Mancini vuole prendersi il Mondiale: “Con la Svizzera faremo una grande partita”. Out Pellegrini e Zaniolo

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FIRENZE – Gli ultimi duemila biglietti in vendita andranno esauriti in poche ore: si raggiungerà così la capienza definitiva di 52 mila spettatori, il 75% dell’Olimpico: è notevole l’attesa per Italia-Svizzera di venerdì prossimo, 12 novembre, fondamentale per la qualificazione diretta al Mondiale 2022, anche se poi, lunedì 15 a Belfast, gli azzurri chiuderanno il girone in casa dell’Irlanda del Nord e anche quella sarà una partita da non sbagliare. Mancini deve affrontare una piccola emergenza: gli infortuni dei romanisti Zaniolo e Pellegrini si aggiungono a quello di Verratti, mentre Barella è a rischio e Bonucci e Chiellini saranno valutati giorno per giorno. Convocato Cataldi della Lazio, non è escluso il ritorno accelerato di Pessina, appena rientrato nell’Atalanta dopo un infortunio muscolare. Il neoconvocato Pobega scala subito posizioni e potrebbe già andare in panchina. Al centro dell’attacco il favorito è Immobile, che lo scorso ottobre ha saltato la Nations League come Belotti: tornano entrambi in una squadra che all’Europeo sconfisse la Svizzera per 3-0 all’Olimpico.

Italia-Svizzera, allarme per Mancini: mezza Nazionale fuori

Mancini, dopo lo 0-0 dell’andata a Basilea lei ha definito questa dell’Olimpico “la partita dell’anno”, fatte salve ovviamente quelle dell’Europeo.
“Questa partita ci può aprire la strada per il Mondiale. Quello che abbiamo fatto finora ci dà la consapevolezza di potere raggiungere l’obiettivo. Sono sicuro che faremo una grande partita, l’importante è mantenere la massima tranquillità, anche se c’è qualche problema: Zaniolo e Pellegrini tornano a casa, per Barella non sembra nulla di preoccupante, valuteremo in questi giorni. Gli altri dovrebbero essere tutti a posto. Bonucci e Chiellini stanno abbastanza bene, vedremo in allenamento le condizioni di tutti”.
Il campionato le ha dato nuove indicazioni sui giovani?
“Sono sempre buone le indicazioni dai giovani, ovviamente se giocano. E ce ne sono che giocano, in questo momento”.  
In prospettiva Mondiale vede qualche settore più scoperto di altri?
“Credo di no, credo che ci siano giocatori buoni, giovani. Certo con uno giovane ci si può aspettare di tutto: magari sembra acerbo, ma in sei mesi diventa pronto, bisogna solo avere la pazienza di aspettare, sperando che riescano a giocare a un certo livello, che li può fare crescere”.
Qui c’è Pobega alla prima convocazione e Frattesi sembra sull’uscio.
“Pobega non è qui per caso o solo per respirare l’aria di Coverciano. Non so dire a chi si possa paragonare, ma non mi pare che ci sia uno con le sue caratteristiche: è molto fisico, ma anche tecnico, è mancino, è giovane, è intelligente, ha fatto tutte la trafile delle Under. Frattesi secondo noi ha ottime qualità, lo stiamo seguendo, sta facendo molto bene qui. Ripeto, ci sono tanti calciatori bravi, che hanno solo bisogno di giocare”.

