attribuzione sollevato dal Capo dello Stato nei confronti della Procura di Palermo. La Consulta è chiamata a decidere sul nodo delle intercettazioni indirette di alcune conversazioni telefoniche di Giorgio Napolitano con l’ex ministro Nicola Mancino, le sui utenze erano state messe sotto controllo su mandato dei pm palermitani che indagano sulla cosiddetta trattativa Stato-mafia.

In udienza è presente anche il procuratore capo di Palermo Messineo. ”Sono qui perché credo sia un momento interessante: ma non faccio nessuna previsione né parlo di stati d’animo” ha detto il procuratore capo di Palermo Francesco Messineo, presente all’udienza. ”Non ho mai visto un’udienza di fronte alla Consulta – ha aggiunto – e mi interessava assistervi”.

Non si sa ancora se la decisione dei giudici verrà resa nota già domani. Quello che è certo è che quella che si svolgerà sarà un’udienza fondamentale per la risoluzione del conflitto d’attribuzione tra poteri dello Stato sorto tra il Quirinale e la Procura di Palermo. Dopo che il 23 novembre scorso sono stati depositati alla Corte costituzionale gli atti di una memoria illustrativa della procura, la Consulta terrà l’udienza pubblica per esaminare da una parte il ricorso promosso dal capo dello Stato Giorgio Napolitano dopo che sono state intercettate alcune sue conversazioni telefoniche con l’ex ministro Nicola Mancino, le cui utenze erano state messe sotto controllo dai pm che indagano sulla presunta trattativa Stato-mafia; e dall’altra per valutare le controdeduzioni dei magistrati palermitani.

Pugni e sputi alla prima udienza del processo per gli scontri no Tav del 2011. La tensione tra alcuni attivisti e un cameraman della Rai, che stava facendo delle riprese all’interno dell’aula del tribunale di Torino che ospita il procedimento si è trasformata in bagarre: alcuni presenti hanno chiesto all’operatore di spegnere la telecamera, poi l’uomo è stato raggiunto al basso ventre da un pugno e infine da uno sputo. Il cineoperatore è stato trasportato in ospedale.

Una sotterranea guerra industriale a colpi di gossip, tali da fare arrossire il direttore del più audace tabloid scandalistico. Questo temono i vertici della Faac. Così, in attesa della prossima udienza davanti a un giudice, che potrebbe addirittura portare al sequestro dell’azienda, i dirigenti del colosso mondiale dei cancelli automatici, passano al contrattacco e mandano i propri legali a difendere lo storico marchio in tribunale, dove a fine novembre se ne deciderà il futuro.

Una sotterranea guerra industriale a colpi di gossip, tali da fare arrossire il direttore del più audace tabloid scandalistico. Questo temono i vertici della Faac. Così, in attesa della prossima udienza davanti a un giudice, che potrebbe addirittura portare al sequestro dell’azienda, i dirigenti del colosso mondiale dei cancelli automatici, passano al contrattacco e mandano i propri legali a difendere lo storico marchio in tribunale, dove a fine novembre se ne deciderà il futuro.

Quello sulla trattativa tra pezzi delle istituzioni e Cosa Nostra è un processo che non s’ha da fare. Almeno non a Palermo. È quello che pensano i legali di Marcello Dell’Utri, senatore del Pdl accusato di essere uno degli “uomini cerniera” del patto mafia-Stato, messaggero delle minacce di Cosa Nostra all’allora neo presidente del consiglio Silvio Berlusconi nel 1994. Gli avvocati Giuseppe Di Peri e Massimo Krogh hanno infatti annunciato che presenteranno eccezione di competenza territoriale: vogliono, cioè, che il processo venga spostato in un’altra sede giudiziaria.

 

Nuova udienza al Tribunale di Milano del processo Ruby nel quale è imputato Silvio Berlusconi. Stamattina ad essere ascoltate saranno anche due ex ministri dell’ex premier: Mara Carfagna e Maria Stella Gelmini. ”Da circa dieci anni conosco Berlusconi, ma io non sono mai stata ad Arcore le riunioni politiche si svolgevano a Roma”, ha detto l’ex ministro delle Pari opportunità Mara Carfagna durante la sua testimonianza. “Non ho mai conosciuto Ruby, sono sicura di non averla mai conosciuta o incontrata”, risponde a uno dei legali di Berlusconi che gli chiede se abbia mai avuto modo di incrociare l’allora minorenne al centro dell’inchiesta. Il 14 febbraio 2010 quando Ruby racconta di essere stata per la prima volta ad Arcore e di aver incontrato alcuni personaggi del mondo dello spettacolo e della politica, la Carfagna replica sicura: “Ero a Salerno per la mia intensa campagna elettorale”.

 

Anche l’ex ministro dell’Istruzione, Maria Stella Gelmini, smentisce senza incertezze il racconto di Ruby che ha detto agli inquirenti di essere stata ad Arcore il 14 febbraio   2010 e di aver incontrato, tra gli altri, proprio la Gelmini. “Non sono mai stata ad Arcore”, ha replicato durante la sua testimonianza.

In attesa di essere interrogata, in corridoio c’è la showgirl Miriam Loddo. Per l’udienza di oggi la difesa dell’ex premier ha rinunciato alla deposizione di alcune ragazze tra cui quella di Barbara Guerra, Iris Berardi, Alessandra Sorcinelli e Aris.

 

 

La Procura di Bari ha chiesto il rinvio a giudizio di 19 persone, tra cui il senatore Alberto Tedesco e l’ex dg della Asl di Bari Lea Cosentino (detta “Lady Asl”, già coimputata e assolta con Nichi Vendola in un altro processo), nell’ambito dell’udienza preliminare sulla presunta malagestione della sanità pugliese. A Tedesco – che è indagato dalla Procura di Bari in altre due inchieste – vengono contestati i reati di associazione per delinquere, concussione, abuso d’ufficio, corruzione e falso. L’ex assessore regionale alla Sanità, in particolare, è accusato di far parte della presunta cupola che tra il 2005 e il 2009 avrebbe gestito la sanità pugliese. Si tratta dell’inchiesta che portà alla richiesta di arresto di Tedesco respinta due volte dal Senato.

Nuova udienza per il processo “Ruby” che vede imputato Silvio Berlusconi che deve risponde di concussione e prostituzione minorile. Il Pm ha sentito come testimoni la show girl Belen Rodriguez e Daniela Santanchè.


pubblicato da Libero Quotidiano

Caso Ruby, Belen e Santanchè in Tribunale

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Vasco Errani chiederà il rito abbreviato come Nichi Vendola. Questo lo scenario probabile a pochi giorni dall’udienza preliminare sul caso Terremerse che vede come imputato per falso ideologico il governatore dell’Emilia Romagna.

La richiesta da parte del legale di Errani, Alessandro Gamberini, potrebbe arrivare il 7 novembre, il giorno in cui il gup Bruno Giangiacomo ha convocato pm e difensori degli accusati per l’udienza preliminare. Una richiesta di rito abbreviato che però nascerebbe da un imprevisto legato proprio al terremoto che ha colpito l’Emilia.

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