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Firenze, prima la bocciano e poi la assume il sindaco

La figlia della presidente della Corte dei conti “promossa” alla Città Metropolitana da Nardella era stata respinta al concorso in Comune

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Quelli capaci (di tutto) di

L’ultima volta da Lilli Gruber, Matteo Renzi ha attaccato la solita equazione farlocca: siccome hanno alcuni sindaci indagati come la Raggi, mentre lui non ha “mai ricevuto un avviso di garanzia”, tutti i 5Stelle sono incapaci. E Di Maio più di tutti. La Gruber gli ha fatto osservare che anche il sindaco Pd di Milano, […]

Non è “irragionevole“, nell’attuale contesto e allo stato “delle condizioni epidemiologiche e delle conoscenze scientifiche”, l’intervento del legislatore che “ha ritenuto di dover rafforzare l’obbligo degli strumenti della profilassi vaccinale”. Ma “nulla esclude che, mutate le condizioni, la scelta possa essere rivalutata e riconsiderata“. È quanto si legge nelle motivazioni della sentenza con cui il 21 novembre scorso la Consulta ha bocciato il ricorso presentato dalla Regione Veneto contro la legge che impone le vaccinazioni per l’iscrizione a scuola. Dato il calo delle coperture vaccinali, “la scelta del Parlamento” di introdurre l’obbligo per 10 vaccini “non può essere censurata sul piano della ragionevolezza per aver sacrificato la libera autodeterminazione individuale”. Una scelta che, dicono le motivazioni depositate oggi, “le Regioni sono vincolate a rispettare“.

“Non metto in dubbio che ci siano bravissime persone che sono state escluse, ma ci sono un capo politico e un garante che si assumono delle responsabilità. Hanno ritenuto che qualcuno non era ancora pronto per un’esperienza parlamentare. Ma noi abbiamo potuto candidare migliaia di persone e fatto scegliere da migliaia e migliaia di iscritti”. Alessandro Di Battista ha commentato così le polemiche scoppiate sulle votazioni per scegliere i candidati al parlamento del Movimento 5 Stelle.  “E’ normale che ci siano delle polemiche – ha aggiunto – ma questo fa parte delle nostre regole interne”.

Un po’ Carlo De Benedetti e un po’ Orietta Berti. Nel salotto amico di Quinta Colonna, Silvio Berlusconi ammette di aver creduto in Matteo Renzi. Il segretario del Pd, spiega, “è stato una promessa in cui molti hanno sperato, a partire dal sottoscritto, che poi però non si è concretizzata”. Un pensiero identico a quello più volte espresso dall’Ingegnere. Ma il leader di Forza Italia ha anche qualcosa in comune con la cantante, protagonista di una polemica del Pd per l’endorsement a Luigi Di Maio.

L’intervista di Massimo D’Alema al Corriere della Sera non è stata presa bene all’interno di Liberi e Uguali. L’ex premier ha pronosticato che dopo il voto ci sarà un governo del presidente a causa dell’ingovernabilità causata dalla nuova legge elettorale. Una previsione aspramente criticata dalla presidente della Camera Laura Boldrini, uno dei pezzi da novanta di LeU in vista delle prossime elezioni politiche. “Governo del presidente? Dobbiamo motivare gli elettori, non dobbiamo dare per scontata l’ingovernabilità. Servirà eccome votare” ha detto la Laura Boldrini a Cartabianca su Rai3. “Se non ci sarà una maggioranza vedremo, ma i problemi si risolvono sui programmi e sulle idee, noi andiamo a riempire un vuoto, qualsiasi previsione rischia di essere solo un esercizio”, ha aggiunto, non senza risparmiare critiche al collega di partito: “Intanto mi permetto di dire che dobbiamo motivare le persone ad andare a votare, non possiamo dare per scontata l’ingovernabilità. Dobbiamo unirci a Mattarella all’appello al voto – ha continuato – le persone non possono pensare che non servirà andare a votare. Votare significa decidere in che paese si vuole vivere“.

A novembre aveva scritto al Parlamento per chiedere una legge sul testamento biologico, trasformando il suo dramma in una battaglia civile. Perché Michele Gesualdi, allievo prediletto di Don Milani ed ex presidente della provincia di Firenze era da tempo malato di Sla. È morto oggi, a 75 anni. “Fate presto, non voglio essere torturato – aveva scritto nel suo appello ai presidenti di Camera e Senato -. Come tutti i malati terminali negli ultimi cento metri. Prego molto Dio e a volte sembra che risponda: hai ragione tu, le offese a me sono altre, tra queste le guerre e le ingiustizie sociali perpetrate a danno della umanità”.