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La Champions League è il terreno di crescita ideale: è stata già preziosa per lei, in queste prime 4 giornate del torneo?
“Chi gioca le coppe acquisisce mentalità notevole: più giocatori ci sono a farle più migliorano. Per vincere in coppa devi giocare sempre bene, quindi uno che la fa migliora di partita in partita”.
Quale partita vi aspetta rispetto a Basilea, basterà la tranquillità?
“Quando parlo di tranquillità, intendo dire che bisogna essere tranquilli per preparare una partita come questa con la Svizzera, che è storicamente difficile. Non si può preparare una partita che può valere il Mondiale senza essere tranquilli: con la tranquillità giocheremo bene e faremo gol. Dobbiamo stare tranquilli perché se giochiamo come all’andata faremo risultato. Ma io sono convinto che faremo ancora meglio di Basilea”.
E’ la settimana più complicata, da quando lei è ct?
“Direi che prima della finale di Wembley forse era più complicata! Faremo una grande partita: sarà una serata in cui ci divertiremo”.
La sede di Roma è stata scelta per il pubblico che può garantire: avete avuto rassicurazioni sul campo dell’Olimpico, dopo le tante partite inclusa Italia-Nuova Zelanda di rugby?
“La certezza di avere la spinta di tanto pubblico all’Olimpico l’abbiamo già sperimentata all’Europeo. Ma abbiamo scelto Roma anche per il clima, che solitamente è buono in questo periodo. Il campo ha tenuto bene e in 4-5 giorni può solo migliorare”.
Immobile ritrova la Nazionale.
“Siamo felici di riavere lui e Belotti, che sono mancati nella Final Four della Nations League. Immobile è l’attaccante  più prolifico del campionato italiano negli ultimi 5 anni, sono convinto che giocherà benissimo. Belotti? In campionato è normale avere prestazioni alterne, non si può essere sempre al top: ma quando i ragazzi vengono qui vanno sempre bene, abbiamo ottime sensazioni”.

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Ci sono tante partite e altrettanti infortunati: l’idea del Mondiale ogni due anni non è la direzione sbagliata?
“E’ da un po’ che succede, soprattutto dopo l’anno e mezzo del Covid che ha compresso il calendario: gli infortuni sono normali in questa fase della stagione, fa parte del mestiere del calciatore. Ma del calendario la cosa più stancante forse non sono le partite: sono i trasferimenti, i viaggi”.
A centrocampo ritrova Tonali.
“Importante. Può fare sia il palleggiatore sia l’incursore, è un centrocampista moderno”.
La serie A invece ritrova Shevchenko, da allenatore del Genoa.
“Gli mando un grande in bocca al lupo, è sempre molto vicino alla Nazionale italiana ed è anche un bravo ragazzo”.
Dopo l’Europeo lei raccontò che la fermavano per strada per ringraziarla: dopo 4 mesi che cosa pensa che abbia portato al Paese questa vittoria?
“Siccome in Italia siamo stati i primi ad avere problemi col Covid, abbiamo ridato felicità alle persone e per noi proprio questo fatto di avere riportato gioia è stata la cosa più bella”.
Come spiega questo 2021 di vittorie italiane in tutti gli sport e perfino nella musica coi Måneskin?
“Ci sono momenti, soprattutto a livello sportivo, in cui non riesci a raggiungere i traguardi, invece questo è un momento particolarmente vincente, anche se è difficile che nello sport l’Italia non dia qualche soddisfazione”.
Come si immagina il suo primo Mondiale da ct?
“Bisogna ancora qualificarsi, ne parliamo martedì prossimo”.
E’ preoccupato per Zaniolo, che in fondo rappresenta un po’ il suo manifesto di commissario tecnico?
“Purtroppo è stato abbastanza sfortunato, ha avuto due infortuni gravi: dalla sua parte ha la gioventù, la forza fisica e mentale per poterne uscire bene. Ha sempre qualche problemino, non possiamo farlo rischiare. Dispiace, perché poteva essere una partita importante per lui all’Olimpico. Consigli? Gliene ho sempre dati quando viene qui e basta, ha il tempo dalla sua parte”.
La sua Nazionale ha vinto l’Europeo anche grazie al bel gioco: pensa che questo messaggio sia ormai passato anche al campionato?
“Il nostro Europeo è stato molto importante, ovviamente non tutte le partite possono essere belle: fa parte del calcio, i risultati alla fine contano in un club e sono a volte più importanti del desiderio di regalare emozioni”.
La Juventus non è partita al massimo: vede ricadute per la Nazionale?
“A parte il fatto che Chiesa, Bernardeschi e Locatelli li avevo chiamati già prima che andassero alla Juventus, gli juventini sono tutti giocatori esperti: quando vengono qui, riescono sempre a dare il loro meglio, non sono affatto preoccupato”.

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