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Rapina nel negozio: ma il cassiere mantiene una calma incredibile

La telecamera di sicurezza di un negozio in Missouri riprende tutta la scena. Il commesso non perde l’aplomb

tovato su: Il Corriere della Sera

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Sarà che tutti continuano a riempirsi la bocca con ‘la fine delle ideologie’, sarà che gli enfant prodige del liberismo hanno finora tutti miseramente fallito, sarà che si inneggia da una parte al populismo, dall’altra all’europeismo, l’unico dato incontrovertibile è che la ricchezza dell’intero nostro pianeta va sempre di più concentrandosi nelle mani di una élite sempre più esigua.

A gennaio 2017, l’ultimo rapporto sulla distribuzione della ricchezza nel mondo di Oxfam, ci raccontava che le otto (8!) persone più ricche del mondo hanno nelle loro mani tanta ricchezza quanto la metà più povera della intera popolazione mondiale (ricordiamolo: a gennaio, oltre 7 miliardi 477 milioni). In Italia, non si va molto meglio: l’1% della popolazione nel 2016 possedeva il 25% delle risorse nazionali. Appena sette (7!) nostri connazionali hanno ‘in tasca’ più danaro del 30% dell’intera popolazione italiana (quindi, di oltre 20 milioni di persone).

Le wags italiane a Matrix per parlare della vita dorata

tovato su: Il Corriere della Sera

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Costanzo bacchetta Belen: «Sei già abbastanza in ritardo, adesso entra e falla finita»

Il conduttore stizzito, lei replica: «Non è vero»

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Ferraristi in festa. Il tedesco della Ferrari Sebastian Vettel conquista la pole position davanti al compagno di team Kimi Raikkonen. Terzo Bottas e quarto Hamilton.

Sebastian Vettel in pole position e due Ferrari in prima fila nel Gran Premio di Russia, quarta tappa del Mondiale 2017 di Formula 1. Il tedesco ha centrato la pole position con il tempo 1’33”194, precedendo di appena 59 millesimi il compagno di squadra Kimi Raikkonen. La pole mancava alla Ferrari dal gran premio di Singapore del 2015 e anche in quell’occasione era stato Vettel a centrarla, per una doppietta dobbiamo invece risalire a quasi 10 anni fa precisamente al Gran Premio di Francia di Magny Course 2008 (con Raikkonen 1° e Massa 2°).

“Non credo si debbano sostenere le tesi del procuratore di Catania, bisogna sostenere le inchieste del procuratore di Catania e sulla base di queste trarre delle conclusioni. Così il ministro degli Interni, Andrea Orlando, parlando a margine dell’incontro con gli operatori della cultura organizzato alla Casa del Cinema a Roma. “Se Alfano è convinto che abbia ragione nel descrivere quel quadro di insieme che il procuratore di Catania indica, e che io non sono in grado di confutare, non essendomi occupato del tema, c’è da chiedersi perché non se n’è accorto quando faceva il ministro degli Interni. – conclude – Probabilmente è una distrazione di Alfano”

Scivolare da una classe sociale a quella più in basso? Il 67,2% degli italiani è convinto che oggi sia cosa facile. In particolare, secondo i dati di un’analisi del Censis, siamo una società di persone convinte che sia quasi impossibile migliorare la propria condizione sociale, mentre basti poco per peggiorarla. Se la discesa è infatti ritenuta frequente, tutto il contrario si pensa della salita: l’84,7% degli italiani sostiene che oggi sia difficile salire nella scala sociale (per il 52,2% è molto difficile), sottolinea il Censis nella sua ricerca sul welfare italiano e le innovazioni necessarie per riattivare la mobilità sociale.

I sindacati non godono di buona reputazione. Ogni volta che se ne parla con i cittadini in strada il tema ricorrente è sempre lo stesso: “Non difendono più i diritti dei lavoratori“. Anche perché, aggiunge uno studente universitario, “di diritti da difendere ne sono rimasti ben pochi”. Una bibliotecaria precaria va oltre: “Ho un contratto di trenta giorni, i sindacati non so nemmeno cosa siano”. “Il mondo del lavoro è cambiato, i sindacati non rappresentano i giovani, i precari e le nuove forme di lavoro”, aggiunge un ragazzo in cerca di occupazione. Un pensionato allarga il quadro: “Troppe volte sindacati, politica e impresa sono apparsi conniventi, e ora tutto è stato fagocitato dalla finanza“. Ma un ferroviere avverte, e non è il solo: “La funzione dei sindacati è fondamentale, altrimenti non ci sarà più alcuna possibilità di tutela per i lavoratori”. Un signore dall’aria intellettuale rafforza il concetto: “Stiamo attenti, sono sempre i regimi autoritari che vogliono far fuori i sindacati”. E voi cosa ne pensate? Dite la vostra nei commenti  di Piero Ricca, riprese e montaggio Alessandro Sarcinelli

Nessuno ha reclamato il suo corpo. E così, come scrive il Corriere della Sera, il cadavere di Anis Amri, lo stragista di Berlino ucciso a Sesto San Giovanni (Milano) lo scorso 23 dicembre, è ancora conservata in una cella frigorifera. Il terrorista, che sequestrò un tir e uccise 12 persone nel mercatino di Natale della capitale tedesca, era cittadino tunisino ma né il suo paese né la sua famiglia ha reclamato la salma per il rimpatrio. Per ora custode del cadavere è il Comune di Sesto San Giovanni che non intende pagare le spese. L’ipotesi è che lo Stato italiano si faccia carico delle spese per evitare che rimanga dov’è ancora per molto tempo.

“E’ stato sufficiente un minuto per la firma delle linee guida per la Brexit“. Lo ha sottolineato un portavoce del Consiglio europeo a valle della firma apposta dai leader dei 27 al documento che fissa i paletti  intorno ai quali sviluppare le trattative tra Ue e Gran Bretagna. Prima e fondamentale tappa del vertice straordinario che per la prima volta nella storia dell’integrazione europea ha segnato l’avvio ufficiale dei negoziati per l’uscita – invece che l’adesione – di un Paese membro, cioè la Gran Bretagna, il 28mo partner già assente al tavolo del summit.

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