“Alle prossime politiche che dovrebbero essere nel 2023 ci metterò la faccia. Sarà la quarta volta che mi candido e le precedenti ho sempre vinto” ha detto il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, a margine della presentazione del libro di Giacomo Russo Spena ‘Demacrazione, il popolo è il mio partito’ (Fandango), nel quale si affronta la storia politica di Luigi de Magistris dal 2011 a oggi con uno sguardo alle prospettive future del movimento demA. L’ex pm ha sottolineato che con il movimento demA non si vuole costruire un partito. ”La mia e la nostra forza è il forte rapporto, la connessione con il popolo dei cui bisogni sono altoparlante”. DemA non scenderà in campo alle politiche del 4 marzo: “Siamo consapevoli che il movimento non è ancora organizzato a sufficienza per fare quel salto che ci porta fuori dai confini della città in modo solido”.A maggio si svolgerà il primo congresso nazionale di demA. “Momento importante; si vedrà se il movimento è maturo per le grandi sfide come le europee, le regionali del 2020, le comunali del 2021 e le politiche”.

Circa venti miliardi l’anno da trovare di qui al 2030. Come dire un’intera manovra finanziaria, o due volte il costo del bonus 80 euro. E pensioni più basse anche del 20%. È l’impatto che avrebbe lo smantellamento della riforma delle pensioni varata a fine 2011 dal governo Monti. Cavallo di battaglia del leader leghista Matteo Salvini, stando a quanto annunciato da Renato Brunetta la proposta di cancellare quella che è passata alle cronache come legge Fornero è stata recepita anche dagli alleati del centrodestra, nonostante Silvio Berlusconi si dicesse convinto che occorre salvaguardarne alcune parti. Ma l’ha sposata in toto pure il candidato premier M5S Luigi Di Maio, secondo cui “chi ha fatto 41 anni di lavoro deve andare in pensione” senza altri requisiti. Promesse che, a meno di non compensare la maggior spesa con aumenti di tasse o corposi tagli, rischiano di far deragliare il debito pubblico. Non solo: potrebbero trasformarsi in una beffa per i pensionati, che vedrebbero alleggerirsi di molto l’assegno visto che in un sistema a ripartizione come il nostro sono i contributi di chi lavora a pagare le prestazioni previdenziali. “Prima si va in pensione”, avverte Guido Ascari, docente di Economia all’università di Oxford, “più basso sarà il tasso di sostituzione“. Cioè il rapporto tra la pensione e l’ultimo stipendio incassato. “Per questo è logico che l’età sia agganciata all’aspettativa di vita: si vuole garantire il più possibile una pensione adeguata“.

Intervista-fiume di Elena Ferrante, autore italiano avvolto dal mistero e fenomeno letterario mondiale, al settimanale francese L’Obs, in occasione dell’uscita in Francia del suo ultimo romanzo, “Storia della bambina perduta”. Nel lungo colloquio, Elena Ferrante affronta anche il tema delle molestie sessuali dopo il caso Weinstein: “credo che abbia messo in luce quello che le donne hanno sempre saputo – dice – e sempre più o meno taciuto. Nonostante le apparenze, anche in Occidente il dominio patriarcale è sempre fortemente ancorato: lo sperimentiamo tutte, nei luoghi più disparati e nelle forme più diverse, subendo giorno dopo giorno l’umiliazione di esserne la vittima muta, la complice impaurita o la ribelle silenziosa, quando non ce la prendiamo con le vittime invece che con i violentatori”. “Paradossalmente – continua Ferrante – non vedo grandi differenze fra le donne del quartiere napoletano di cui ho parlato e le attrici di Hollywood o le donne colte e raffinate che lavorano ai gradini più alti del nostro sistema socio-economico. Alzare i toni, dire ‘me too’ mi sembra una buona cosa, ma soltanto se manteniamo il senso della misura: gli eccessi nuocciono alle giuste cause. La forza dei piccoli e grandi Weinstein, che si trovino al centro del mondo o in posizione marginale, è non soltanto di non provare alcuna vergogna di fronte alle diverse forme di stupro alle quali ci sottopongono, ma anche di farci credere, con un meccanismo ripugnante, che siamo noi a doverci vergognare”. Quanto alla sua quadrilogia dell’”amica geniale”, Ferrante la considera conclusa: “la storia di Lila e Lena è finita – dice – ma ne ho altre in testa e spero di riuscire a scriverle. A pubblicarle non lo so”.

E’ di cinque morti il bilancio della violenta tempesta che sta spazzando l’Europa centrale, tra Belgio, Olanda, Gran Bretagna e Germania, che ha portato alla sospensione del traffico ferroviario ed alla cancellazione di decine di voli.

Tre persone sono morte in Olanda: due uomini entrambi uccisi dagli alberi caduti a causa del vento a Olst e nei pressi del confine con la Germania, a Enschede, mentre un terzo uomo, di 66 anni, è morto in seguito a una caduta provocata probabilmente dal forte vento. Oltre 260 i voli cancellati a causa dei venti fino a 140 chilometri all’ora, con l’aeroporto Schipol di Amsterdam chiuso per due ore.

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