Digitale, un volano da +1,2% di Pil al 2027. Ma il sistema Italia fatica a cogliere l’opportunità

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MILANO – Digitalizzazione: opportunità colta solo a metà dal sistema Italia e dalle suo tessuto produttivo. Dove convivono punte di diamante e colpevoli ritardi, tanto che siamo solo 18esimi nella Ue per digitalizzazione delle imprese.

E’ il quadro emerso dall’undicesima edizione del Forum Wpp che si è svolto a Milano, a conclusione del percorso di analisi dell’Advisory Board di Wpp Italia e The European House – Ambrosetti. “Viviamo in un contesto di rivoluzione tecnologica che porta con sé non solo preziose opportunità, ma anche la gestione di tante sfide legate a connettività, criticità strutturali del Paese e digitalizzazione”, ha spiegato il presidente di Wpp in Italia, Massimo Beduschi.

Sfide che emergono chiare dai numeri sciorinati da Valerio De Molli, ceo di Ambrosetti, che ha mostrato come la mancanza di una cultura digitale sia denunciata da oltre la metà delle aziende, ma d’altra parte l’attività di formazione Ict sia limitata al 15% di esse. Un ostacolo, certo, lo pone la dimensione d’impresa, tipicamente medio-piccola da noi. Ritardi che impattano sulla stagnazione della produttività tricolore, ferma da vent’anni.

Non mancano punti di forza per il rilancio: primi in Europa per fatturazione elettronica, quinti per adozione del cloud computing, primi per famiglie con accesso alla rete 5G, terzi per numero di Pos. Abbiamo ecosistemi di innovazione, come quello delle life sciences, da primato: esempi da seguire. Il treno da non perdere è il Pnrr, con gli oltre 48 miliardi postati alla voce digitalizzazione: un volano da +1,2% del Pil al 2027.

Massimo Beduschi e Simona Maggini, presidente e country manager di Wpp in Italia

Massimo Beduschi e Simona Maggini, presidente e country manager di Wpp in Italia

Massimo Beduschi e Simona Maggini, presidente e country manager di Wpp in Italia  Quattro le priorità d’intervento delineate al Forum: l’adeguamento delle competenze e cultura digitale, l’adozione di nuovi modelli operativi, le strategie per la Cybersecurity e la condivisione dei dati.

“La comunicazione ha un ruolo fondamentale per la società di domani”, ha commentato Simona Maggini, country manager di Wpp. Oggi solo il 56% delle imprese è sui social, appena una su cinque investe in campagne online e poco più di sette su dieci (14 punti meno della media Ue) realizzano online oltre l’1% del fatturato: 14 punti meno della Ue. “La comunicazione – ha concluso Beduschi – ha un ruolo fondamentale nel testimoniare l’esistenza di un’Italia innovativa che occorre valorizzare in modo più efficace, anche all’estero. Questo è il potenziale che gli investimenti nel nostro settore possono far emergere a supporto del Sistema-Paese“.

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