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Violenti

Le hanno puntato la pistola alla tempia davanti alle due piccole figlie e per farsi consegnare pochi spiccioli le hanno fracassato il naso e poi l’hanno massacrata di botte. L’escalation delle violente rapine si registra soprattutto nella notte di Halloween. Al gioielliere hanno sparato all’inguine dopo una rapina, al supermercato hanno sfondato la vetrina con l’auto, a una donna incinta hanno puntato il taglierino alla gola.

Violenti scontri ad Atene durante il secondo sciopero generale in tre settimane, indetto contro le misure di austerity decise dalla Troika. A piazza Syntagma alcuni manifestanti incappucciati hanno lanciato bottiglie incendiarie contro i poliziotti, oltre 4mila, dispiegati di fronte e ai lati del Parlamento. Gli agenti in tenuta antisommossa hanno reagito esplodendo candelotti lacrimogeni. 

Le 24 ore di sciopero, indette dalle due principali sigle sindacali, si tengono a ridosso del vertice dei capi di stato e di governo che si apre oggi a Bruxelles. Atene ha varato altri 11,5 miliardi di euro di sacrifici per convincere Ue e Fmi a sbloccare la seconda serie di aiuti da 130 miliardi di euro. Sindacati e manifestanti greci sperano che leader della Ue non approvino la nuova ondata di tagli ai salari e alle pensioni che non farà che peggiorare la situazione di un popolo logorato da cinque anni di recessione, la peggiore dalla seconda guerra mondiale.

Uno sportello pubblico per accogliere uomini violenti. Si chiama “Liberiamoci dalla violenza” ed è il progetto attivo da quasi un anno presso la Ausl di Modena in collaborazione con la regione Emilia Romagna. Unico in Italia nel suo genere, ha già assistito ventisette utenti. E se di solito le etichette utilizzate sono quelle di “mostri, assassini o carnefici”, l’esperienza di Modena vorrebbe offrire una strada alternativa per affrontare una delle piaghe della società contemporanea: la violenza sulle donne, tanto diffusa quanto poco denunciata.

No, non è una provocazione, ma è il risultato di riflessioni date dall’esperienza personale e clinica nel lavoro con uomini che hanno agito dei comportamenti violenti all’interno delle relazioni affettive e che, ad un certo punto della loro vita, sono stati in grado, a modo loro, di chiedere un aiuto per interrompere la violenza agita.

Dare un’etichetta è semplice, veloce e rassicurante, ma implica un vero e proprio salto mortale del pensiero. Il termine maltrattante (o violento) non è altro che appunto una etichetta con la quale si riduce la complessità di una persona identificandola  con quello che è stato il suo comportamento, ingabbiandola in esso, mentre, nel mio lavoro, ciò che mi sostiene è proprio il sapere che l’uomo può, potenzialmente,  essere altro da ciò che ha esternato  fino a quel momento. Sono convinto che il comportamento violento sia espressione di un malessere riconducibile, ma non riducibile a ciò che viene messo in atto ossia il pugno, lo schiaffo, il calcio o l’insulto.

 

“Grillo? Meglio votare Pdl. Io non avrei nessun dubbio. Sceglierei il Pdl e non Beppe Grillo”. Ormai nel Partito democratico è parere comune: anche Berlusconi pur di non avere il comico-politico. Dopo Enrico Letta, che aveva ribadito il concetto a luglio, alzando un polverone, ecco esporsi la bionda Marianna Madia, deputata del Pd, intervenuta alla Zanzara su Radio 24. In diretta da VeDrò, il think net allestito guarda caso proprio da Enrico Letta, la 32enne Madia ha spiegato: “Grillo e i grillini hanno dei metodi antidemocratici, sono violenti”. Violenti?, chiedono i conduttori Giuseppe Cruciani e David Parenzo: “Sì, violenti. La violenza non è solo quella fisica. Non direi fascisti ma hanno un modo violento di fare politica e la violenza può anche essere verbale”. Opinione che cozza con un’altra giovane rampante democratica, Debora Serracchiani, che sulla Stampa ha tirato le orecchie a Pierluigi Bersani sul caso del “Grillo fascista”: “Bersani si è lasciato trascinare. A me non piace l’uso di certe parole e di certi toni. Secondo me non paga nemmeno da un punto di vista politico. Ma mi rendo conto – riconosce la Serracchiani – che di fronte a un continuo dileggio della politica come quello che fa Grillo… beh, come si dice a Roma: quando  ci vuole, ci vuole. Però mi chiedo se questi scontri tra dirigenti politici arrivino all’elettorato”.

