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umani

Un reggiseno stravagante, fatto con i denti dei suoi fan. E’ Il progetto choc di Ke$ha. La popstar fare un reggiseno di denti umani è stato realizzato dalla cantante Ke$ha, che ha chiesto ai suoi fan di inviarle un dente, e con il migliaio di denti ricevuto è riuscita a costruire un copricapo, un reggiseno e degli orecchini. A chi le ha chiesto il perché della bizzarra richieta, la cantante ha risposto: “L’ho fatto per stare più a contatto con i miei fan”.


pubblicato da Libero Quotidiano

“Domani venite a riprendervi il corpo, comprate una tomba e non rilasciate interviste”.

Queste le parole con cui i familiari di Sattar Beheshti hanno appreso, il 6 novembre, della morte in carcere del loro congiunto. Il giorno dopo, l’hanno sepolto. Chi ha potuto vedere il suo corpo in quell’occasione, ha notato tracce di sangue rappreso sui piedi e sulle ginocchia e lividi sul viso e in testa. 

Beheshti, 35 anni,  curatore del blog “La mia vita per il mio Iran”, era stato arrestato il 30 ottobre nella sua abitazione di Robat Karim, a sud ovest della capitale Teheran, da agenti della Polizia informatica (un reparto istituito nel 2011 per vigilare sulla blogosfera e punire autori e contenuti ritenuti contrari alla sicurezza e alla morale del paese), presentatisi senza mandato e puntando una pistola contro la madre che protestava.

Anders Behring Breivik, l’autore delle stragi di Oslo e Utoya in cui morirono 77 persone, ha scritto una lettera alle autorità penitenziarie del suo Paese per protestare contro il trattamento ricevuto in carcere parlando addirittura di una violazione dei suoi diritti umani.

La denuncia – Nella lettera, che risale ad alcune settimane fa, di cui ha dato notizia il giornale Vg citando il suo avvocato Tord Jordet, Breivik denuncia che l’esser stato completamente isolato stia violando la legge norvegese, la Convenzione Europea dei Diritti umani e la Convenzione contro la Tortura dell’Onu. Pur non trovandosi in regime di isolamento, il 33enne estremista norvegese è l’unico detenuto sottoposto a un regime di massima sicurezza nel carcere di Ila, a ovest di Oslo. 

La detenzione – Di fatto Breivik vive da 15 mesi completamente isolato e i suoi contatti con altre persone sono limitati a quei pochi minuti al giorno in cui vede i secondini. L’uomo rimane solo sia durante l’ora d’aria in cui può uscire in un patio, sia quando si trova nelle tre celle a sua disposizione. Breivik si è anche lamentato perché da mesi non può ricevere e spedire corrispondenza, cosa che gli impedirebbe di rivolgersi ai suoi seguaci in quella che considera “una privazione della sua libertà di espressione”.

I ribelli siriani tentano di consolidare la loro avanzata nel nord attaccando un’importante base aerea militare nei pressi di Aleppo mentre domani a Doha, in Qatar, le varie anime delle opposizioni all’estero e in patria si riuniranno per cercare di superare le rivalità e presentarsi come unico interlocutore rappresentativo di chi in Siria, con o senza le armi, da oltre un anno e mezzo è in strada contro il regime.

Le forze fedeli al presidente Bashar al Assad hanno dal canto loro intensificato i raid aerei bombardando a tappeto le principali località della rivolta: i sobborghi di Damasco, Daraa, Aleppo, Homs, Dayr az Zor, Idlib (dove si combatte per il controllo dello strategico aeroporto militare di Taftanaz).

Per la prima volta è stato trapiantato con successo il Dna mitocondriale in ovociti umani. E’ stato sostituito cioè il Dna che non è nel nucleo, ma nelle centraline energetiche delle cellule (i mitocondri) e che è trasmesso per via materna. Il risultato, pubblicato sulla rivista Nature, dimostra la possibilità di prevenire le malattie mitocondriali, ossia le malattie ereditarie trasmesse dalla madre e che colpiscono in particolare cervello, cuore, muscoli, pancreas e reni.

