Guerra, preghiere e lacrime

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Foto di Franco Origlia

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Foto di Franco Origlia 

Le lacrime le piangono gli eroi e i non eroi, i crudeli e i puri. Gli occhi raramente mentono durante il pianto – salvo che in una qualche finzione attoriale. E chissà, qualche volta anche lì si piange per finta però pescando ragioni da un dolore autentico.
Le lacrime dei famosi fanno più effetto delle lacrime degli sconosciuti? Non è detto. Veder piangere qualcuno su un autobus o per la strada ci impone un indugio, un istante di empatia, di partecipazione.
Le lacrime dei genitori ci turbano, da figli, come quelle di nessun altro: nemmeno le lacrime dei bambini, che supponiamo di saper consolare.
Le lacrime dei potenti sono quelle più misteriose, talvolta ambigue. Svelano una vulnerabilità o la fanno fruttare?
Le lacrime di un papa sono insolite, spiazzanti. In questo caso, hanno a che fare con una preghiera – per la pace, per la fine della guerra in Ucraina. Manifestano un profondo senso di impotenza. E forse – proprio perché legate a quel gesto così pieno di speranza che è pregare – lo rendono anche più doloroso.

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