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Unito

“In questo modo si arricchiranno solamente le aziende private. La gente berrà lo stesso e forse continuerà a farlo sempre di più”. L’Adam Smith Institute, un think tank britannico per le libertà e per il libero mercato, boccia sonoramente il progetto di legge del governo guidato da David Cameron di alzare il prezzo minimo degli alcolici per ridurre il tasso di alcolismo dei sudditi del Regno Unito. Cameron presenterà ufficialmente la legge in parlamento entro poche settimane e poi questa verrà messa al vaglio dei ministri competenti e sarà soggetta a una consultazione pubblica. L’intenzione di Cameron è questa: “Vogliamo portare a 50mila crimini legati all’alcol in meno all’anno e a 900 morti per alcolismo in meno, sempre all’anno. Questo risultato sarà possibile con la mia legge entro il 2020”. Al momento, in Inghilterra – diversa la legislazione in materia in Scozia – non esiste praticamente un prezzo minimo e le bevande alcoliche, soprattutto la birra, si possono trovare a tariffe veramente basse, soprattutto nei negozi “off licence”, spesso gestiti da cittadini extracomunitari e aperti 24 ore su 24. Portando il prezzo minimo a 40 pence (centesimi di sterlina) a unità alcolica (una birra in lattina è in genere composta da due unità e mezzo), Cameron spera quindi di ridurre fenomeni come il “binge drinking”, il bere quasi “compulsivo”, e la criminalità collegata.

“Finalmente tiriamo un sospiro di sollievo”, dice ora la madre di Richard O’Dwyer, lo studente universitario britannico di 24 anni che rischiava l’estradizione negli Usa per aver infranto le leggi americane sul copyright. O’Dwyer, fra il 2008 e il 2010, aveva messo in piedi TVShack, un sito web “pirata” che ritrasmetteva gratuitamente le televisioni di mezzo mondo. E, secondo l’accusa, era arrivato a guadagnare in introiti pubblicitari circa 150mila sterline in pochi mesi. Arrestato su richiesta degli Stati Uniti, il giovane rischiava appunto di finire in una prigione americana. Ma, ora, grazie all’intervento dell’Alta Corte inglese, O’Dwyer ha potuto patteggiare: nessuna estradizione, in cambio del pagamento di un piccolo risarcimento e della promessa di non operare più in questo “business”.

Una celebrazione interreligiosa a porte chiuse che ha unito nella preghiera quattro confessioni. Cattolici, musulmani, ortodossi e indù, i 180 operai dell’Atlantis, azienda piacentina conosciuta per la propria produzione di motoscafi e yacht, si sono radunati all’interno di quella che ancora per poco sarà la loro fabbrica. E hanno pregato tutti assieme, ognuno a modo suo. “Ne avevamo bisogno, in questo momento ci sentiamo impotenti”, spiega Mara Bertocchi , rsu di uno stabilimento che chiuderà i battenti entro Natale.

L’euroscettico Regno Unito si conferma tale con l’ultimo sondaggio commissionato dall’Observer, la versione domenicale del Guardian. Ma è la prima volta che il risentimento e la diffidenza verso Bruxelles arrivano a un picco così elevato. Così ieri si è venuto a sapere che più della metà dei britannici voterebbe contro l’appartenenza del regno della regina Elisabetta II all’Unione europea, se solo si tenesse un referendum. Il 56% delle migliaia di persone intervistate dalla società di ricerca Opinium si è espresso contro il legame con l’Ue, una percentuale che sale al 68% fra appartenenti e simpatizzanti del partito conservatore, che sfiora il 45% fra chi vota per il partito laburista e che è sorprendentemente elevata, al 39%, anche per chi crede nel partito liberaldemocratico, da anni il più europeista di tutto.

Migliora la performance delle vendite per Fiat da settembre, anche se rispetto a un anno fa il dato risulta ancora negativo. Nel mese di ottobre il Lingotto ha immatricolato in Europa (comprendente i 27 paesi dell’Unione europea più quelli Efta) 64.736 nuovi veicoli, un calo del 5,8% rispetto alle 68.752 unità immatricolate un anno fa. Il dato è comunque migliore rispetto a settembre, quando il calo vendite del gruppo torinese era stato del 18,5%. Nei primi dieci mesi dell’anno Fiat Group Automobiles ha venduto in Europa 688.468 nuove vetture, una flessione del 15,9% rispetto alle 818.544 dello stesso periodo del 2011.

Riabilitare – e controllare – pedofili, violentatori e criminali seriali. Rieducare rapinatori e scippatori, reinserire nella società spacciatori e uomini d’affari fraudolenti. Nel Regno Unito sarà il compito delle grandi società private della sicurezza nel prossimo futuro, dopo che ieri il primo ministro David Cameron ha tenuto un discorso tutto incentrato sulla fermezza nella lotta al crimine. E il premier conservatore lo ha detto chiaramente: “Cercheremo di continuare ad assegnare questi compiti anche alle associazioni di volontariato. Ma oggi serve qualcosa in più”. Così, in prima fila nella vittoria dei futuri bandi, l’azienda che ha curato – non senza polemiche – la sicurezza durante le Olimpiadi, la G4S, ma anche altre imprese come la Serco e la Sodexo, che gestisce, in Inghilterra, 14 prigioni private.

Registrato +1% nel terzo trimestre, quasi il doppio rispetto alle attese. E’ dal 2007 che non si vedeva un balzo cosi’. I biglietti delle Olimpiadi hanno contribuito allo 0,2% della crescita. La dinamica annua resta pero’ piatta, in recupero servizi e industria.

pubblicato da Wallstreet Italia
Link articolo:

Pil Regno Unito cresce al ritmo più alto in 5 anni

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In tutto il 2011, secondo uno studio che ha preso in esame 500 città inglesi, hanno chiuso i battenti 174 negozi. L’area più colpita è quella della capitale inglese.

pubblicato da Wallstreet Italia
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Crisi: Regno Unito, ogni giorno chiudono i battenti 30 negozi

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Le fonti sono attendibilissime (Associated press e Bbc) e la notizia è di quelle che assumono una portata storica: Edimburgo e Londra avrebbero raggiunto un accordo sul referendum per l’indipendenza della Scozia dal Regno Unito, da tenere nell’autunno 2014. E i tempi dell’annuncio sembrano strettissimi: già domani, infatti, David Cameron (primo ministro britannico) e Alex Salmond (primo ministro scozzese) dovrebbero approvare l’accordo.

I rumors che hanno seguito una riunione ad altissimi livelli tra sherpa scozzesi e britannici sono stati confermati da Michael Moore, segretario di Stato per la Scozia, alla Bbc. Le regole verranno fissate a Edimburgo e la domanda da porre ai cinque milioni di scozzesi sarebbe la più semplice possibile: sì o no all’indipendenza della Scozia dal Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord?

Il Regno Unito potrebbe risparmiare un terzo della sua spesa pubblica con una “semplice” ricetta: privatizzare tutto il privatizzabile. La proposta arriva a margine del più corposo studio sulla materia mai realizzato dalla Cbi, la Confederation of British Industry, la “Confindustria britannica”. Così, l’organizzazione – che, a differenza del caso italiano, non ha rappresentanza sociale, ma è più una sorta di “lobby” che fa pressione sul sistema politico – lancia per l’ennesima volta un appello per l’apertura dei mercati.

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