Già per altri post sono stato tacciato di “benaltrismo” da qualche lettore che certamente non fa giornalismo in America Latina, per cui mi tolgo un sassolino dalla scarpa senza troppo timore.

Non desidero occuparmi direttamente di ciò che è accaduto a Yoani Sánchez, del suo arresto e di quello di sedicenti attivisti per i diritti umani a Cuba. In troppi ne parlano. Peraltro Yoani è già stata liberata e riportata a casa dalla polizia.

Voglio raccontare piuttosto cosa succede in un paese considerato democratico dai più, di cui si parla sempre troppo poco (sicuramente a confronto con Cuba) e che invece è un po’ un inferno per chi fa la mia professione.

Nonostante i suoi abiti civili, non c’era alcun dubbio che l’uomo che ha fatto irruzione dal lato passeggero della Toyota, cercando di bloccare le riprese del pestaggio di una donna da parte dei suoi colleghi –alcuni in uniforme, altri no- che Mariah, mia figlia diciassettenne, stava effettuando con la sua Nikon, fosse un poliziotto. L’otturatore di Mariah è stato più veloce di lui, così le si è scagliato addosso nel tentativo di strapparle la videocamera e graffiandole il viso. Mariah ne è uscita illesa. La donna in strada no.

Amo l’attività fisica; a dir la verità più in teoria che in pratica, e la mia vita è piuttosto contemplativa. Quella che preferisco, a parte il ping-pong, e l’unica che coltivo è pensare, anzi fantasticare, leggere e scrivere, per cui non mi stupisce che la mia pressione sia da sempre molto ma molto bassa. Così giorni fa esco e mi dico ‘se trovo un aggeggino per misurare la pressione a casa che costi poco me lo prendo!’. E al supermercato trovo davvero l’ultimo aggeggino apposito, a prezzo stracciato. A me, che in effetti mi ritengo molto fortunata, cose simili accadono spesso. Come si spiega? E come mai ve lo racconto?

Le forze governative siriane e le milizie fedeli al regime Shabiha hanno commesso crimini di guerra e contro l’umanità. Lo denuncia il rapporto finale della Commissione di inchiesta dell’Onu. Anche i ribelli siriani – denunciano gli investigatori sui diritti umani delle Nazioni Unite – che combattono il regime di Bashar al Assad hanno commesso crimini di guerra, ma le violazioni “non raggiungono la gravità, la frequenza e l’intensità “ di quelli perpetrati dall’esercito e dalle forze di sicurezza siriane. ”La Commissione ha trovato fondati motivi per ritenere che le forze governative e gli Shabiha abbiamo commesso crimini contro l’umanità, come omicidi e torture, crimini di guerra e gravi violazioni dei diritti umani e del diritto umanitario internazionale, inclusi omicidi illegali, torture, arresti e detenzioni arbitrari, violenze sessuali, attacchi indiscriminati, saccheggi e distruzione di proprietà “, si legge nel rapporto di 102 pagine degli investigatori indipendenti guidati da Paulo Pinheiro.

In quella che Reporter senza frontiere ha definito la più grande prigione al mondo per i giornalisti, l’Iran, sono almeno 33 gli operatori dell’informazione in carcere: molti di loro per aver scritto qualcosa che non andava, altri per aver fatto qualcosa che non andava ai di fuori della loro professione. Nell’uno e nell’altro caso, quello che non andava era occuparsi dei diritti umani.

Neanche una settimana fa, Mohammad Sedigh Kaboudvand ha posto fine allo sciopero della fame intrapreso alla fine di maggio, cui a metà luglio aveva anche aggiunto il rifiuto di assumere liquidi. “In risposta alle richieste di così tanti rispettabili cittadini iraniani, e di coloro la cui coscienza è vigile e consapevole, che mi hanno chiesto di porre fine al mio sciopero della fame nel corso di questi due mesi, ho deciso di terminarlo martedì 24 luglio 2012” – questo il messaggio uscito dalla sezione 350 della prigione di Evin, a Teheran.

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