 

Sui film un po’ violenti o spintarelli trasmessi anche su tv a pagamento dovrà essere apposta una dicitura assai simile a quella esistente sui pacchetti di sigarette: “prodotto gravemente nocivo per la salute psico-fisica del minore”, oppure “prodotto potenzialmente nocivo, ma non in modo grave”. E’ l’ultima strampalata idea del governo di Mario Monti. Contenuta in un decreto legislativo sulla tv trasmesso a firma del professore Dino Piero Giarda. Come faranno le tv ad apporre la scritta sul loro pacchetto di film e fiction, resta però un mistero…

di Franco Bechis


pubblicato da Libero Quotidiano

Giarda,film hard come sigarette

Notizie del italia, economia, notizie italia

 

 Sui film un po’ violenti o spintarelli trasmessi anche su tv a pagamento dovrà essere apposta una dicitura assai simile a quella esistente sui pacchetti di sigarette: “prodotto gravemente nocivo per la salute psico-fisica del minore”, oppure “prodotto potenzialmente nocivo, ma non in modo grave”. E’ l’ultima strampalata idea del governo di Mario Monti. Contenuta in un decreto legislativo sulla tv trasmesso a firma del professore Dino Piero Giarda. Come faranno le tv ad apporre la scritta sul loro pacchetto di film e fiction, resta però un mistero…

di Franco Bechis

 


pubblicato da Libero Quotidiano

Ciò che è accaduto durante Genoa-Siena ha dell’incredibile. Un gruppo di facinorosi e violenti, (chiamarli tifosi sarebbe un onore che non gli spetta) ha tenuto in ostaggio un intero stadio, calciatori compresi, con le forze dell’ordine ad assistere ad uno scenario irreale. La vergogna è cominciata all’8 della ripresa, con il Grifone sotto di 4 reti e una striscia di risultati negativi che lo hanno portato a un punto dalla zona retrocessione. E’ questo il casus belli che ha fatto scattare la follia ultrà. Prima un fitto lancio di fumogeni, poi una tentata invasione di campo con i giocatori che osservavano allibiti e preoccupati. Infine, dopo che l’arbitro aveva sospeso il match e fatto rientrare i calciatori negli spogliatoi, ecco la richiesta più infame: “Toglietevi la maglia”. 

La paura dei calciatori – A poco è valso l’intervento del presidente della squadra genoana, Enrico Preziosi. I violenti hanno continuato la loro contestazione. Il capitano Marco Rossi, dopo un colloquio con dirigenti e giocatori, si è tolto la maglia come gli era stato intimato dagli ultrà e ha raccolto quelle dei compagni. L’unico, restio a togliersela, è stato Sculli che è andato a parlare con uno dei facinorosi prendendolo anche per il bavero. “Io questa maglia non me la tolgo, me la sento addosso” ha urlato in lacrime. Dopo questo intervento, che ha placato un poco gli animi, la partita è ripresa in un’atmosfera di paura che col calcio non ha niente a che fare.

Le polemiche – Nel dopo partita c’è stato uno scarica barile sulla gestione degli eventi. E’ il questore di Genova, Massimo Mazza a rivelare che la polizia aveva sconsigliato a calciatori e società di togliere le maglie. “La polizia era in campo adeguato  nel numero e autorevole nei comportamenti. Alla richiesta di togliere   le maglie, il mio vicario mi ha chiamato. Io ero sugli spalti, ho risposto dicendo di comunicare alla società che ero assolutamente contrario”. Diversa invece la versione “Diversi calciatori – spiega – si sono levati la maglietta: è stata una richiesta del gruppo di ultras, maturata dopo una strana mediazione della Polizia, al termine di un fitto e continuo lancio di bombe in campo. C’era certamente il forte rischio per l’incolumità dei calciatori; ma questa mediazione è stata curiosa. Come mai c’erano solo dieci poliziotti di fronte a questa massa di 70-100 facinorosi se si sapeva bene e da giorni che la partita di oggi era a rischio?”.

Malesani esonerato – L’allenatore del Genoa, Malesani, è stato esonerato subito dopo il match. Un cambio di panchina serve a poco in questo momento. I giocatori, come ha rivelato il presidente Preziosi, hanno paura e devono recuperare quella serenità andata perdutra domenica. Preziosi di una cosa è però sicuro: “La Daspo? La galera dobbiamo dargli. Se queste persone avessero qualcosa da perdere non si comporterebbero così: spero solo che perdano la libertà”.

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